Tutti gli sport sono uguali?

Tutti gli sport sono uguali?

Tutti gli sport sono uguali

Quando leggo questo assunto, molto in voga e frainteso, mi viene sempre da storcere un po’ il naso…

Questa frase non significa realmente che non ci sono differenze ma che quando parliamo di schemi motori ci sono delle grosse similitudini sport-aspecifiche.

Prendiamo, ad esempio, un classico salto verticale o vertical jump in cui la componente motoria si può ricollegare alla cosiddetta tripla estensione (caviglia – ginocchio-anca), descritta in pesistica olimpica e riportata qui in figura 1.

Figura 1. Esempio di tripla estensione con similitudine al gesto motorio del salto da fermo

Credete che si sarà differenza tra un salto verticale in un giocatore di basket o in un pallavolista? Riflettendoci la risposta corretta è no!!

Quello che varia può essere invece il numero di salti verticali che fanno in campo, la frequenza degli stessi e magari la modalità del salto (single leg o bipodalico), la direzionalità e l’impatto/contatto con il pallone che differisce enormemente tra le due discipline.

Fatta questa premessa del concetto di sport-aspecificità, termine coniato per intendere che spesso nella preparazione atletica tradizionale è importante lavorare anche in modo aspecifico su alcuni gesti motori, che in seguito, verranno trasformati in skills tecniche specifiche e in elementi allenanti sport-specifici.

A questo punto risulta, di importanza fondamentale, conoscere il modello prestativo, caratterizzato da tutti gli elementi tecnici della disciplina e da molti altri fattori:

  1. ERGOGENESI
  2. INTERVALLI SPECIFICI
  3. FORZE SPECIFICHE IN GIOCO
  4. RANGE ARTICOLARE SPECIFICO
  5. PIANI DEL MOVIMENTO AZIONI DEI MUSCOLI PRIMARI

Per la nostra analisi che abbiamo voluto condurre, abbiamo deciso di focalizzarci sulle forze specifiche in gioco, il range articolare specifico e piani del movimento.

L’analisi sull’ergo genesi e sugli intervalli specifici di lavoro (o timing di lavoro) sono stati già ampiamenti descritti daAndrea, Alessandro e Paolo nelle discipline che allenano, mentre si è parlato poco di queste altre caratteristiche.

Che cosa fa il nostro atleta durante il gioco?

A che velocità sviluppa le sue azioni intense? Con che effort?

Con questo punto va di necessità creata una distinzione fra ruoli negli sport di squadra, ad esempio un lineman nel football americano avrà sicuramente richieste specifiche differenti rispetto ad un running back stessa cosa rispetto ad uno sport differente come il basket. Qua sotto si può chiaramente vedere la differenza tra ruoli di uno stesso sport come il calcio.

Figura 2. Physical Demands of Different Positions in FA Premier League Soccer Jonathan Bloomfield 2007

Gli sport sono tutti simili?

QUINDI NO GLI SPORT NON SONO UGUALI!!! HANNO PERO’ CARATTERISTICHE COMUNI!

Il risultato di questa review è chiaro, le differenze tra gli sport ci sono e sono anche evidenti, come si può notare da tabella la richiesta di ‘’sprint’’ durante una partita classificando secondo livello e sesso è differente sia all’ interno dello stesso sport che in riferimento a sport differenti.

Figura 3.  Activity Demands During Multi-Directional Team Sports: A Systematic Review Jeffrey B. Taylor1 2017

In questa tabella possiamo avere un riferimento ancora più chiaro di quello che succede sul campo da gioco con confronto non dolo sulla distanza percorsa ma anche per i movimenti laterali e per la frequenza di salto.

Tabella 1.  Activity Demands During Multi-Directional Team Sports: A Systematic Review. Jeffrey B. Taylor1 2017

Altro parametro da considerare e caratteristica fondamentale di ogni sport di squadra è il range articolare.

Ad esempio, un pallavolista che si prepara ad un salto partirà mai in deep squat? La risposta è chiaramente no, ma raggiungerà una profondità specificità in funzione delle sue caratteristiche morfologiche, dello spazio che dovrà percorrere il pallone nella fase di volo, delle sue capacità tecniche e delle capacità tecniche del suo palleggiatore.

Questo significa che, per ricercare un transfer motorio, anche se è un termine improprio ma meglio considerare una similitudine tra cosa facciamo in palestra e poi quello che fa il giocatore sul campo, dobbiamo allenare sonomezzi squat o quarter squat?

Anche qui la risposta è no, ma dipende.

Hagen Hartmann 2012

Influence of Squatting Depth on Jumping Performance

“Lo scopo di questa ricerca era di confrontare gli effetti di diverse varianti dello squat sull’aumento dello 1-RM, della loro influenza su counter movement jump e altezza dello Squat Jump (SJ) nonchè massima contrazione volontaria (MVC) e massimo RATE OF FORCE DEVELOPMENT (MRFD).

Dallo studio si è ricavato che gli squat profondi (sia front che back) garantiscono gli effetti di transfer migliori riguardo le prestazioni di massima forza dinamica alla capacità di resistenza dinamica alla velocità degli estensori dell’anca e del ginocchio rispetto ai quarti squat.”

La mia idea è che dobbiamo fare, nelle sedute dedicate alla strength, lavori ad alta specificità che possano prevedere lavori a range articolari ridotti per lavorare sulle porzioni del gesto che possono esserci utili magari ricercando un effort particolare.

Che cos’è l’alta specificità?

Quando parliamo di ALTA SPECIFICITA’ abbiamo parlato di proporzioni tra sprint, salti, movimenti laterali, range specifico ma ci manca ancora qualcosa…dobbiamo coinvolgere le forze specifiche classificate secondo RFD quindi:

  • FORZA MASSIMALE
  • CIRCA MAX STRENGTH
  • ACCELERATIVE STRENGTH
  • STRENGTH SPEED
  • SPEED STRENGTH
  • STARTING STRENGTH

Il tasso di sviluppo della forza (RFD) è una misura della forza esplosiva, o semplicemente quanto velocemente un atleta può sviluppare la forza. Gli atleti con più alti tassi di sviluppo della forza hanno dimostrato di avere prestazioni migliori durante numerosi test di prestazione fisica. Questo, quindi, evidenzia l’importanza potenziale che questo valore ha nel ruolo dello sviluppo atletico. Mentre molte forme di allenamento hanno dimostrato di migliorare il tasso di sviluppo della forza in individui non allenati, solo la resistenza e l’allenamento balistico hanno dimostrato di migliorare questa qualità negli atleti allenati.

RFD [N·s-1] = Peak Force [N] / Time to achieve peak force [s]

Grafico 1. Possiamo collocare ciascuna tipologia di forza sopracitata ad una tempistica per cui essa si va a sviluppare che risulta direttamente collegata al sovraccarico utilizzato.

Come possiamo comprende da questoto articolo, la parte di strength può ritenersi simile intesa come scelta degli esercizi per sviluppare una particolare forza specifica (es SQUAT forza massimale/POWER CLEAN strength speed).

Di massima importanza è il ricordarsi del fatto che i nostri ATLETI non praticano il loro sport in sala pesi, ma sul campo (salvo powerlifting ecc ma non è di questo che si parla qui) questo per dire che in questo caso le nostre sedute in sala pesi non devono sovrastare la parte tecnica e di conditioning.

Ogni sport dunque differisce non solo dagli altri ma anche tra ruoli all’interno dello stesso, certamente ci sono sport più simili di altri ma rimane comunque presente, ad una attenta analisi, una netta differenza.

Mi sento dunque di suggerire un’attenta analisi del gioco stesso per comprendere appieno le modalità e le intensità richieste ma soprattutto per valutare appieno le progressioni didattiche per permettere ai nostri atleti di essere performanti al 100%.

Nei prossimi articoli vedremo come i piani e gli angoli di lavoro influenzano la corretta attivazione muscolare e diversi angoli di lavoro, durante il gioco, richiedono anche un’attenzione particolare durante la programmazione dell’allenamento. Se vuoi saperne di più sul nostro metodo e sulla nostra idea di allenamento, segui il nostro webinar qui.

Niccolò Balboni

Varicocele: quali sono i sintomi?

Varicocele: quali sono i sintomi?

Che cos’è il varicocele?

Il varicocele è un in grandimento delle vene scrotali che causa una problematica dilatazione patologica delle vene testicolari (o spermatiche), che hanno il compito di drenare il sangue dal testicolo. Si manifesta spesso nel tempo e può provare dei problemi funzionali nell’atleta, come descritto nel nostro articolo sul Varicocele e sport.

Quali sono i sintomi del varicocele?

Il varicocele non causa né segni né disturbi, raramente, può provocare dolore. Infatti, il dolore può variare da acuto a sordo, può aumentare stando in piedi (ad esempio per chi fa attività sul campo sempre in piedi), o dopo uno sforzo fisico prolungato, fare attenzione a chi fa sport molto intenso. Alcune volte, il fastidio che genera può peggiorare nel corso del giorno e può essere alleviati stando sdraiati in posizione supina.

Come può una persona accorgersi di avere il varicocele?

La domanda sembrerebbe banale, ma da una prima attenta analisi e valutazione possiamo definire alcune sintomatologie e osservare alcuni segni:

1. Dimensione dei testicoli: la dilatazione di un vaso se di notevole importanza, può essere palpata e/o vista ad occhio nudo. In questo caso è importante mettere in diagnosi differenziale con cisti all’epididimo o con un’epididimite.

2. Dolori Testicoli – Fastidi. I principali segnali in questo caso sono fitte, stilettate improvvise, ripetute pulsazioni della zona. Anche in questo caso è importante mettere in diagnosi differenziale con cisti all’epididimo o con un’epididimite. Dolori acuti e che non scompaiono dopo poco tempo, sono se pur più rari, da non sottovalutare, poiché potrebbe celarsi un’ostruzione importante.

3. Fertilità: è possibile che un varicocele silente, non visibile ad occhio nudo possa creare infertilità, proprio per questo lo spermiogramma è un esame fondamentale per capire cosa si ha davanti prima e come comportarsi poi.

Questi tre punti sono solamente un macroscopico focus sui segni e i sintomi. 

Perchè si forma un varicocele?

Succede che il fenomeno colpisca per il 90% il testicolo sinistro, come già descritto qui in questo articolo.

Quanti tipi di varicocele ci sono?

Tuttavia, il fenomeno è già stato studiato dagli anni 80.

Colsaet, che studiò studiò questi fenomeni mediante indagini radiologiche flebografiche, ha suddiviso il varicocele in tre tipologie differenti:

  • varicocele di tipo I (o reflusso reno-spermatico): ostacolo al deflusso venoso esercitato dall’arteria, con ostacolo allo sbocco della vena spermatica nella vena renale sinistra con secondario deficit valvolare. Situazione molto frequente
  • varicocele di tipo II: compressione dell’arteria iliaca comune di destra sul sistema venoso destra. Questa causa è molto più rara
  • varicocele di tipo III: coesistono i due meccanismi insieme

I varicocele esclusivamente destri sono un fenomeno raro e deve sempre far sospettare una trombosi o occlusione della vena cava inferiore, e solo un 5-10% possiede un varicocele bilaterale, quindi negli atleti è molto più raro.

Che cosa deve fare il medico?

Il medico di competenza infatti procederà con la visita specialistica, ed eventualmente con una ecografia con color doppler. Se sei arrivato qui perchè hai questa problematica o hai i sintomi ti consiglio di approfondire anche l’articolo sullo sport, così da prendere le giuste precauzioni quando ti alleni.

Come usare il GPS nel calcio

Come usare il GPS nel calcio

Che cos’è il GPS?

Il sistema di posizionamento globale (dall’inglese Global Positioning System, abbreviato GPS) è un sistema di tracciamento della posizione e di navigazione che attraverso una rete dedicata di satelliti artificiali in orbita, fornisce a un terminale mobile, l’unità GPS, informazioni sulle coordinate geografiche rispetto a un orario.

 

Come fare la localizzazione con il GPS?

La localizzazione avviene attraverso segnali radio inviati da ciascun satellite ed elaborati dall’unità ricevitrice che analizza ed elabora i dati. Il sistema GPS è gestito dal governo degli Stati Uniti d’America ed è liberamente accessibile a chiunque sia dotato di un ricevitore.

Per localizzare un oggetto in movimento, un ricevitore GPS deve ricevere un segnale da almeno 3 dei 27 satelliti che emettono in maniera continua segnali codificati. In queste condizioni un’unità di ricezione è in grado di calcolare e registrare informazioni che si riferiscono alla posizione, al tempo e alla velocità di spostamento del soggetto.

L’accuratezza di questa tecnica è aumentata al punto che si trovano medie degli errori per la distanza nell’ordine di pochi metri.

Che cos’è la Selective Availability?

La selective Availability è un degradamento del segnale artificiale per evitare l’impiego in caso di guerra del sistema da parte dei nemici. Prima del 2000 questo errore superava I 50 mt., dal maggio 2000 l’errore artificiale è stato eliminato. S/A può essere riattivato in qualsiasi momento.

Come si ottiene la posizione?

  • Si definisce un sistema di coordinate.
  • La posizione è solo un’approssimazione di quella reale
  • La posizione non è statica. Si muove il gps, cambiano gli errori nel tempo (problemi sulla velocità…)
  • Con solo 4 satelliti in vista non si hanno buone prestazioni
  • Con più di 4 satelliti (3D mode) la precisione aumenta parecchio

La geometria dei satelliti influenza la precisione. L’indicatore che si usa è: Position Dilution of Precision (PDOP) permette di valutare il grado di precisione della misura. All’interno del ricevitore , un algoritmo sceglie quali sono I migliori satelliti tra quelli disponibili (Lagala, 2014).

La correttezza del dato può variare in base alle condizioni meteorologiche, alla disponibilità e alla posizione dei satelliti rispetto al ricevitore, alla qualità e al tipo di ricevitore, agli effetti di radiopropagazione del segnale e degli effetti della relatività.

Qual è l’affidabilità e la validità del GPS?

La validità e l’affidabilità delle misure di questi dispositivi ricevitori GPS in commercio è stata recentemente descritta. In generale, l’errore per la distanza totale percorsa (metri/minuti) è stata riportata di essere tra il 3% e il 5%.

La prima volta che la tecnologia GPS fu utilizzata in ambito sportivo risale al 1997 (Schutz, 1997); da allora è sempre più impiegata nell’ambito degli sport di squadra outdoor.

Tale tecnologia è ampiamente utilizzata nel rugby, nell’Australian Footbal League, nel cricket, nell’hockey e nel calcio, per lo più in ambito professionistico.

La tecnologia GPS, inoltre, si affianca bene alla Video Match Analysis (utilizzata maggiormente per le gare ufficiali), per valutare le sedute di allenamento settimanali.

Tuttavia, ci sono alcune limitazioni associate con questa tecnologia, tra cui la ridotta affidabilità con la diminuzione del numero di satelliti disponibili attraverso i quali vengono raccolti i dati, così come può essere considerata l’incapacità di campionamento dei dati al chiuso.

Anche per questa modalità di indagine dell’intensità del carico di allenamento esiste soprattutto in ambiente dilettantistico, l’inconveniente economico dato dal costo che alcune marche di questi dispositivi hanno e dalla necessità di personale qualificato nella raccolta dei dati con tale metodica.

Nonostante tali limitazioni, l’informazione ottenuta da questi dispositivi è utilissima per allenatori e preparatori fisici al fine di tenere sotto controllo lo stato fisico della squadra e soprattutto l’utilità nel pianificare efficaci e specifici programmi di allenamento.

Che differenze ci sono tra i GPS per cellulari e quelli usati nel calcio?

Arrivati a questo punto forse ti starai chiedendo se si può monitorare la prestazione calcistica anche attraverso un comune cellulare.

La risposta è si, ma attento devi considerare la frequenza di campionamento.

Infatti, se pensi ai comuni cellulari Huawei, Iphone e Samsung, la frequenza di campionamento del GPS è solitamente a 1 Hz, e questo permette di valutare abbastanza bene la velocità di spostamento della tua automobile, della tua camminata e della tua corsa.

Ovviamente, dovrai considerare le fonti di disturbo del segnale quali palazzi, grattacieli, campi magnetici, ma comunque il tuo movimento potrà essere valutato.

Nel corso degli anni, infatti, sono nate molte APP per il calcolo della distanza percorsa in bicicletta o nella corsa, ad esempio Runtastic, ma che io sappia nessuno ha provato a creare un’APP ad uso calcistico partendo dai dati (con campionamento scarso) del cellulare.

Se anche l’avesse fatto avrebbe calcolato solamente la distanza percorsa, la velocità media e forse le soglie di velocità, ma si sarebbe sognato di calcolare l’accelerazione (derivata dalla velocità) e anche la potenza metabolica.

La risposta che mi sento di darti se pensi di provare a monitorare i tuoi calciatori con il cellulare è lascia perdere, sprechi tempo e quei dati che ricavi nel calcio moderno non contano nulla.

Distanza percorsa, velocità di picco, velocità media non c’entrano nulla con modelli di gioco, sistemi di gioco, allenamento con palla e sono troppo lontani da quello che gli sport scientist, i preparatori atletici e gli allenatori cercano di capire sul rettangolo di gioco.

Che GPS scegliere?

Nel mondo del calcio, nel corso degli anni, diverse aziende hanno sviluppato il loro device GPS, via via migliorando la qualità delle antenne utilizzate, del microchip, del software e degli algoritmi di calcolo.

Se ti approcci per la prima volta alla scelta di un GPS, devi considerare alcuni fattori: casa produttrice e sviluppo, costo del dispositivo, software di analisi, frequenza di campionamento e sistema di validazione.

Le aziende che sviluppano GPS, come detto in precedenza, sono molte e tutte in competizione tra loro per sviluppare il migliore device e affermarsi sul mercato. In funzione dei livelli ogni azienda fornisce un GPS (versione basic o low cost) e un GPS più costoso, con un software di analisi più completo e magari con la versione di monitoraggio real time.

Il dispositivo non deve essere valutato solamente per il gusto estetico: colore, dimensione e ”peso”, ma deve essere selezionato per la sua facilità di utilizzo, la sua velocità di scarico dei dati e sull’affidabilità e riproducibilità del dato.

Ad esempio, molto interessante è la validazione dei GPS K-25,  modello low cost prodotto da K-Sport, e commercializzato  insieme al Software K-Fitness che ha dimostrato un’ottima affidabilità ed è stato utilizzato per numerose ricerche scientifiche su riviste nazionali e internazionali, e viene utilizzato da alcuni club di Serie A e Serie B.

L’azienda inoltre ha un modello, il K-50, che in giro per il mondo viene utilizzato sotto il marchio STATS e fornisce alcuni deimaggiori club della Uefa Champions League.

L’intervista a Paolo Rongoni – Head of Performance Olympique de Marseille 

In Italia, inoltre, altre case produttrici, hanno sviluppato dei device un po’ più costosi, sempre nelle versioni basic o lite, che permettono l’acquisizione, anch’essi, di molti dati ma hanno un software di analisi molto più bello esteticamente, con tante funzionalità di database e un sistema di cloud online dove poter reperire tutti i dati in tempo reale.

Queste aziende inoltre hanno collegato al software una Web App per avere la possibilità in tempo reale dal proprio smartphone di controllare i dati della seduta di allenamento, di creare e inviare i report e visualizzare i parametri del carico mensile (solo un esempio di queste potenzialità).

Da considerare nell’acquisto sarà il costo del GPS, se l’investimento sarà fatto interamente da voi o dalla vostra società.

Il software di analisi GPS della K-Sport 

La qualità del GPS e del suo segnale (affidabilità e validità), quanto ci si impiega a scaricare e ad analizzare i dati, si è passati da due ore per 5 GPS a 5 minuti fidatevi che questo è fondamentale se fate il mio lavoro, il software di analisi che in funzione del tuo budget ti dovrà permettere di avere le statistiche in tempo reale e creare report chiari, personalizzabili e veloci.

Non trascurate nessuno di questi aspetti e se lavorate nei dilettanti e avete poco budget, iniziate ad acquistare le versioni low cost, ma con un software di analisi veloce senza dover buttare ore inutili nell’analisi dei dati.

Non preoccupatevi all’inizio se non siete in grado autonomamente di analizzare i dati e creare report, vi aiuterò io nel mio corso a impararli a fare anche con excel, o nel libro a usare PowerBi di Microsoft, semplice ma già molto professionale.

Quando invece avrete un budget più elevato, o la vostra società vi darà la possibilità di scegliere il top sul mercato, contattate alcune delle aziende che vi ho citato e chiedete le specifiche di ogni dispositivo e software e se avrete bisogno di una consulenza potete sempre chiedermi cliccando qui.

Che obiettivi raggiungere usando i GPS?

Per la valutazione del carico esterno, difficile da valutare in esercitazioni calcistiche in cui gli spostamenti dei giocatori sono imprevedibili e funzionali al ruolo, il GPS, fornendo i parametri che analizzeremo di seguito, riesce a soddisfare le esigenze dello staff.

 

L’utilizzo della tecnologia GPS è indispensabile al monitoraggio delle esercitazioni tipiche del gioco del calcio. Ciò ha reso possibile l’utilizzo di esercitazioni tecnico-tattiche come mezzo per raggiungere gli obiettivi organico-muscolari. È altresì necessaria la stretta collaborazione tra preparatore e tecnico.

Quest’ultimo propone l’esercitazione con gli obiettivi tecnico-tattici, mentre il preparatore programma il carico di lavoro attraverso la modulazione di serie, ripetizioni, recuperi attivi e passivi, distanza totale, distanza delle fasi intense, numero e angoli dei cambi di direzione, numero di accelerazioni e decelerazioni. Inoltre è possibile inserire numerose varianti tecniche e biomeccaniche al fine di modulare l’intensità delle proposte.

Che dati utilizzare nel calcio?

Nel calcio il GPS fornisce numerosi dati utili soprattutto per quanto concerne i lavori con palla, il cui carico esterno sarebbe altresì difficile individuare e registrare per via delle numerose variabili e alla natura intermittente e imprevedibile del gioco stesso.

Essendo numerose le attività che il giocatore compie in una data esercitazione tecnico-tattica, come evidenziato dal modello prestativo fornito dalla video analisi, il GPS fornisce una serie di parametri che possono essere raggruppati in:

  • Posizione in campo
  • Velocità
  • Accelerazione
  • Distanza percorsa
  • Potenza metabolica

Come indossare il GPS?

Il GPS può essere indossato tramite una pettorina GPS posizionato tra le scapole del calciatore. Si consiglia di scegliere una pettorina aderente al corpo dell’atleta e comoda da indossare e che limiti al minimo il movimento del dispositivo all’interno del suo taschino. 

Come raccogliere i dati?

Collegate il vostro dispositivo o i vostri dispositivi GPS al PC, tramite il cavetto o attraverso la vostra valigietta bluetooth, importate tutti i dati e mettetevi all’opera con l’analisi.

La raccolta dei dati è la parte forse più lunga e complessa dell’utilizzo dei sistemi GPS. Come detto in precedenza, sarà fondamentale utilizzare un software per l’analisi che dia la possibilità di selezionare i parametri da inserire nel report. Se così non fosse ci si dovrà armare di pazienza, fantasia e ”lavoro”, preparando il proprio foglio di archiviazione dati.

Oggigiorno però, quasi tutti i dispositivi GPS forniscono la possibilità di avere i dati grezzi del GPS e se non siete soddisfatti del vostro software potrete calcolarvi voi ogni singolo parametro che vi interessa, ma vi consiglio questa operazione solo se avete molto tempo da investire.

Pensando alla archiviazione dei dati, nel Corso Base GPS vi insegno a costruire un database e il report su excel. Per la selezione dei parametri da onoscere i dati del GPS è importante per lo staff tecnico per monitorare la prestazione del calciatore

Che cosa studiare con i GPS?

Di seguito abbiamo pensato di schematizzare i principali obiettivi per cui risulta utile utilizzare il GPS nel calcio:

Studiare il modello di prestazione

Attraverso il monitoraggio della gara, il GPS fornisce i valori medi di riferimento, ovvero tutto ciò che il giocatore effettua durante la gara e nel suo specifico ruolo.

Controllare l’allenamento

L’allenamento fisico nel calcio prevede componenti a secco, con palla e integrate. Il GPS consente di controllare il carico della seduta di allenamento, del microciclo e del mesociclo. Soprattutto per i lavori con palla fornisce indicazioni sul carico esterno.

Consente di controllare se gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti e se determinate esercitazioni hanno un carico fisico sufficiente e qual è il loro obiettivo. Monitora i giocatori sia longitudinalmente che trasversalmente. Valutazione dei movimenti dei giocatori.

Conoscere il carico esterno dell’allenamento e delle esercitazioni

Il carico esterno della seduta viene ricavato dalla media delle esercitazioni con palla e a secco presenti all’interno della seduta stessa.

Valutare le esercitazioni tecnico-tattiche

Le esercitazioni vengono analizzate attraverso le medie e categorizzate in base alla tipologia. È possibile quindi avere un quadro del carico delle esercitazioni in base alla tipologia e alle regole che determinano e modulano il carico.

Inoltre, è possibile verificare se un’esercitazione proposta ha una prevalenza di stimolo metabolico o neuromuscolare.

In linea generale campi più stretti forniscono uno stimolo neuromuscolare maggiore rispetto ai campi più grandi che stimolano maggiormente le componenti metaboliche. In campi stretti infatti vi sono numerose accelerazioni, decelerazioni e cambi di direzione. Nei campi di maggiori dimensioni invece si raggiungono velocità più elevate quindi l’impegno metabolica aumenta. Un’altra analisi riguarda le differenze di carico in base al ruolo ricoperto in campo nelle varie esercitazioni.

Questo soprattutto per lavori tattici o giochi di posizione. Monitorare questa tipologia di esercitazioni consente al preparatore di poter integrare con dei lavori a secco qualora non venga raggiunto l’obiettivo prefissato o il giocatore non si sia impegnato a sufficienza.

Valutare le esercitazioni senza palla

è possibile monitorare anche le esercitazioni a secco quali gli intermittenti o determinati lavori di RSA e circuiti metabolici. In questo modo è possibile programmare le esercitazioni in base alla progressività del carico e a un maggiore o minore carico neuromuscolare.

Valutare gli small sided games

Gli small sided games stimolano oltre le componenti tecnico-tattiche soprattutto quelle fisiche specifiche. Il GPS fornisce i carichi e gli obiettivi di tali esercitazioni. Vengono valutati anche circuiti tecnico tattici con obiettivi fisici in base alla loro modulazione.

Triphasic Training: come allenare la forza?

Triphasic Training: come allenare la forza?

Triphasic Training: cos’è

Nel precedente articolo abbiamo introdotto il metodo del triphasic training, definendo quali sono le progressioni dei primi due blocchi di lavoro, ossia quello eccentrico e quello isometrico.

L’allenamento trifasico, o triphasic training, si propone attraverso l’inclusione delle componenti di forza eccentrica, isometrica e concentrica durante l’arco della periodizzazione annuale tramite il metodo a blocchi ondulata, di migliorare la capacità di produzione di forza e il mantenimento di un elevato livello di prestazioni durante l’intero periodo competitivo (che come sappiamo, ha una durata molto spesso differente nei campionati high school o universitari americani, ndr).

Abbiamo già spiegato quindi come, secondo l’autore Carl Dietz, ciò che differenzia principalmente un atleta d’elite da un dilettante è la capacità di esprimere forza più rapidamente, e di sfruttare l’energia immagazzinata durante la fase eccentrica in maniera più efficiente.

La fase concentrica

Tutte le valutazioni (o quasi) di una performance atletica vengono fatte considerando solamente l’espressione concentrica del movimento; ad esempio, quanto sei in grado di sollevare? Quanto sai saltare lontano? Quanto velocemente sai correre etc…

La fase concentrica non è che la misura della capacità di produzione di forza (RFD) dell’atleta. Per ciò che riguarda un movimento dinamico, l’RFD è la risultante dell’efficacia del ciclo accorciamento-stiramento. La capacità di accumulare energia potenziale da utilizzare nella fase concentrica deriva, secondo Dietz, dalle precedenti contrazioni eccentriche e isometriche. Ovviamente curare la fase concentrica è fondamentale per garantire un RFD efficace.

L’importanza di allenare la fase concentrica ha a che fare con la sincronizzazione dell’intera azione muscolare trifasica, ossia massimizzare il trasferimento di energia delle precedenti fasi in un movimento dinamico esplosivo. Il procedimento viene suddiviso in due meccanismi: inibizione/disinibizione, e sincronizzazione.

Inibizione/disinibizione

Come tutti sappiamo, in ogni azione muscolare esistono muscoli antagonisti e agonisti, o inibitori e disinibitori. Mentre l’agonista si sta contraendo accorciandosi per produrre forza, l’antagonista si sta contraendo eccentricamente; l’obiettivo di quest’ultimo è quello di decelerare/diminuire la forza della contrazione concentrica per proteggere le articolazioni ed il muscolo da uno stretch troppo rapido.

L’allenamento della fase concentrica atto al miglioramento dell’esplosività del movimento migliora la coordinazione intermuscolare, permettendo una maggiore inibizione dell’antagonista e, di conseguenza, una produzione di forza maggiore.

Sincronizzazione

Un atleta in grado di generare più forza esplosiva in minor tempo ha un vantaggio decisivo. Allenare l’esplosività del sistema può essere fatto grazie al progressivo aumento della sincronizzazione intermuscolare, che deve passare per un perfetto apprendimento delle fasi eccentriche, isometriche e concentrica lenta, che sono alla base della successiva trasformazione in forza esplosiva.

Come applicare la fase concentrica

Come sottolinea l’autore, questa fase è abbastanza semplice e intuitiva: spingi velocemente!
Se le precedenti fasi di lavoro sono state effettuate correttamente, sarà facile per l’atleta muovere i carichi a velocità elevate.

La programmazione con il triphasic training

Non è obiettivo di questo articolo entrare nello specifico nell’argomento programmazione e periodizzazione dell’allenamento trifasico, ma ci tengo a fornire alcune considerazioni di base che l’autore propone circa l’impostazione del microciclo settimanale.

Immaginando un allenamento della forza suddiviso in tre sedute settimanali, Dietz propone di suddividere le sedute secondo uno schema di intensità:

  • media intensità il lunedì
  • alta intensità il mercoledì
  • bassa intensità il venerdì

Questo schema, con il volume che si adatta come conseguenza ai parametri di intensità crescenti e poi decrescenti, è secondo l’autore quello migliore per permettere all’atleta di essere nello stesso tempo performante e di recuperare fra gli allenamenti.

Difatti, in passato per sua stessa ammissione, nella programmazione faceva seguire il giorno a bassa intensità (ma attenzione, qui il volume è il più alto dell’intero microciclo) da quello ad elevata intensità, ma notava che l’atleta non era in grado di svolgere quest’ultimo al 100% poiché ancora sovraffaticato dall’alto volume svolto precedentemente.

Quindi, se questa poteva essere la soluzione più intuitiva per programmare l’allenamento, era quella meno efficace; ecco perché il primo giorno settimanale sarà quello a medio volume e media intensità, mentre al giorno ad elevato volume seguiranno due giorni di riposo.

Nella seconda tabella ciò che è interessante sono i tempi sotto tensione proposti da Call Dietz per allenare le varie fasi nei blocchi di lavoro. Il giorno a media intensità prevede carichi dall’82 all’87%, di conseguenza percentualmente elevati, ma con un ampio margine, o buffer, di lavoro, ed un volume non elevato, così che dall’atleta possa essere percepito come un giorno non eccessivamente faticoso.

Considerazioni finali sul triphasic training

In questo e nell’articolo precedente abbiamo riassunto nei punti fondamentali un metodo di allenamento e periodizzazione della forza che migliora e implementa i concetti della periodizzazione a blocchi di Issurin.

La metodologia proposta da Dietz è per certi aspetti innovativa, nonostante non faccia in realtà altro che sottolineare un aspetto abbastanza evidente: la fase concentrica non può e non deve essere l’unica esaminata in un processo di allenamento e sviluppo a 360° di un atleta.

Per quanto riguarda i blocchi di lavoro, la programmazione nei giorni e nelle scelte di esercizi, non sono stati affrontati in questi due articoli e perciò non risulterebbe fondato parlarne; ciò che mi preme sottolineare è come al solito che, se in un modello organizzato come quello americano un tipo di periodizzazione di questo tipo possa essere efficace, grazie anche a stagioni competitive non molto lunghe soprattutto nei campionati di high school e college, in un sistema come quello italiano potrebbe essere di difficile applicabilità.

Ovviamente stiamo parlando di sport di squadra, poiché in quelli individuali come sappiamo è molto più semplice periodizzare sul lungo termine: solitamente le gare sono poche e programmate con largo anticipo.

Ad ogni modo, con alcuni adattamenti forse, in un settore giovanile potrebbe essere interessante avere una linea guida di questo tipo nell’impostazione delle varie fasi di apprendimento motorio e di programmazione dell’allenamento con sovraccarichi, se non altro perché in questo ambito le competizioni non dovrebbero essere l’obiettivo principale di staff e società, bensì dovrebbero essere messi al centro lo sviluppo delle qualità fisiche e tecniche del futuro atleta.

Il modello di prestazione: che cos’è?

Il modello di prestazione: che cos’è?

Dopo gli articoli sulla Football Periodization e il Webinar – Complex Football, che ha avuto un successo che mai mi sarei aspettato, oggi ho deciso di inaugurare una serie di articoli sul Modello di prestazione, facendo con voi un passo indietro. 

Da dove partire per analizzare la prestazione nel calcio?

La match analysis è una metodica di rilevamento dati che, attraverso l’indagine scientifica e statistica, consente di valutare, in modo oggettivo, il rendimento fisico e tecnico-tattico del singolo atleta e dell’intera squadra (24).
Un calciatore durante una partita è impegnato in uno sforzo di circa 90 min a cui si devono aggiungere gli eventuali min di recupero.

Attraverso l’utilizzo della time motion analysis, una tecnica che ha descritto l’attività cinematica dell’atleta, è noto che il calciatore di alto livello percorre circa 9-12 km (3; 27). Questo metodo di indagine ha mostrato come circa 2200-2400m siano percorsi ad alta intensità (considerata come la velocità di corsa maggiore di 15.0 km/h), 850-950m ad altissima intensità (>19 km/h) e 250-350m sprintando (> 25.0 km/h) (30; 31) (es. figura 1).

Quanto si corre nel campionato francese?

Esempio di distrubuzione della distanza percorsa ad alta velocità (21-24 Km/h e >24 Km/h). Physical and technical activity of soccer players in the French First League – with special reference to their playing position

Lo sforzo del calciatore è di tipo intermittente?

Lo sforzo del calciatore è da considerarsi di tipo intermittente (18), poiché cambia attività ogni 4-6s (4), determinando l’effettuazione di circa 1300 patterns motori durante partita (26).

Nella squadra coesistono giocatori con diversi ruoli tattici e la loro posizione in campo influenza la prestazione fisica (14). L’organizzazione della squadra prevede i seguenti ruoli: difensori centrali (DC), esterni difensivi (ED), centrocampisti centrali (CC), esterni di centrocampo (EC) e attaccanti (A).

Quanta distanza percorre un calciatore?

La distanza percorsa dal calciatore è uno dei primi parametri che i ricercatori e gli allenatori hanno cercato di studiare per capire lo sforzo (distanza percorsa) del calciatore.

Analizzando le distanze totali percorse in relazione al ruolo tattico ci accorgiamo di come i C, gli ED e EC siano i giocatori che percorrono maggiore distanza (>11 km), a differenza di A e DC che ne percorrono circa 9-10km. Ciònonostante, sono i centrocampisti esterni e i terzini, ovvero gli esterni difensivi, che percorrono una maggiore distanza (circa 1000) ad intensità elevatissima (velocità di corsa > 19.8 km/h) rispetto a C (circa 900m), i A (circa 800m) e DC (circa 600m).

Abbiamo visto che alcuni giocatori di alto livello (Mohr et al 2003), ad esempio i difensori centrali coprono minori distanze totali di corsa ed effettuano meno corse ad alta intensità rispetto ad altri ruoli.

Infatti, questo fatto è probabilmente connesso con il ruolo tattico del difensore centrale. Inoltre, Mohr in uno studio un po’ datato ha riportato che i terzini corrono una distanza considerevole ad alta intensità e sprintano molto.

Gli attaccanti, invece, percorrono metri ad alte intensità uguali ai terzini e ai centrocampisti, ma sprintano significativamente più a lungo, anche perchè devono spesso attaccare la porta per cercare di fare gol o effettuare transizioni veloci a tutto campo in fase offensiva.

Il centrocampista, durante una gara molti scatti e corre una distanza totale e una distanza intensa simile ai terzini e agli attaccanti ma sprintando meno (Bangsbo, 1994).

Le differenze tra calciatori possono essere spiegate dalle reali esigenze fisiche della gara. In partita ogni ruolo e ogni giocatore è dipendente da molti fattori. La posizione in campo sua, dei suoi compagni, degli avversari, la tattica della nostra squadra e di quella avversaria influenzano in maniera netta il suo modello di movimento.

Che differenza c’è l’alta velocità e l’alta intensità?

Per moltissimi anni la valutazione della performance del calciatore è stata legata solo alla distanza percorsa e alle relative soglie di velocità, non considerando il costo energetico della corsa (29) e la quantificazione delle accelerazioni e decelerazioni (16).

Tuttavia, a seguito dell’introduzione del new match analysis approach (29) (figura 2), si è potuto valutare e classificare non sono la distanza percorsa e le relative soglie di velocità, ma anche le soglie di accelerazione e decelerazione, e le fasce di potenza metabolica, prodotto del costo energetico (J/m/kg) per la velocità (m/s).

La nostra ricerca, pubblicata e analizzata nel nuovo Corso GPS spiegato qui, ci mostra come la velocità è stata classificata nelle sei tradizionali zone e per ogni fascia abbiamo calcolato come media ± deviazione standard tutte le distanze percorse e le durate (s) in ogni categoria.

Qual è il tempo nelle fasce di velocità?

  • Walking: 3068 ± 284 s
  • Jogging: 994 ± 139 s
  • Low Speed Running: 529 ± 151 s
  • Intermediate Speed Running: 133 ± 49
  • High Speed Running: 45 ± 22
  • Maximum Speed Running: 16 ± 13 s

Qual è la distanza nelle fasce di velocità?

  • Walking: 2834 ± 255 m
  • Jogging: 2283 ± 335 m
  • Low Speed Running: 1917 ± 552 m
  • Intermediate Speed Running: 654 ± 242 m
  • High Speed Running: 270 ± 132 m
  • Maximum Speed Running: 113 ± 97 m

Come possiamo rappresentare la velocità?

Nell’articolo sulla velocitàabbiamo parlato in modo dettagliato dell’argomento ma qui vi vogliamo far vedere un modo molto semplice per leggere la distanza e il tempo nelle zone di velocità. Nei due grafici potete trovare i nostri dati rappresentati per partita vinta e per partita persa, nel primo e nel secondo tempo.

 

Grafico 1. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita vittoriosa nei due tempi di gioco.

Grafico 2. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita persa nei due tempi di gioco.

Il giocatore corre tanto o è pigro?

Metabolic Power vs. Speed. Il giocare è pigro o un grande lavoratore? Energy Cost and Metabolic Power in Elite
Soccer: A New Match Analysis Approach  

Ci basta utilizzare il modello della velocità?

La nostra ricerca e quella dei nostri maestri, italiani ed internazionali, ci indicano che tutte i sistemi di match analysis e GPS (per saperne di più), che si limitano nell’analisi solamente della velocità trascurano l’aspetto fondamentale, descritto in precedenza, del calcolo dell’accelerazione e di conseguenze della potenza metabolica (stimata dai calcoli proposti da di Prampero).

La ricerca ci dice che negli ultimi 9 anni, è vero che per la corretta conoscenza del modello di prestazione risulta fondamentale conoscere si la velocità ed eventualmente il picco di velocità massima, ma se non usiamo altri numeri e dati di tipo accelerativo o decelerativo la nostra analisi sarà troppo limitante e fuorviante.

I GPS hanno rivoluzionato il modello di prestazione?

Negli ultimi anni la letteratura scientifica e il gioco del calcio si sono occupati di studiare la prestazione non solamente tramite la video match analysis ma direttamente sul campo attraverso l’uso di dispositivi “Global Positioning System” (GPS).

Sull’onda di questa vera e propria rivoluzione moltissime aziende che sviluppano vari dispositivi per lo sport, come software e app, hanno costruito i propri GPS e i propri programmi di analisi, con modelli matematici differenti e quindi con dati spesso difficili da confrontare.

Quanto è utile calcolare l’accelerazione nel calcio?

Sebbene limitazioni nelle misurazioni possano caratterizzare l’applicazione del GPS (19; 34), alcuni autori (6) hanno dimostrato come questo strumento, con un campionamento adeguato, possa essere importante per la conoscenza approfondita dell’attività del calciatore, per lo sviluppo di efficaci programmi di allenamento e per la riduzione dell’insorgenza degli infortuni. Infatti, secondo quanto riportato da studi precedenti (1; 14; 16), un’accurata valutazione dell’accelerazione risulta fondamentale per gli spostamenti veloci che l’atleta compie nel corso della gara.

Pertanto, da quanto esaminato in letteratura come “sul campo”, questa metodica di analisi consente una definizione specifica del modello di prestazione atta a quantificare accuratamente i carichi di lavoro del calciatore, favorendo, altresì la definizione di un programma di lavoro adeguato che consideri specificatamente carichi né troppo elevati, né scarso, ma allenanti in modo ottimale.

Come utilizzare la potenza metabolica per conoscere il modello prestativo?

In Analisi della prestazione di una squadra giovanile professionista di calcio mediante l’utilizzo di GPS da noi condotto, e pubblicato su Italian Journal of Posturology and Rehabilitation, ha descritto un modello di prestazione di una squadra giovanile di calcio mediante l’utilizzo di dispositivi GPS, con una conseguente quantificazione delle richieste metaboliche (i.e., potenza metabolica istantanea, media) e neuromuscolari (i.e., accelerazioni, decelerazioni).

Nel nostro articolo sulla potenza metabolica nel modello prestativo (leggi qui)abbiamo visto proprio l’origine di questo metodo rivoluzionario di calcolo applicato al calcio.

Cosa sappiamo di questa rivoluzione?

Per la prima volta nell’articolo di Osgnach et al, nel 2010 si è parlato di match analysis e potenza metabolica. Prima la potenza metabolica era stata solo applicata ad altri sport ed utilizzata dai fisiologi di fama mondiale per calcolare il carico dello sportivo, moltiplicando il costo energetico alla velocità percorsa (o che sta percorrendo). 

L’innovazione, nel calcio, è ha permesso di valutare con precisione l’accelerazione e poi stimare la potenza metabolica media che è stata poi utilizzata in tutte le fasi di gioco. 

Seguendo le idee dei nostri maestri abbiamo analizzato le variabili fisiche in riferimento al possesso della palla (i.e., tempo di possesso palla vs tempo di non possesso palla) che sono avvenute durante la gara.

Come posso imparare ad utilizzare i GPS per analizzare la prestazione della mia squadra?

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