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Omega 3 in aggiunta a proteine, leucina e carboidrati: ruolo nel recupero muscolare nel calcio

Omega 3 in aggiunta a proteine, leucina e carboidrati: ruolo nel recupero muscolare nel calcio

I giocatori di calcio svolgono spesso lavori eccentrici che inducono danno muscolare, durante i lavori specifici di calcio o durante le partite.

Poiché è stato visto come i grassi poliinsaturi PUFA siano in grado di aumentare la sensibilità del muscolo alla supplementazione proteica, è stata progettata una combinazione di PUFA assieme ad un mix di proteine, carboidrati e leucina.

Il protocollo di supplementazione è stato svolto per 6 settimane, durante il quale sono stati valutati i markers fisiologici del recupero muscolare seguenti allo svolgimento di un grande lavoro eccentrico.

Come è influenzato il recupero muscolare?

I giocatori sono stati assegnati a 3 gruppi: PUFA + proteine e carbodirati, proteine e carboidrati, e solo carboidrati.

I valori di fatica muscolare erano minori nel gruppo PUFA rispetto agli altri gruppi, così come la concentrazione di protein kinasi nel sangue.

Non sono state osservate differenze nelle funzioni muscolari, nella performance o nella proteina C reattiva nel sangue trai i gruppi.

In conclusione, perciò questo tipo di combinazione di supplementi può essere in grado di migliorare la fatica e il recupero muscolare seguente a lavori eccentrici.

Link: https://journals.humankinetics.com/doi/abs/10.1123/ijsnem.2017-0161

Quanti macronutrienti assumere prima di una gara?

Quanti macronutrienti assumere prima di una gara?

Le richieste energetiche della competizione non sono ancora state investigate a fondo, nel football Gaelico.

Lo studio ha esaminato le assunzioni dei giocatori elite; 40 giocatori provenienti da 2 teams hanno copletato un diario alimentare da due giorni prima della competizione (day 1 e 2) e pre match.

Quanto è importante assumere carboidrati?

L’assunzione di carboidrati è risultata significativamente maggiore nel day 2 rispetto al day 1 sia in termini assoluti che relativi. Il numero di giocatori che seguivano le linee guida alimentari però è risultato differente dalle aspettative, con un numero molto inferiore che si atteneva ai parametri, soprattutto per quanto riguardava il pasto nel match day.

Il maggior risultato di questa ricerca è stato quello di sottolineare come un gran numero di giocatori non osservi le linee guida di assunzione di carboidrati nei giorni prima della competizione.

Interventi nutrizionali individualizzati sono necessari per modificare gli intake pre match.

Link: https://journals.humankinetics.com/doi/abs/10.1123/ijsnem.2017-0292

I Cambiamenti nei Marker di Disidratazione Corrispondono a Decrementi nella Potenza degli Arti Inferiori Post Match di Basket

I Cambiamenti nei Marker di Disidratazione Corrispondono a Decrementi nella Potenza degli Arti Inferiori Post Match di Basket

Il danno muscolare e la disidratazione sono processi comuni durante i match di basket, ma la loro relazione con la performance non è stata chiarita.

Lo scopo di questo studio è stato quello di correlare i cambiamenti nei marker di danno muscolare (creatin kinasi) e lo stato di idratazione (Na+, K+ e body mass) e la potenza degli arti inferiori (CMJ) in giovani atleti di basket durante una competizione.

14 giocatori di basket hanno simulato un match di 40′, con misurazioni pre e post condotte per i parametri sopra descritti. I giocatori sono stati divisi in accordo con la magnitudine di decremento della performance di salto in alto e basso decremento.

La creatin kinasi e il Na+ è aumentato, mentre BM e CMJ sono diminuiti, senza alcun cambiamento delle concentrazioni di K+, dopo il match.

Sono state riscontrate differenza fra i gruppi di alto e basso decremento per BM persa e cambiamenti nelle concentrazioni di Na+; nessuna differenza per CK e [K+]. Il calo di performance sul CMJ è stato associato alla diminuzione di BM [Na+].

Che effetti ha la disidratazione?

I risultati riaffermano come il basket sia in grado di provocare danno muscolare e deidratazione, e ciò suggerisce come questa abbia un’importante ruolo nella riduzione della performance esplosiva durante la competizione, e come debba essere uno dei punti strategici delle metodiche di recupero.

Link: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S076515971730237X

Vitamina D: che correlazioni ci sono con le fratture?

Vitamina D: che correlazioni ci sono con le fratture?

Lo studio si propone di determinare la relazione fra i livelli di siero di vitamina D e l’incidenza di fratture da stress (BSI), il grado di severità ed il tempo necessario alla guarigione, in atleti di endurance di NCAA Division I.

104 uomini e donne, corridori di media e lunga distanza di NCAA Division I hanno partecipato allo studio, nel quale sono stati esaminati i fattori di rischio per il BSI.

A 56 soggetti sono stati misurati i livelli di 25(OH)D3 (siero di vitamina D); 8 soggetti (14,3%) hanno subito una frattura da stress durante il periodo di osservazione di 410.3 giorni. I livelli medi di siero erano di 43.6 ng/mL (gli infortunati avevano una media di 42.7, i non infortunati 44.0). La media di giorni persi per infortunio a causa del BSI è stata di 28 giorni.

I livelli di siero di vitamina di non sono associati significativamente con l’incidenza di BSI, tuttavia sono inversamente proporzionali al tempo perso fuori per infortunio. Questa relazione appare vera sia per uomini che per donne.

La maggior parte dei soggetti sottoposti alle misurazioni possedeva livelli adeguati di vitamina D, tuttavia i livelli maggiori sono stati visti essere correlati positivamente con un numero minore di giorni fuori a causa di eventuali infortuni causati da fratture da stress. Future ricerche dovranno osservare e dimostrare se la vitamina D sia in grado di rivestire un ruolo protettivo sulla salute ossea, o se abbia un ruolo “curativo”, o una combinazione dei due.

Link: Vitamina D e fratture

Quali sono gli effetti degli energy drink nel basket?

Quali sono gli effetti degli energy drink nel basket?

Gli sport intermittenti sono caratterizzati da fasi alternate di alta intensità e sono dipendenti da una combinazione di sistemi energetici aerobici e anaerobici, entrambi i quali hanno nei carboidrati un’importante fonte di energia.

Un utilizzo potenziale degli energy drink da parte degli atleti deriva dal fatto che questi dovrebbero migliorare la performance, e il loro utilizzo è diventata una pratica comune negli ultimi anni.

Lo studio ha osservato gli effetti di un energy drink sui parametri metabolici e la performance successivi ad una simulazione di partita di basket.

6 giocatrici di college hanno partecipato allo studio e sono state divise in due gruppi: ED energy drink, 20g di glucosio, 2% succo d’arancia, BCAA 600mg e 600mg di taurina, e gruppo PO placebo (aspartame), in uno studio a doppio cieco.

Che energy drink è stato dato?

Le bevande sono state date alle partecipanti dopo la simulazione di gioco, e il tempo di recupero prima delle successive esercitazioni è stato di 20 minuti.

La simulazione di gioco consisteva di un insieme di movimenti specifici di basket, svolti per 20 minuti.

Altezza, body weight, pressione sanguigna, HR, glucosio nel sangue, e lattato sono stati misurati prima dell’inizio dell’esperimento.

Che test sono stati fatti?

Vertical jump, navetta 10×5 e wingate test sono stati svolti prima della simulazione di gioco e dopo la fase di recupero successiva ad essa per valutare potenza, agility, potenza anaerobica.

Glucosio nel sangue e lattato sono stati misurati anche immediatamente dopo i test.

Quali sono i risultati degli energy drink?

I risultati ottenuti indicano che gli energy drink potrebbero essere in grado di ripristinare una deficienza di energie e migliorare la potenza muscolare e anaerobica durante una fase di recupero.

Link: https://digitalcommons.wku.edu/ijesab/vol2/iss9/85/

Quali sono i valori del ferro nel Rugby Seven?

Quali sono i valori del ferro nel Rugby Seven?

Considerati gli effetti degli alti carichi di allenamento, l’emolisi indotta dai contatti e le specifiche richieste di ferro delle donne, conoscere le fluttuazioni dei livelli ematici di ferro all’interno di una stagione è importante per il mantenimento della salute e delle performance fisiche dei giocatori e delle giocatrici di rugby.

27 giocatori e 23 giocatrici di nazionalità australiana di rugby seven hanno svolto dei test ematici pre, a metà e post season. Sono stati osservati emoglobina, ematocrito, ferritina, transferrina e saturazione di transferrina. Le donne hanno inoltre riportato se facessero uso di pillola contraccettiva e hanno tenuto un diario alimentare per poter quantificare meglio i livelli di intake di ferro.

Quali sono le concentrazioni di ferro negli uomini e nelle donne?

Gli uomini hanno mostrato una concentrazione in media tre volte più alta di ferritina rispetto alle donne. La concentrazione di ferritina osservata in pre season sia nelle donne che negli uomini è calata sostanzialmente nel mid season, ma è stata recuperata al termine della stagione.

All’interno della stagione il 23% delle donne è stata classificata come in carenza di ferro, ed è stata prescritta supplementazione. La più alta incidenza di ferro nelle donne è stata osservata  a metà stagione (30%).

I contraccettivi orali riducono il ferro?

L’uso di contraccettivo orale e l’apporto giornaliero di ferro tramite dieta ha avuto un’influenza non chiara sulle concentrazioni di ferritina osservate, con l’età che invece è stato un fattore positivamente correlato.

Il ferro è associato ai cali della prestazione nei giocatori di rugby?

Viste le concentrazioni relativamente basse di ferritina, evidenti nelle giocatrici di rugby seven, e i potenziali cali fisici associati agli alti carichi soprattutto in mezzo alla stagione, 6 mesi di controllo ematologico in combinazione con un diario alimentare sono suggeriti come fattori preventivi e di monitoraggio. Uno screening annuale potrebbe essere utile per i giocatori maschi, con investigazioni maggiori solo ove necessario.

Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28597617