Il modello di prestazione e la potenza metabolica

Il modello di prestazione e la potenza metabolica

Tempo di lettura: 4 minuti

Come già detto nell’articolo precedente,  è importante conoscere il modello di prestazione, partendo da una revisione sistematica della letteratura fino a creare un modello personalizzato per la propria categoria.

Inoltre, nella nostra pubblicazione Analisi della prestazione di una squadra giovanile professionista di calcio mediante l’utilizzo di GPS,  potete trovare, in modo dettagliato la descrizione dell’obiettivo dello studio, del materiale e delle procedure utilizzate per la raccolta dati. 

Come utilizzare la potenza metabolica?

Il modello della potenza metabolica, descritto nel dettaglio nel Corso Base GPS nel Calcio, è stato utilizzato e pubblicato per la prima volta nell’articolo di Osgnach et al, nel 2010 (29).  

Da quel momento, oltre al calcolo delle accelerazioni, il calcolo del costo energetico e della potenza metabolica ha rivestito un ruolo chiave nella quantificazione della spesa energetica. 

Questo nuovo approccio ha permesso di poter conoscere il costo energetico delle azioni in accelerazioni partendo dal modello della corsa continua in salita a varie velocità e pendenze pubblicato da Minetti et al, 2002 (27).

Da un punto di vita dei calcoli nel sistema utilizzato dal software LagalaColli è stata modificata l’equazione di Minetti, riadattandola al costo energetico della corsa dei calciatori sull’erba (4.6 j/m/kg).  

Pertanto, è stato verificato un coefficiente di correlazione di 0.9991 tra i valori di questa nuova formula e quelli edotti dalla formula di Minetti, riportando divergenze per il costo energetico (e per la potenza metabolica) con quest’ultima formula non superiori al 3% medio (11).

In quante categorie si suddivide la potenza metabolica?

L’attività dei giocatori durante la gara è stata determinata usando il tempo (s) della prestazione e la distanza (m) percorsa nelle diverse categorie di velocità (i.e., Walking, <6 Km/h; Jogging, 6-11 Km/h; Low Speed Running, 11-16 Km/h; Intermediate Speed Running, 16-20 Km/h; High Speed Running, 20-24 Km/h; Maximum Speed Running, >24 Km/h) e potenza metabolica (i.e., Very Low Metabolic Power, 0-5 W·Kg⁻¹; Low Metabolic Power, 5-10 W·Kg⁻¹; Intermediate Metabolic Power, 10-20 W·Kg⁻¹; High Metabolic Power, 20-35 W·Kg⁻¹; Elevate Metabolic Power, 35-55 W·Kg⁻¹; Max Metabolic Power, >55 W·Kg⁻¹).

Inoltre, la potenza metabolica è calcolata anche come media di ciascun tempo di gioco e in funzione delle fasi di gioco: fase di possesso, fase di non possesso e fase con la palla inattiva.

Quanto è determinante l’accelerazione per la potenza metabolica?

L’accelerazione non è stata classificata in maniera tradizionale, bensì, per tale finalità, si è scelto di utilizzare il modello creato da Colli e colleghi (11) atto a quantificare l’entità sia delle accelerazioni che delle decelerazione, rilevate tramite il GPS.

Tale modello ha permesso di generare una classificazione in funzione di un indice di accelerazione massimale dipendente dalla velocità. In base all’algoritmo utilizzato dal software, sono state selezionate come accelerazioni intense solamente quelle oltre il 50% della massima accelerazione possibile a qualsiasi velocità, mentre tutte le altre azioni sono state classificate come accelerazione moderate (11).

La nuova equazione per calcolare l’intensità delle accelerazioni

A titolo esemplificativo, se l’atleta si sta spostando a velocità estremamente ridotte (0-8 km/h) accelererà in modo elevato anche per arrivare ad una velocità di 5-7 m/s2; diversamente, se l’atleta si sta spostando già ad una velocità di 18-22 km/h, la sua accelerazione sarà solo di 2-3 m/s2, sebbene massimale (figura 1).

Invece, un discorso diverso è stato sviluppato per le decelerazioni, considerate moderate o intense secondo una soglia di demarcazione posta a -2 m·s⁻².

Figura 1. Modello rielaborato nel quale se aumenta la velocità massima raggiunta dal soggetto,
la pendenza della retta tra velocità ed accelerazione non cambia (Colli et al., 2014).

Il tempo e la distanza nelle categorie di velocità e potenza metabolica, la distanza totale, la potenza metabolica media in tutte le fasi, il dispendio energetico totale, le accelerazioni, le decelerazioni, la % dei W>VAM t>=3″, la % della distanza equivalente, la % >20 W/tempo totale, la distribuzione del recupero passivo (0-5 W·Kg⁻¹) nelle varie zone (20-40 s, 40-60 s e >60 s) e i cambi di direzioni maggiori e minori di 30° sono stati divisi registrati separatamente per l’analisi del primo e secondo tempo.

Inoltre, è stata utilizzata un’applicazione per dispositivi Android, denominata App Tattica (Spinitalia SRL, Roma, Italia) per valutare il tempo nelle fasi di possesso e di non possesso di pausa con palla inattiva (i.e., periodo di sospensione del gioco dovuto a infortuni, falli, gol, rimesse laterali, interventi arbitrali o di altra natura in cui il pallone non è giocabile).

Quanto è importante sapere il tempo nelle fasi di gioco?

Nello studio, sono stati analizzati il tempo di possesso, non possesso e di palla inattiva per ogni singolo incontro (Tabella 1).

Tabella 1. Andamento del tempo (s) nelle fasi di possesso, non possesso e palla inattiva durante le partite monitorate. Le fasi di possesso palla sono suddivise per 1° e per 2° e la somma è rappresentata nel gruppo ‘’Partita’’. I dati ‘’Totali’’ sono presentati come media e deviazione standard.

Nel prossimo articolo  vi descriveremo, in modo dettagliato, tutti i risultati del nostro studio sulla categoria giovanile, under 16, per poi confrontarli con i dati under 15, già pubblicati e spiegati nel Corso Online.

L’alta velocità è l’alta intensità nel calcio?

L’alta velocità è l’alta intensità nel calcio?

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Nel corso degli anni è stata molto utilizzata la tecnica della match analysis, descritta anche nel nostro Corso Base sui GPS nel calcio per analizzare la prestazione dei calciatori durante le partite.

Gli studi sono partiti nell’osservare e analizzare la gara suddividendo la distanza percorsa del calciatore nelle fasce di velocità, poichè si pensava che fosse il modo più adatto per calcolarne tale impegno.

Nel nostro articolo completo, qui per leggerlo tutto, sul modello di prestazione potete trovare molte informazioni interessanti da conoscere subito ed applicare con i vostri calciatori!

Oggi però vediamo un argomento cruciale e fondamentale per tutti gli sport scientist il mito del calcolo della velocità!

Perchè è stata importante la velocità?

Analizzando e cercando di determinare non solamente la distanza totale percorsa in ciascun ruolo, descritta in questo articolo, alcuni autori hanno cercato di quantificare l’alta intensità. Withers et al. , ha notato che i terzini sprintano più del doppio delle volte rispetto ai difensori centrali, mentre i centrocampisti e gli attaccanti sprintano significativamente più volte rispetto ai difensori centrali.

Che differenze ci sono tra i ruoli per la velocità?

Ci sono differenze individuali maggiori nelle richieste fisiche dei giocatori, in parte correlate al loro ruolo nella squadra. Un gran numero di studi ha comparato la prestazione rispetto ai vari ruoli (Bangsbo, 1994; Bangsbo et al., 1991; Ekblom, 1986; Reilly & Thomas, 1979).

In uno studio sui giocatori di alto livello (Mohr et al 2003) trova che i difensori centrali coprono minori distanze totali di corsa ed effettuano meno corse ad alta intensità rispetto ai giocatori in altre posizioni, la quale cosa è probabilmente è strettamente connesso con il ruolo tattico del difensore centrale (Bangsbo, 1994; Mohr et al, 2003).

Che distanze coprono i terzini?

Anche Mohr (2003) ha riportato che i terzini coprono una distanza considerevole ad alta intensità e sprintando maggiormente, mentre effettuano un minor numero di colpi di testa e di contrasti rispetto ai giocatori delle altre posizioni di gioco. Gli attaccanti coprono distanze ad alte intensità uguali ai terzini e ai centrocampisti, ma sprintano significativamente più a lungo dei difensori centrali e dei centrocampisti.

Ma anche la necessità di sprintare è dettata dalle richieste dell’allenatore. Inoltre Mohr e collaboratori, nello stesso studio del 2003 mostra che gli attaccanti hanno un più marcato declino nella distanza di sprint rispetto ai difensori e ai centrocampisti.

Che distanze coprono i centrocampisti?

Il centrocampista compie molti contrati e copre una distanza totale e una distanza ad alta intensità simile ai terzini e agli attaccanti ma sprintando meno. Studi precedenti hanno mostrato che i centrocampisti coprono una grande distanza di corsa durante una partita rispetto ai terzini e gli attaccanti (Bangsbo, 1994; Bangsbo et al, 1991; Eblom, 1986; Reilly &Thomas, 1979).

Che distanze coprono gli attaccanti?

Queste differenze possono essere spiegate dallo sviluppo delle richieste fisiche dei terzini e attaccanti, poiché, in contrasto con studi recenti (Bangsbo, 1994), Mohr (2003) osserva che i giocatori subiscono un calo significativo nella corsa ad alta intensità verso la fine della partita.

Questo indica che quasi tutti i giocatori d’elite utilizzano la loro completa capacità fisica durante la partita. Le differenze individuali non sono solo relative alla posizione in campo.

All’interno di ogni posizione di gioco vi sono variazioni significative nelle richieste fisiche che deriva dal ruolo tattico e dalla capacità fisica del giocatore.

Le differenze individuali nello stile di gioco e nella prestazione fisica possono essere prese in considerazione quando si deve pianificare l’allenamento o la strategia nutrizionale.

Cosa succede nel nostro studio?

Nel nostro studio da noi condotto, che potresti realizzare anche tu come spiegato qui, la velocità è stata classificata nelle sei classi (i.e., Walking; Jogging; Low Speed Running; Intermediate Speed Running; High Speed Running; Maximum Speed Running) è stata registrata in relazione alla durata trascorsa (rispettivamente di 3068 ± 284, 994 ± 139, 529 ± 151, 133 ± 49, 45 ± 22 e 16 ± 13 s) e alla distanza percorsa (rispettivamente di 2834 ± 255, 2283 ± 335, 1917 ± 552, 654 ± 242, 270 ± 132 e 113 ± 97 m). 

Il tempo trascorso e la distanza percorsa nelle varie classi di velocità sono stati anche esaminati in relazione ai due tempi di gioco ed alla vittoria e sconfitta, come rappresentato di seguito nel grafico 1 e nel grafico 2. 

 

Grafico 1. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita vittoriosa nei due tempi di gioco.

Grafico 2. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita persa nei due tempi di gioco.

Nella tabella 2 i parametri di tempo e distanza sono stati suddivisi per ruoli tattici e classificati anch’essi in funzione del risultato finale.

Tabella 2. Distanza (m) e tempo (s) in relazione alle classi di velocità, occorrenti durante una partita vittoriosa (V) e perdente (S), specificatamente per i difensori (DC), esterni difensivi (ED), centrocampisti (CC) e attaccanti (AT).

Basta tenere in considerazione solo la velocità?

Da qualche anno, perfortuna, alcuni autori sia italiani che internazionali si sono interrogati su questa domanda. Grazie agli studi condotti in letteratura scientifica dal Prof. di Prampero e all’idee del Prof. Colli, si è visto che tutte le apparecchiature di rilevazione elettronica della match analysis e i sistemi GPS (per saperne di più), ormai ampiamente diffuse, che si limitano nell’analisi solamente dei tratti percorsi a diverse velocità, ad esempio > 20 km/h, si dimenticano che per andare a 20 km/h bisogna arrivarci accelerando e soprattutto, dopo, bisogna anche frenare (Colli, 2011). 

Da qui, negli studi condotti negli ultimi 5-6 anni, si è compreso ancora di più che la sola velocità non può considerare il reale impegno del calciatore, bensì è fondamentale conoscere il costo energetico delle fasi di gioco e conoscere la potenza metabolica.

Inoltre, queste corse ad alta intensità/ad alta potenza, cioè con impegni esplosivi di forza, si combinano spesso con cambi di direzione che, a seconda dell’angolo che si stabilisce fra la prima fase di corsa e la successiva, possono anche divenire dei cambi di senso dove la capacità di decelerazione risulta essere di estrema importanza.

Cosa dobbiamo sapere sul modello di prestazione?

Per la corretta conoscenza del modello di prestazione, qui puoi leggere che cos’è, risulta fondamentale conoscere si la velocità raggiunta dai giocatori nelle diverse fasce, eventualmente il picco di velocità massima, ma completare l’analisi, come vedrete nel prossimo articolo, con il modello accelerativo/decelerativo e l’analisi della potenza metabolica nelle diverse fasi di gioco e categorie di potenza metabolica. Ciò forse, però non potrebbe ancora bastare….

Il modello di prestazione: che cos’è?

Il modello di prestazione: che cos’è?

Tempo di lettura: 6 minuti

Dopo gli articoli sulla Football Periodization e il Webinar – Complex Football, che ha avuto un successo che mai mi sarei aspettato, oggi ho deciso di inaugurare una serie di articoli sul Modello di prestazione, facendo con voi un passo indietro. 

Da dove partire per analizzare la prestazione nel calcio?

La match analysis è una metodica di rilevamento dati che, attraverso l’indagine scientifica e statistica, consente di valutare, in modo oggettivo, il rendimento fisico e tecnico-tattico del singolo atleta e dell’intera squadra (24).
Un calciatore durante una partita è impegnato in uno sforzo di circa 90 min a cui si devono aggiungere gli eventuali min di recupero.

Attraverso l’utilizzo della time motion analysis, una tecnica che ha descritto l’attività cinematica dell’atleta, è noto che il calciatore di alto livello percorre circa 9-12 km (3; 27). Questo metodo di indagine ha mostrato come circa 2200-2400m siano percorsi ad alta intensità (considerata come la velocità di corsa maggiore di 15.0 km/h), 850-950m ad altissima intensità (>19 km/h) e 250-350m sprintando (> 25.0 km/h) (30; 31) (es. figura 1).

Quanto si corre nel campionato francese?

Esempio di distrubuzione della distanza percorsa ad alta velocità (21-24 Km/h e >24 Km/h). Physical and technical activity of soccer players in the French First League – with special reference to their playing position

Lo sforzo del calciatore è di tipo intermittente?

Lo sforzo del calciatore è da considerarsi di tipo intermittente (18), poiché cambia attività ogni 4-6s (4), determinando l’effettuazione di circa 1300 patterns motori durante partita (26).

Nella squadra coesistono giocatori con diversi ruoli tattici e la loro posizione in campo influenza la prestazione fisica (14). L’organizzazione della squadra prevede i seguenti ruoli: difensori centrali (DC), esterni difensivi (ED), centrocampisti centrali (CC), esterni di centrocampo (EC) e attaccanti (A).

Quanta distanza percorre un calciatore?

La distanza percorsa dal calciatore è uno dei primi parametri che i ricercatori e gli allenatori hanno cercato di studiare per capire lo sforzo (distanza percorsa) del calciatore.

Analizzando le distanze totali percorse in relazione al ruolo tattico ci accorgiamo di come i C, gli ED e EC siano i giocatori che percorrono maggiore distanza (>11 km), a differenza di A e DC che ne percorrono circa 9-10km. Ciònonostante, sono i centrocampisti esterni e i terzini, ovvero gli esterni difensivi, che percorrono una maggiore distanza (circa 1000) ad intensità elevatissima (velocità di corsa > 19.8 km/h) rispetto a C (circa 900m), i A (circa 800m) e DC (circa 600m).

Abbiamo visto che alcuni giocatori di alto livello (Mohr et al 2003), ad esempio i difensori centrali coprono minori distanze totali di corsa ed effettuano meno corse ad alta intensità rispetto ad altri ruoli.

Infatti, questo fatto è probabilmente connesso con il ruolo tattico del difensore centrale. Inoltre, Mohr in uno studio un po’ datato ha riportato che i terzini corrono una distanza considerevole ad alta intensità e sprintano molto.

Gli attaccanti, invece, percorrono metri ad alte intensità uguali ai terzini e ai centrocampisti, ma sprintano significativamente più a lungo, anche perchè devono spesso attaccare la porta per cercare di fare gol o effettuare transizioni veloci a tutto campo in fase offensiva.

Il centrocampista, durante una gara molti scatti e corre una distanza totale e una distanza intensa simile ai terzini e agli attaccanti ma sprintando meno (Bangsbo, 1994).

Le differenze tra calciatori possono essere spiegate dalle reali esigenze fisiche della gara. In partita ogni ruolo e ogni giocatore è dipendente da molti fattori. La posizione in campo sua, dei suoi compagni, degli avversari, la tattica della nostra squadra e di quella avversaria influenzano in maniera netta il suo modello di movimento.

Che differenza c’è l’alta velocità e l’alta intensità?

Per moltissimi anni la valutazione della performance del calciatore è stata legata solo alla distanza percorsa e alle relative soglie di velocità, non considerando il costo energetico della corsa (29) e la quantificazione delle accelerazioni e decelerazioni (16).

Tuttavia, a seguito dell’introduzione del new match analysis approach (29) (figura 2), si è potuto valutare e classificare non sono la distanza percorsa e le relative soglie di velocità, ma anche le soglie di accelerazione e decelerazione, e le fasce di potenza metabolica, prodotto del costo energetico (J/m/kg) per la velocità (m/s).

La nostra ricerca, pubblicata e analizzata nel nuovo Corso GPS spiegato qui, ci mostra come la velocità è stata classificata nelle sei tradizionali zone e per ogni fascia abbiamo calcolato come media ± deviazione standard tutte le distanze percorse e le durate (s) in ogni categoria.

Qual è il tempo nelle fasce di velocità?

  • Walking: 3068 ± 284 s
  • Jogging: 994 ± 139 s
  • Low Speed Running: 529 ± 151 s
  • Intermediate Speed Running: 133 ± 49
  • High Speed Running: 45 ± 22
  • Maximum Speed Running: 16 ± 13 s

Qual è la distanza nelle fasce di velocità?

  • Walking: 2834 ± 255 m
  • Jogging: 2283 ± 335 m
  • Low Speed Running: 1917 ± 552 m
  • Intermediate Speed Running: 654 ± 242 m
  • High Speed Running: 270 ± 132 m
  • Maximum Speed Running: 113 ± 97 m

Come possiamo rappresentare la velocità?

Nell’articolo sulla velocitàabbiamo parlato in modo dettagliato dell’argomento ma qui vi vogliamo far vedere un modo molto semplice per leggere la distanza e il tempo nelle zone di velocità. Nei due grafici potete trovare i nostri dati rappresentati per partita vinta e per partita persa, nel primo e nel secondo tempo.

 

Grafico 1. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita vittoriosa nei due tempi di gioco.

Grafico 2. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita persa nei due tempi di gioco.

Il giocatore corre tanto o è pigro?

Metabolic Power vs. Speed. Il giocare è pigro o un grande lavoratore? Energy Cost and Metabolic Power in Elite
Soccer: A New Match Analysis Approach  

Ci basta utilizzare il modello della velocità?

La nostra ricerca e quella dei nostri maestri, italiani ed internazionali, ci indicano che tutte i sistemi di match analysis e GPS (per saperne di più), che si limitano nell’analisi solamente della velocità trascurano l’aspetto fondamentale, descritto in precedenza, del calcolo dell’accelerazione e di conseguenze della potenza metabolica (stimata dai calcoli proposti da di Prampero).

La ricerca ci dice che negli ultimi 9 anni, è vero che per la corretta conoscenza del modello di prestazione risulta fondamentale conoscere si la velocità ed eventualmente il picco di velocità massima, ma se non usiamo altri numeri e dati di tipo accelerativo o decelerativo la nostra analisi sarà troppo limitante e fuorviante.

I GPS hanno rivoluzionato il modello di prestazione?

Negli ultimi anni la letteratura scientifica e il gioco del calcio si sono occupati di studiare la prestazione non solamente tramite la video match analysis ma direttamente sul campo attraverso l’uso di dispositivi “Global Positioning System” (GPS).

Sull’onda di questa vera e propria rivoluzione moltissime aziende che sviluppano vari dispositivi per lo sport, come software e app, hanno costruito i propri GPS e i propri programmi di analisi, con modelli matematici differenti e quindi con dati spesso difficili da confrontare.

Quanto è utile calcolare l’accelerazione nel calcio?

Sebbene limitazioni nelle misurazioni possano caratterizzare l’applicazione del GPS (19; 34), alcuni autori (6) hanno dimostrato come questo strumento, con un campionamento adeguato, possa essere importante per la conoscenza approfondita dell’attività del calciatore, per lo sviluppo di efficaci programmi di allenamento e per la riduzione dell’insorgenza degli infortuni. Infatti, secondo quanto riportato da studi precedenti (1; 14; 16), un’accurata valutazione dell’accelerazione risulta fondamentale per gli spostamenti veloci che l’atleta compie nel corso della gara.

Pertanto, da quanto esaminato in letteratura come “sul campo”, questa metodica di analisi consente una definizione specifica del modello di prestazione atta a quantificare accuratamente i carichi di lavoro del calciatore, favorendo, altresì la definizione di un programma di lavoro adeguato che consideri specificatamente carichi né troppo elevati, né scarso, ma allenanti in modo ottimale.

Come utilizzare la potenza metabolica per conoscere il modello prestativo?

In Analisi della prestazione di una squadra giovanile professionista di calcio mediante l’utilizzo di GPS da noi condotto, e pubblicato su Italian Journal of Posturology and Rehabilitation, ha descritto un modello di prestazione di una squadra giovanile di calcio mediante l’utilizzo di dispositivi GPS, con una conseguente quantificazione delle richieste metaboliche (i.e., potenza metabolica istantanea, media) e neuromuscolari (i.e., accelerazioni, decelerazioni).

Nel nostro articolo sulla potenza metabolica nel modello prestativo (leggi qui)abbiamo visto proprio l’origine di questo metodo rivoluzionario di calcolo applicato al calcio.

Cosa sappiamo di questa rivoluzione?

Per la prima volta nell’articolo di Osgnach et al, nel 2010 si è parlato di match analysis e potenza metabolica. Prima la potenza metabolica era stata solo applicata ad altri sport ed utilizzata dai fisiologi di fama mondiale per calcolare il carico dello sportivo, moltiplicando il costo energetico alla velocità percorsa (o che sta percorrendo). 

L’innovazione, nel calcio, è ha permesso di valutare con precisione l’accelerazione e poi stimare la potenza metabolica media che è stata poi utilizzata in tutte le fasi di gioco. 

Seguendo le idee dei nostri maestri abbiamo analizzato le variabili fisiche in riferimento al possesso della palla (i.e., tempo di possesso palla vs tempo di non possesso palla) che sono avvenute durante la gara.

Come posso imparare ad utilizzare i GPS per analizzare la prestazione della mia squadra?

Nel nostro ed unico corso online in Italia sui GPS nel calcio ti insegniamo passo a passo come utilizzare i GPS con la tua squadra e a creare il modello prestativo per singolo giocatore. Se vuoi iscriverti clicca qui: GPS nel calcio

Pallof Press: come e quando inserirlo in un allenamento

Pallof Press: come e quando inserirlo in un allenamento

Tempo di lettura: 3 minuti

Nel corso del Webinar – Complete Core Training abbiamo parlato di una variante degli esercizi di Core che ha riscosso molto successo negli ultimi anni: i pallof

Che cosa sono i pallof press?

Il Pallof press, prende il nome dal fisioterapista John Pallof che li ha introdotti per la prima volta nel 2006. È un esercizio di stabilizzazione di base che ha un’ampia applicazione per gli atleti e per i movimenti di forza e potenza.

Esercizi come lo squat, lo stacco da terra, le alzate olimpiche e tutti i movimenti sportivi richiedono una grande stabilizzazione del nucleo superiore per migliorare le prestazioni nel sollevare o nello spostare carichi più pesanti, in sicurezza, e per proteggere la colonna lombare e sostenere articolazioni del corpo da stress inutili (Dewar, 2016).

Come fare un Pallof Press?

Vi riportiamo, di seguito, una guida passo-passo su come insegnare ed eseguire correttamente un Pallof Press.

  • Inizia con lo scegliere una band/elastico (leggero o più rigido), in funzione del livello dell’atleta e del movimento che vogliamo eseguire, attaccando la fascia ad un ancoraggio fisso, all’altezza del petto. Inoltre, per un livello più avanzato come abbiamo riportato nel confronto sui pallof, è possibile utilizzare un sistema di cavi collegati al pacco pesi per impostare un vero e proprio lavoro di strength stabilization.
  • Imposta il tuo corpo in modo perpendicolare o frontale, inginocchiato o in piedi, in modo che quando le tue mani siano davanti a te la band sia ad un angolo di 90 gradi o sia posta frontalmente (come in figura 2). Allontani e/o fai allontare dal punto di ancoraggio i tuoi atleti, in modo che la tensione sulla loro band sia elevata già in partenza.
  • Se invece state usando i cavi, rimani semplicemente nella stessa posizione e aumenti il carico tramite il pacco pesi.
  • Impugna la band, adduci le scapole e parti nell’esecuzione del movimento, curando la respirazione e mantieni una postura corretta. Mantenendo gli addominali tirati, la parte inferiore della schiena piatta e le scapole depresse, esegui un’estensione lenta e controllata con i gomiti direttamente davanti al petto.
  • In tal modo, assicurarti di non lasciare in avanti il ​​busto o la spalla. Dovresti sentire tensione nella band e assicurati di mettere di mettere in tensione il nucleo centrale.
  • Esegui il pallof press in maniera controllata, o in serie da 20-30’’ o con 10-12 ripetizioni per lato. Come già anticipato in Complete Core Training, è importante inserirlo in un programma di sviluppo del core, a livello basicadvance, o collocarlo nelle attivazioni in palestra negli sport di squadra.

Il nostro consiglio sul Pallof Press

Noi consigliamo, ad un livello avanzato, di variare l’altezza e di inserire movimenti di press/alzata combinata. Infatti, quando ti senti in grado di combinare il movimento, varia l’altezza della band, o del cavo, spostandola verso l’alto o verso il basso per modificare leggermente il modo in cui i muscoli vengono reclutati e la seguente traiettoria di movimento.

È importante, nella progressione, aumentare la resistenza della band, la difficoltà del movimento, il mantenimento della stabilità per più tempo (eccentrica/concentrica molto lenta) o sviluppare l’esercizio in maniera più esplosiva.

Le differenti finalità, e l’evoluzione dei movimenti saranno descritti in modo più dettagliato nel prossimo articolo.

Bibliografiahttps://barbend.com/the-pallof-press-how-when-and-why-it-should-be-in-your-training/

Andrea Licciardi

Training Load: Sistemi di monitoraggio a costo zero

Training Load: Sistemi di monitoraggio a costo zero

Tempo di lettura: 8 minuti

Abbiamo descritto in precedenza che cosa si intende per training load, per carico interno e per carico esterno. Inoltre, nel corso delle nostre pubblicazioni abbiamo spesso di sistemi di monitoraggio quali frequenza cardiaca, GPS e accelerometria non soffermandoci molto sui sistemi a bassissimo costo o a costo zero. 

Grazie a Federico Fumagalli faremo una disamina dei principali sistemi di controllo del carico di allenamento e di recupero, esposti in letteratura scientifica o nei blog in cui si parla di allenamento, a costo zero, vedendone insieme pregi e difetti.

Che cos’è il carico di allenamento?

Per carico di allenamento s’intende la somma del lavoro richiesto all’atleta, in altre parole l’insieme delle sollecitazioni funzionali provocate da quest’ultimo in un determinato periodo”,  e abbiamo una successiva divisione:

-Carico Esterno: è la quantificazione oggettiva dei mezzi utilizzati in allenamento (km fatti, kg sollevati, serie e ripetizioni)

-Carico Interno: è la somma degli stress che subisce un organismo quando è sottoposto ad un determinato carico esterno.

Come si compone il carico di allenamento?

Anche gli stimoli (o mezzi di allenamenti proposti) possono avere diverse caratteristiche:

Intensità dello stimolo: la FORZA dello stimolo (kg, km, le accelerazioni, la potenza metabolica espressa, ecc.)

Densità dello stimolo: è il rapporto temporale tra fase di carico e/o recupero

Durata dello stimolo: tempo di somministrazione dello stimolo

Volume dello stimolo: durata dello stimolo per unità di allenamento (m totali percorsi)

Frequenza dello stimolo: quante unità di allenamento previste settimanalmente o giornalmente

Complessità dello stimoloSpecificità

La combinazione di queste variabili viene chiamata carico di allenamento.

Abbiamo visto come il monitoraggio del carico nel corso degli anni diventi però sempre più indispensabile grazie all’uso di diversi strumenti che permettono di controllare l’intensità fisica sostenuta da parte dei giocatori in un allenamento. Esistono degli strumenti, gratuiti e utilizzabili da chiunque, che secondo noi sono molto importanti per valutare l’efficacia degli allenamenti proposti.

Qual è l’obiettivo del preparatore?

L’obiettivo che ha il preparatore atletico in una squadra è quello di saper gestire tutti questi parametri, sia quelli qualitativi che quantitativi, per ottenere sempre una migliore performance. La gestione del carico negli ultimi anni è uno (se non il) problema più importante nel calcio moderno. 

Il monitoraggio quindi permette:

  • verificare la correttezza delle attività proposte
  • verificare i benefici ottenuti dalle attività
  • valutazione della progressione delle proposte
  • valutare effetti negativi (overreaching o overtraining) in modo da “risolvere” al meglio queste situazioni
  • Diversificare gli allenamenti (proposti sempre con mezzi diversi)

Inoltre il monitoraggio dovrò essere eseguito in modo:

  • regolare
  • riproducibile
  • con coerenza
  • non invasivamente ma rispettando i giusti tempi individuali

Tutte metodiche o caratteristiche che non incidono a livello economico ma sono fruibili a qualsiasi persona; infatti ora vi presenteremo degli strumenti gratuiti che possono essere utilizzati e utilizziamo tutt’ora, ad esempio nel webinar pre-campionato si è parlato molto dell’importanza del monitorare l’allenamento e di come gestire i carichi proposti.

Quali sono le scale per monitorare il training load?

Questi strumenti sono le SCALE DI VALUTAZIONE; esse hanno finalità diverse e valutano numerosi aspetti:

Scala VAS

La scala visuo-analogica del dolore che è uno strumento di misurazione del dolore muscolare soggettivo nei calciatori provato all’inizio dell’allenamento successivo. Si chiede al giocatore di indicare quanto dolore prova in quel momento; questa scala va da 0 (nessun dolore) a 10(peggior dolore possibile). È anche possibile applicare la vas ai vari distretti muscolari.

NRS (Scala Numerica)

  • Si considera una scala da 0 a 10 in cui a 0 corrisponde l’assenza di dolore e a 10 il massimo di dolore immaginabile.

Scala TReS

valuta la condizione dei giocatori pre-allenamento: GQR (qualità globale di recupero) e TIA (Formazione Intensity disponibilità), dove la domanda da porre è:“in base al tuo recupero quale è la disponibilità all’allenamento?” È importante rispettare sempre il livello GQR perché è la fotografia reale del giocatore.

Questa scala è stata proposta nel 2013 da Castagna e Bizzini dopo numerosi studi e attualmente è l’unica validata a differenza di un’altra scala di recupero (TQR: total quality of recovery)

Scala  di Borg (Cr10)

Questa scala è incentrata su 10 livelli e misura lo sforzo soggettivo di ogni giocatore ad ogni allenamento, partita

Rate of perceived exertion – RPE

La RPE scale, già descritta in precedenza, è stata associata e messa in relazione con la frequenza cardiaca. Ogni livello di questa scala, infatti, è messo in relazione con la frequenza cardiaca durante lo sforzo; un RPE “5/6” corrisponde all’85% Fc Max, invece ai livelli “7/8” corrisponde il 90-95% dell’FC Max.

Moltissime ricerche hanno utilizzato l’RPE e la S-RPE (RPE x minuti di allenamento) per calcolare il training load. Uno studio pubblicato dal titolo Use of RPE-Based Training Load in Soccer, gli autori hanno dimostrato scientificamente l’importanza di monitorare l’allenamento mediante tale scala e gli altri metodi basati sulla frequenza cardiaca (FC) (Impellizzeri FM, Rampinini E, Coutts AJ, Sassi A e Marcora S., 2004)

In uno studio, non ancora pubblicato, Licciardi et al, hanno trovato delle interessanti correlazioni tra la spesa energetica e la S-RPE durante metà stagione. Seguiranno ulteriori studi su questo argomento, in accordo con lo studio di Montini et al., 2017.

La familiarizzazione è molto semplice: dopo 25’-30’ a fine della seduta ogni giocatore, in manieraINDIVIDUALE, indica sul foglio lo sforzo percepito; è importante che il giocatore indichi senza che gli altri sentano e non a voce, in questo modo si evita di influenzare gli altri e il dato risulta essere più veritiero possibile.

Da questo dato si ricava l’analisi del carico di allenamento (Training Load) che non è altro che il valore dato dal giocatore (RPE) x i minuti di allenamento svolti.

Grazie ai numerosi dati presenti in letteratura possiamo sapere che l’effetto allenante di una singola seduta è tra le 300 e 600 UA (unità arbitrarie); mentre la somma ideale di un carico settimanale è tra le 2000 e 3000 unità. Per la partita i dati sono leggermenti diversi: >700Ua (carico alto) tra 500 e 700Ua (carico medio-alto), tra 400 e 500 Ua (medio), tra 300 e 400Ua (medio basso) e < 300 (basso).

Inoltre grazie alla letteratura posso avere ulteriori informazioni a riguardo:

  • -Monotonia (media del carico settimanale/ dev.st del carico) : attenzione se >1,5
  • -Fatica (training load x monotonia): attenzione se >3600 Ua

Il modello di Gabbet per monitorare il training load?

Grazie agli ultimi studi di Gabbett, si può anche trovare:

  • Carico Acuto (Acute Training Load /ATL) rappresenta il carico degli ultimi 7 giorni, rappresenta inoltre il livello di fatica prodotto negli allenamenti
  • Carico Cronico(Chronic Training Load/CTL) rappresenta quanto allenamento siamo abituati a sostenere, e per questo motivo si usa un tempo più lungo, 42 giorni. esso rappresenta una stima degli effetti positivi del lavoro svolto sulla performance ( livello di fitness)
  • La Training Balance: viene calcolata semplicemente come la differenza tra carico cronico e acuto (CTL – ATL) [Coggan A., 2008]

L’area verde (“sweet spot”) rappresenta il rapporto tra training load acuto:cronico dove il rischio di infortuni è basso.

 L’area rossa (‘danger zone’) rappresenta il rapporto tra carico di allenamento acuto:cronico dove il rischio di infortunio è elevato. 

Per ridurre al minimo il rischio di infortuni, gli allenatori dovrebbero mirare a mantenere il rapporto di training load acuto:cronico in un intervallo di circa 0,8-1,3.

 

Ma qual è il carico corretto da somministrare durante la settimana? Oltre al modello proposto di training load unidimensionale ne esistono altri multi-dimensionali e a basso costo?

Federico Fumagalli

Come imparare tutto sul training load?

Continuate a seguirci e lo scoprirete nel prossimo articolo dedicato al training load e ai sistemi a costo zero. Se invece non avete tempo da perdere ma volete fare un corso completo sui GPS e sul training load nel calcio iscrivetevi qui.

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Small sided games negli sport di squadra: un’analisi del carico interno

Small sided games negli sport di squadra: un’analisi del carico interno

Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo aver descritto, molto tempo fa, in una semplice review della letteratura sugli small sided games (SSG) nel calcio, oggi ci troviamo ad affrontare lo stesso argomento, attraverso una traduzione, negli sport di squadra, focalizzandoci solamente sul carico interno.

Gli sport di squadra, infatti, sono caratterizzati da lunghi periodi di attività a bassa intensità che comprendono camminare e jogging intervallati da ripetuti sprint ed azioni ad alta intensità.

Inoltre, gli atleti degli sport di squadra sono tipicamente tenuti a compiere azioni esplosive come calci, lanci, dribbling, salti, cambi di direzione e sprint durante l’allenamento e durante la gara.

Attualmente, infatti, diversi metodi di allenamento come l’allenamento della resistenza, l’allenamento intervallato ad alta intensità o HIIT e l’allenamento della forza, sono utilizzati per migliorare la performance fisica.

Quanto sono importanti gli small sided games?

Di recente, sono stati ampiamente sviluppati allenamenti specifici per i giochi sportivi, sviluppati attraverso gli small sided games (SSG). Avete potuto leggere per gli SSG, nel precedente articolo su questo metodo, come questi siano nati e siano stati analizzati per sviluppare le prestazioni specifiche per i giocatori dei giocatori.  

L’allenamento di gioco su piccola parte o i giochi di abilità basati sulle abilità hanno ricevuto attenzione all’interno della recente letteratura scientifica. Questo tipo di allenamento viene spesso giocato con modifiche giochi su aree a campo ridotto, usando regole adattate e coinvolgendo un numero minore di giocatori rispetto ai giochi tradizionali. Attualmente, SSG rappresenta uno degli esercizi di allenamento più comuni utilizzato da squadre amatoriali e professionali per migliorare la forma fisica durante lo sviluppo competenza tecnica e tattica.

Qual è la frequenza cardiaca durante gli SSG?

Recensioni recenti sulle risposte fisiologiche agli SSG negli sport di squadra hanno evidenziato che l’esercizio di intensità può essere raggiunto durante SSG con un alto grado di neuromuscolare e stress metabolico, con frequenza cardiaca media (HR) generalmente superiore all’80% della FC max e del sangue concentrazioni di lattato superiori a 6 mmol / l.

Pertanto, gli SSG sembrano essere una strategia efficace di allenare le molteplici componenti (cioè abilità fisiche, tecniche e tattiche) degli sport di squadra, allo stesso tempo, garantendo un alto livello di motivazione.

Inoltre, è stato dimostrato che la risposta fisiologica e le azioni tecniche negli SSG sono influenzate da una gamma di variabili come numero di giocatori, dimensione del campo, durata e formato; variando uno o più di queste variabili si può influenzare l’intensità . 

Inoltre, gli effetti fisiologici possono essere indotti, sia in base al livello di gioco sia al periodo della stagione. È stato dimostrato che gli SSG stimolano un’intensità di esercizio pari o superiori a quelle degli approcci tradizionali di allenamento.

Ad esempio, Dellal et al. hanno dimostrato che alcuni SSG, nel calcio, hanno avuto frequenze cardiache comparabili ad esercitazioni a carattere intermittente di breve durata, o con FC superiore all’80% FC max. Queste alte intensità di esercizio, con stress metabolico più elevato, possono rappresentare i principali fattori per i guadagni mostrati nella fitness aerobica.

Quanto migliora il consumo di ossigeno con gli SSG?

Per esempio, è stato dimostrato nei giocatori di rugby league che il VO2max è aumentato del 4,7% dopo 9 settimane di allenamento (2 sessioni a settimana) con SSG. Inoltre, 8 settimane di SSG (2 sessioni / settimana; 91,3% FC max) ha comportato un notevole aumento del VO2max nei calciatori professionisti. Questo il miglioramento è stato efficace quanto l’allenamento ad intervalli ad alta intensità. Inoltre si è visto un effetto benefico moderato degli SSG sulla resistenza intermittente misurata e valutata con il test di fitness intermittente 30-15 (30-15 IFT). 

Dellal et al. hanno mostrato che 6 settimane di SSG e di esercitazioni HIT sono state ugualmente efficaci nello sviluppare la capacità di eseguire esercizi intermittenti con cambi di direzione nei giocatori di calcio dilettanti maschi. Inoltre, sono stati trovati risultati simili quando i giocatori di pallamano hanno eseguito un allenamento basato su esercizi di pallamano (86,8% FC max) o allenamento con intervalli di intensità (87,6% FC max) due volte a settimana per 10 settimane.

E’ stato anche suggerito che gli SSG, nella pallamano, potrebbero essere considerati un mezzo di allenamento molto specifico grazie alla loro maggiore specificità e affinitià con i movimenti richiesti dal gioco.

I risultati attuali sono in accordo con le più recenti revisioni sistematiche e hanno dimostrato che gli SSG sembrano essere leggermente il mezzo più fisicamente faticoso rispetto ai tradizionali approcci di allenamento come dimostrato dall’elevata FC. Inoltre, queste risposte possono potenzialmente provocare maggiori miglioramenti nella funzione cardiovascolare e successivamente adattamenti di fitness aerobico, ma dovranno essere controllati e valutati anche i relativi carichi esterni somministrati agli atleti per avere un quadro ancora più completo della proposta allenante.

Bibliografia

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