Seleziona una pagina
OHSA – Overhead Squat Assessment: a case study

OHSA – Overhead Squat Assessment: a case study

Siamo arrivati alla presentazione di un case study, dopo aver analizzato singolarmente tutti i vari segni riscontrabili in una valutazione di OHSA. Abbiamo saltato la parte dei clusters per vederli applicati in un caso reale.

Il soggetto in questione è un ragazzo di diciotto anni, calciatore professionista, con un solo problema importante alle spalle, una lesione allo psoas sinistro che comunque è completamente guarita.

Da dove partire con l’OHSA?

Prima di tutto parto da un’anamnesi ad ampio raggio, chiedendo la posizione più spesso tenuta (studente, quindi seduto, destro, collo sempre in rotazione destra, comunque normalmente composto), abitudini di vita, stato emotivo (se stressato è un grosso fattore contribuente ad una postura scorretta), se ha cicatrici o ha subito traumi.

Che cosa osservare nell’OHSA?

Poi si passa all’OHSA. Il primo step valutativo è quello classico, ovvero:

  • piedi paralleli alla larghezza delle anche
  • braccia diritte sopra la testa
  • “sedersi” ed “alzarsi in piedi”, quindi scendere in squat e ritorno

Qui sotto vediamo le foto del test:

Cosa possiamo notare: i piedi tendono leggermente al valgismo (il destro più del sinistro), che tibia e tronco sono paralleli, che nella discesa in squat si nota uno sbilanciamento verso sinistra e una spalla destra leggermente elevata.

A questo punto devo discriminare se lo spostamento del peso è un problema che deriva dalla caviglia oppure dal bacino. Quindi faccio eseguire il test con modifica, ovvero metto un rialzo sotto la caviglia per diminuire la dorsiflessione e vedere se togliendo la caviglia dalla valutazione il problema rimane.

Da queste foto si vede che il problema rimane, anzi forse addirittura si accentua leggermente.

Voi pero vi chiederete, e per la spalla non trovi accorgimenti per vedere dov’è il problema?

Non ne trovo perché una shoulder gridle elevation è un problema del cingolo scapolare, mentre se fosse stato un arms fall (braccia in caduta), avrei dovuto discriminare tra un problema pelvico e uno a livello di spalla (coinvolgimento del gran dorsale principalmente).

Tutto questo si traduce in quello che in gergo si chiama Asymmetrical Weight Shift (AWS), che è un problema a livello del complesso lombo-pelvico, ma col quale ci dobbiamo approcciare in modo differente tra lato destro e sinistro.

Che cosa fare dopo la valutazione?

A questo punto cosa posso dire e come procedo:

  • lateral gastroc, soleus e fibularis da sciogliere ed allungare a destra (più evidente che a sinistra)
  • TFL e gluteus minimus, vasto laterale, capo corto del bicipite femorale, adduttori di sinistra da rilasciare
  • piriforme, fibre posteriori del grande adduttore e capo lungo del bicipite femorale da rilasciare a destra
  • allungamento dello psoas sinistro
  • mobilità di anca a sinistra
  • attivazione di tibiale posteriore e anteriore di entrambi gli arti
  • attivazione di gluteus medius e maximus dal lato dello spostamento (sinistra)

A questo test posso aggiungere test di lunghezza e forza muscolare per verificare più nello specifico i vari muscoli, come aggiungere una valutazione goniometrica per avere le escursioni articolari e vedere se sono o meno pari al movimento fisiologico.

Che sequenza seguire nel trattamento?

La sequenza da seguire nel trattamento è:

  • partire dal rilascio dei muscoli iper-attivi e sinergici di quelli ipo-attivi e prime movers;
  • passare allo stretching dei muscoli iper-attivi;
  • mobilizzare le articolazioni che necessitano;
  • attivare i muscoli ipo-attivi;
  • integrare esercizi per il core;
  • integrare eventualmente delle attivazioni reattive;
  • integrare con i sottosistemi per migliorare la sinergia in catena cinetica.

In questi articoli abbiamo visto più o meno nel dettaglio, anche se in forma concentrata, una valutazione funzionaleveloce ed efficace che ci aiuta nel capire come una persona/atleta si muove e come intervenire per creare warm-up o pre warm-up specifici per aiutare a pre-abilitare chi ho di fronte in modo che riesca ad esprimere tutto il proprio potenziale con il minor rischio di infortunarsi possibile.

Se questo argomento vi ha interessato e volete avere informazioni più specifiche, come capire meglio i clusters e magari avere anche esempi di esercizi, scriveteci pure sulla Community PerformanceLab. Per voi stiamo preparando un nuovo Webinar su questo argomento. Aspetto le vostre considerazioni e preferenze!

Periodizzazione tattica: come impostare il giorno della velocità?

Periodizzazione tattica: come impostare il giorno della velocità?

Nel corso dei mesi siamo riusciti a descrivere quali siano le caratteristiche del nostro morfociclo (tabella 1). Si è visto come nel giorno di recupero attivo, sia tutto svolto per favorire il recupero muscolare e quello psicologico dell’atleta in modo attivo, con un secondo giorno più dedicato alle componenti neuromuscolari chiamato tensione e il giorno successivo più specifico chiamato durata.

Com’è la suddivisione del carico settimanale?

Tabella 1: Andamento del morfociclo settimanale. Dalla partita, alla parte di recupero, alla parte acquisitiva, ad una parte di rifinitura fino ad arrivare alla gara per poi ripetere sempre il giro.

Dopo aver descritto, in modo dettagliato, il giorno di durata che allena in maniera preponderante il modello metabolico di prestazione e a livello tecnico-tattico ricerca lo sviluppo dei principi collegati al modello di gioco, ci troviamo oggi a descrivere la seduta successiva chiamata velocità (tabella 2).

Quali sono le caratteristiche del giorno di ”velocità”?

 

Tabella 2: Caratteristiche della seduta di velocità

Come si struttura l’allenamento di velocità?

L’ultimo giorno quello di velocità, caratterizzato da alte velocità esecutive e molta discontinuità all’interno dell’esercizio, con azioni di breve durata seguite da recuperi completi, ci mostra come, seppur mantenendo un carico neuromuscolare e una potenza in linea con i primi due giorni, questo allenamento ponga l’enfasi più su azioni veloci (ed alte velocità).

Che fasi di gioco si allenano nella velocità?

Riferendoci all’allenamento dei principi e dei sotto-principi, questa seduta dovrà rispettare, a livello teorico, le seguenti indicazioni:

  • Allenamento di una fase o momento del gioco: la transizione
  • Transizione positiva: comportamenti mantenere in rapidità/velocità
  • Transizione negativa: comportamenti da mantenere in rapidità/velocità

L’approccio utilizzato, di tipo sistemico, ci permette di definire la squadra come un sistema, al cui interno si presenta un’assoluta complessità e inseparabilità tra le relazioni che si sviluppano tra i giocatori. Nella seduta di velocità il processo decisionale e la rapidità di azione vengono stimolati massivamente. A livello psicologico il fattore concentrazione, rapida presa di decisione e intensità caratterizzano questa seduta, conferendogli un potere centrale nel morfociclo pur non avendo caratteristiche fisiche e di movimento molto marcate.

Seguendo i concetti già espressi nella programmazione settimanale, andiamo ad osservare quali esercizi e quali idee debba avere questa seduta.

Come impostare il riscaldamento?

La prima parte, o parte iniziale, è composta da esercitazioni quali i rondos di attivazione (figura 1). Ad esempio, si può notare come questo rondos sviluppato in uno spazio molto ridotto e con molti giocatori (7vs.2), richieda ai giocatori in mantenimento del possesso un continuo interscambio posizionale dentro, e ai giocatori in difesa di collaborare insieme a trovare le migliori strategie per recuperare la palla e uscire rapidamente sfidando i giocatori sul perimetro in 1vs.1. La situazione cerca di ricreare uno stimolo cognitivo importante, affaticando mentalmente chi è nella fase difensiva per un tempo di esecuzione molto breve, preparando così il giocatore all’allenamento.

 

Figura 1: Rondos attivazionale 7vs.2 – Ricerca della giocata dentro, riconquista della palla e uscita in 1vs.1

Come impostare la fase centrale?

La seconda parte dell’allenamento è stata strutturata in due fasi: fase iniziale e fase conclusiva.

Nella fase iniziale abbiamo deciso di inserire dopo il riscaldamento con i rondos, alcuni lavori più tattici (figura 3). Come si può osservare abbiamo deciso di sviluppare una partita di costruzione, dove l’azione manovrata dal basso poteva avere uno sviluppo in catena laterale o uno sviluppo centrale per andare a segnare nella porticina opposta. L’obiettivo dei giocatori coinvolti nella fase difensiva era di proteggere le porticine, mentre chi era in possesso della palla dopo aver manovrato (numero di passaggi) poteva andare a concludere nelle porticine sfidando il diretto avversario.

Figura 3: Partita di costruzione con azione manovrata dal basso, sviluppo in catena laterale o cambio gioco per attacco del lato debole. Dopo ogni azione la palla ripartiva dal basso e iniziava una nuova azione.

Dove inserire i tiri in porta e i duelli?

Nella seconda parte, per cercare di allenare i duelli e le conclusioni in porta, abbiamo strutturato delle esercitazioni che presentassero delle situazioni a rapido sviluppo enfatizzando la velocità motoria e di esecuzione.

Ad esempio, in questa esercitazione, figura 3, si è deciso di lavorare sull’1vs.1 e sul 2vs.1. I giocatori avevano pochissimo tempo (5 secondi) per concludere l’1vs.1 e una decina di secondi per concludere i 2vs.1. Dopo aver attaccato e subito il duello difensivo in inferiorità numerica si usciva e si invertivano i ruoli. In questa esercitazione potete notare come, essendoci tanto recupero, alcuni parametri siano molto bassi vista la densità relativa di lavoro. Si può notare però che il rapporto delle azioni di alta intensità (alta velocità/alta potenza) sia molto elevato. Questo sta a significare che le azioni intense di breve durate hanno stimolato in maniera ottimale la componente accelerativa e di velocità.

Figura 3: Situazione con conclusione in porta – Duelli offensivi 1vs.1 e 2vs.1. Chi concludeva con il secondo tiro in porta si fermava a difendere.

Come impostare la partita finale?

Nella parte finale, dopo aver lavorato sulla costruzione, sui duelli e sulle conclusioni, abbiamo deciso di inserire una partita 8vs.8 + jolly (figura 4), in campo ridotto, cercando di lavorare su quelle che potevano essere le richieste tattiche in gara. La partita ovviamente viene inframezzata da delle pause che non permettono alla potenza di aumentare così tanto, ma la componente accelerativa e di velocità è ugualmente stimolata. A livello di sotto-principi ci siamo focalizzati sul lavorare sulla velocità e il ritmo della circolazione della palla, sul giocare dentro per giocare fuori, sul manovrare l’azione e sul non cercare verticalizzazioni rapide.

Figura 4: Partita a tema o ‘’tattica’’. Si inseriscono elementi che si ritroveranno in gara e si provano a correggere e ad allenare i sotto-principi legati al nostro modello di gioco.

Quanto è importante usare la velocità nella periodizzazione tattica?

Finalmente siamo arrivati alla conclusioni di questi articoli sulla Football periodization con il modello di periodizzazione tattica in una squadra giovanile under 17. Questa analisi ci ha permesso di poter vedere nello specifico tutti gli elementi, caratteristiche, esercizi e carichi di ogni seduta del morfociclo. 

A nostro modo di vedere l’allenamento e a mio modo di credere non c’è modo migliore di sviluppare la settimana tipo di una squadra giovanile, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista tattico-tecnico e cognitivo.

Ovviamente la periodizzazione tattica ha il grande pregio di aver riportato il gioco al centro del tutto, ma non basta per costruire un atleta. I lavori nella settimana tipo, come quelli che ho descritto, possono essere solo un esempio pratico della nostra e della mia idea di periodizzazione, ma devono essere inclusi in un modello di lavoro che preveda esercitazioni a ‘’secco’’ (per una parte ridotta del volume totale) per l’allenamento della forza, con obiettivi generali e poi specifici, o per le componenti legate alla sprint agility e quickness, molto più generali ma utili sempre a sviluppare il potenziale motorio e coordinativo del nostro calciatore.

Diffidate da chi vi dice che la periodizzazione tattica non produce infortuni, ma allenate, lavorate, raccogliete dati e controllate i carichi di lavoro per mantenere al meglio e incrementare la prestazione dei vostri calciatori.

Volete diventare maestri di periodizzazione tattica?

Se si, appassionatevi come me alla metodologia! Leggete tutti i libri spagnoli e portoghesi possibili, provate con la vostra squadra riadattando tutto al vostro contesto. Per saperne di più partite da qui: Complex Football.

All’interno potete trovare tanti anni di studio e di ricerca dei più grandi maestri internazionali!

Valutazione funzionale: come osservare gli altri segni di disfunzione

Valutazione funzionale: come osservare gli altri segni di disfunzione

Continuiamo nella valutazione degli ultimi 4 segni distintivi che si riscontrano in un OHSA.

Excessive Forward Lean

        

Il quinto segno da considerare è l’eccessivo sbilanciamento avanti del tronco, che corrisponde ad una flessione d’anca (hip flexion) e ad una mancanza di dorsiflessione della caviglia (ovvero excessive plantar flexion). In pratica è l’angolo tibia-torso, poiché normalmente i due segmenti devono essere paralleli.

La prima cosa che si pensa in questo caso è una mancanza di flessione d’anca, quando in realtà il primo problema è la mancanza di dorsiflessione (il ginocchio non va “verso l’avanti” come dovrebbe). Questo risulta in uno sbilanciamento indietro come compenso per mantenere il baricentro tra i piedi e di conseguenza è la soluzione che il corpo adotta per mantenere l’equilibrio.

In questo caso come si interviene:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • gli hip flexor sono, TFL, Psoas/Iliacus, Rectus Femoris, Adductors
  • i plantar flexors sono, Gastroc e Soleus

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

Il quadro qui è un po’ più “tricky” (complicato), ovvero devo pensare ai muscoli sinergici, come agli hip extensors (glute max, semis, biceps femoris, adductor magnus back head). Ma se la raccomandazione vale per i primi due muscoli (glute max, semis), per gli altri due no perché li troviamo si lunghi, ma iper-attivi, quindi andranno rilassati ma non attivati né allungati.

  • gli Hip Extensors sono, Gluteus Maximus, Semis, Biceps Femoris*, Adductor Magnus BH*
  • il dorsiflexor è il Tibialis Anterior (sempre molto importante)

Sbilanciamento tronco avanti = flessione d’anca e mancanza di dorsiflessione

 

Anterior Pelvic Tilt (Excessive Lordosis)

Il sesto segno da considerare è il tilt anteriore del bacino o lordosi eccessiva, che equivale ad una estensione lombare (lumbar extension) ed a una flessione d’anca (hip flexion). Per avere un aiuto visivo nel riconoscimento di questo segno, posso chiedere al soggetto di sistemarsi il bordo dei pantaloni in allineamento con ASIS e PSIS (spine iliache superiori anteriori e posteriori), per vedere se il bacino è in posizione neutra o già in posizione statica eretta riscontro questo segno. Si noteranno due cose:

  • un’eccessiva lordosi lombare
  • un angolo tra il tronco ed il bacino non perpendicolare (90°)

A questo punto pensiamo a quali muscoli possono essere coinvolti:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • lumbar extensors sono, Erector Spinae e il Latissimus Dorsi (grande estensore lombare)
  • gli hip flexors sono, Psoas/Iliacus, Rectus Femoris, TFL, Anterior Adductors

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • i lumbar flexors sono, Rectus Abdominis, Obliques e Transversus Abdominis (TVA). Il TVA non attraversa articolazioni, quindi non è un flessore, ma va attivato in quadrupedia per far aumentare la pressione intra-addominale e la stabilità lombare.
  • gli hip extensors sono, Gluteus Maximus, Hamstring* e l’Adductor Magnus* (posterior adductor). Vale qui lo stesso discorso fatto sopra, cioè il Glute Max segue le regole della categoria in cui è inserto, gli Hamstring e l’Adductor Magnus no, perché sono lunghi ma iper-attivi, quindi vanno rilasciati ma non attivati né allungati.

Tilt pelvico anteriore = flessione d’anca ed estensione lombare

Arms Fall

Il settimo segno da considerare sono le braccia in caduta, che equivalgono ad una rotazione interna delle spalle (shoulders internal rotation). Da notare che i muscoli che causano una rotazione interna delle spalle in una postura statica, sono gli stessi che causano estensione-abduzione delle braccia in posizione di overhead (180° di flessione-abduzione). Le braccia devono coprire le orecchie, altrimenti questo è già un segno di arms fall.

Se faccio eseguire lo squat vedrò che sia le braccia che la testa tendono ad andare verso l’avanti. Ma non è solo una caduta avanti, ma anche laterale, nel senso che vedo o posso vedere un gomito piegato come segno di arms fall.

A questo punto pensiamo a quali muscoli possono essere coinvolti:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • gli shoulder internal rotators sono, Pectoralis Major, Latissimus Dorsi, Teres Major, Subscapularis, Anterior Deltoid

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • gli shoulder external rotators sono, Infraspinatus e Teres Minor, come il Posterior deltoid* che però usualmente si trova lungo ed iper-attivo

E’ molto difficile che una disfunzione alla spalla si presenti senza una disfunzione a scapola o spina toracica.

Braccia in caduta avanti = Rotazione interna delle spalle

Shoulders Elevate

L’osservazione dell’elevazione del cingolo scapolare (shoulder gridle) è l’elevazione dell’angolo superiore attorno ad una glenoide fissa (quindi un downward rotation). Lo posso già vedere guardando le braccia alzarsi senza far eseguire lo squat. Se faccio eseguire lo squat, tutto si accentua.

A questo punto pensiamo a quali muscoli possono essere coinvolti:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • gli scapula downward rotators sono, Pectoralis Minor, Levator Scapulae, Rhomboids
  • gli anterior tippers sono, Pectoralis Minor e Levator Scapulae. C’è anche il l’Upper Trapezius, che noi crediamo essere la causa del dolore, ma in realtà e il Levator Scapulae

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • gli scapula upward rotators sono, Upper Trapezius, Lower Trapezius, Serratus Anterior
  • gli posterior tippers sono, Serratus Anterior e Lower Trapezius

Elevazione della Scapola = Rotazione inferiore della scapola e ribaltamento anteriore

Dopo aver descritto gli 8 segni distintivi nell’esecuzione dell’OHSA, nel prossimo articolo vedremo un esempio pratico, di modo che si riesca meglio a collegare i vari passaggi.

Andrea Nonnato

L’effetto di differenti strategie di recupero nel basket

L’effetto di differenti strategie di recupero nel basket

Recupero e performance fisica sono strettamente correlate fra loro.

Quanto sono efficaci le diverse strategie di recupero?

Lo scopo è stato quelli di valutare l’effettiva efficacia di diverse strategie di recupero e performance fisica durante una tre giorni di torneo di basket.

29 giocatori (mean age 19.1 years, s = 2.1; height 1.84 m, s = 0.34; body mass 88.5 kg, s = 14.7) sono stati assegnati ad uno dei seguenti gruppi: carboidrati+ stretching (7.7 g · kg −1 · day −1, s = 1.7; ‘n = 9), immersione in acqua fredda (11°C, 5 × 1; n = 10) o metodo di compressione sugli arti inferiori (18 mmHg, ∼18 h; n = 10). Gli effetti delle strategie di recupero sono stati osservati attraverso test pre e post torneo ed espressi come media di cambiamento (+/- SD).

I cambiamenti sono stati standardizzati per il minutaggio complessivo accumulato. La fatica cumulata è risultata evidente all’interno del torneo, con imparità da piccole a moderate nei test di performance svolti.

Lo sprint e la performance di agility sono diminuiti dell0 0.7% (s = 1.3) e del 2.0% (s = 1.9).

Il vertical jump è diminuito notevolmente dopo il primo giorno per tutti i trattamenti, ed è rimasto ad un valore inferiore post torneo.

Quanto incidono le immersioni in acqua fredda?

L’immersione in acqua è risultata superiore nel mantenere l’accelerazione sui 20m, con solo una riduzione dello 0.5% (s=1.4) dopo 3 giorni, comparata con il 3,2% (s=1.6) del metodo di compressione.

L’immersione in acqua e la compressione (rispettivamente -1.4%,s=1.7 e ‘1.5%,s=1.7) hanno mostrato benefici sostanzialmente identici per quanto riguarda il mantenimento della performance durante la manifestazione, mentre i carboidrati+stretching hanno mostrato una riduzione dello 0.4%.

La flessibilità del sit&reach è diminuita per tutti i gruppi, con la riduzione minore che è stata riscontrata per il gruppo di immersione.

Le immersioni in acqua fredda sono la migliore strategia di recupero?

In conclusione, l’immersione in acqua fredda pare essere il metodo migliore per promuovere recupero e performance fisica.

Link: http://shapeamerica.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/02640410802104912

Forza e infortuni: training neuromuscolare e incidenza di infortuni al ginocchio

Forza e infortuni: training neuromuscolare e incidenza di infortuni al ginocchio

La forza è una capacità condizionale fondamentale nello sport, e potrebbe avere una correlazione importante anche in ottica di prevenzione infortuni.

Lo studio ha avuto lo scopo di valutare gli effetti del training neuromuscolare sull’incidenza di infortuni in atlete donne; sono state monitorati due gruppi di atlete, uno allenato ed uno non, ed un gruppo di maschi non allenati durante le stagioni di calcio, volley e basket.

I report settimanali includevano il numero di allenamenti e competizioni svolte ed i meccanismi di infortunio. Ci sono stati 14 infortuni gravi al ginocchio tra i 1263 atleti valutati all’interno dello studio.

10 delle 463 donne non allenate ha subito infortunio grave (8 senza contatto), 2 delle 366 allenate ha subito un infortunio serio (0 senza contatto) e due dei 434 soggetti maschi ha subito un infortunio grave (1 senza contatto).

L’incidenza di infortunio su 1000 atleti è stata dello 0.43 nelle donne non allenate, 0.12 nelle allenate, e 0.09 nei soggetti maschi. Le donne non allenate hanno 3.6 volte più probabilità di infortunio rispetto alle controparti allenate, e 4.6 volte più probabilità degli uomini.

L’incidenza degli infortuni tra donne allenate e uomini non allenati non è statisticamente significativa.

L’incidenza degli infortuni da non contatto nelle donne è statisticamente significativa. Lo studio prospettico dimostra un deceremento di incidenza di infortuni nelle donne atlete dopo uno specifico programma pliometrico di forza. 

Link: http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/03635465990270060301

Vuoi saperne di più sull’allenamento della Forza nello sport? Acquista ora!

Match analysis: le alte intensità in Premier League Inglese

Match analysis: le alte intensità in Premier League Inglese

Lo scopo dell’attuale studio di match analysis è stato quello di fornire un’analisi dettagliata dell’attività ad alta intensità completata da giocatori di calcio d’elite durante il match.

Un ulteriore obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’importanza dell’ attività ad alta intensità per il successo complessivo della squadra.

Com’è stata fatta la match analysis?

La match analysis è stata svolta in base alle osservazioni sulle misure di prestazioni individuali sono state eseguite su 563 giocatori (media di 8 partite per giocatore, range= 1-57) nella Premier League inglese dal 2003/2004 al 2005/2006 utilizzando un sistema di monitoraggio computerizzato (Prozone® , Leeds, Inghilterra).

Le attività ad alta intensità selezionate per l’analisi comprendono la distanza totale di corsa ad alta intensità (THIR), la distanza totale di sprint (TSD) e il numero e il tipo di sprint eseguiti.

Inoltre è stata analizzata la distanza totale di corsa ad alta intensità in possesso e senza posa della palla.

Il THIR era dipendente dalla posizione di gioco con l’esterno di centrocampo (1 049 ± 106 m) ei difensori centrali (681 ± 128 m) che hanno completato rispettivamente la distanza massima e la più bassa (p <0,001).

Com’è l’attività ad alta intensità?

L’attività ad alta intensità è stata anche correlata al successo della squadra, con le squadre che hanno concluso il campionato nelle ultime 5 posizioni (919 ± 128m) e intorno alla decima (917 ± 143m) posizione di campionato che hanno completato molta più THIR rispetto alle squadre che hanno concluso ai primi cinque posti (885 ± 113m) (p = 0,003).

THIR e TSD sono diminuiti significativamente nella seconda metà del campionato, con più alti decrementi osservati per gli esterni e in attacco (p <0,05).

Entrambe le differenze nell’attività ad alta intensità e la variazione osservata nell’attività durante il gioco sono state influenzate anche dal successo della squadra (p <0,05).

Che cosa ci indicano i risultati della match analysis?

I risultati della match analysis indicano che l’attività ad alta intensità nel gioco del calcio d’elite è influenzata sia dalla posizione di gioco che dalle partite precedenti.

Questi modelli di attività dipendono anche dal successo della squadra.

Ciò può indicare che l’efficacia tecnica e tattica complessiva della squadra piuttosto che elevati livelli di prestazioni fisiche di per sé sono più importanti per determinare il successo nel calcio.

Link: https://www.researchgate.net/profile/Valter_Di_Salvo/publication/24005956_Analysis_of_High_Intensity_Activity_in_Premier_League_Soccer/links/5850167008aeb989252e9800/Analysis-of-High-Intensity-Activity-in-Premier-League-Soccer.pdf