OHSA – Overhead Squat Assessment: a case study

OHSA – Overhead Squat Assessment: a case study

Siamo arrivati alla presentazione di un case study, dopo aver analizzato singolarmente tutti i vari segni riscontrabili in una valutazione di OHSA. Abbiamo saltato la parte dei clusters per vederli applicati in un caso reale.

Il soggetto in questione è un ragazzo di diciotto anni, calciatore professionista, con un solo problema importante alle spalle, una lesione allo psoas sinistro che comunque è completamente guarita.

Prima di tutto parto da un’anamnesi ad ampio raggio, chiedendo la posizione più spesso tenuta (studente, quindi seduto, destro, collo sempre in rotazione destra, comunque normalmente composto), abitudini di vita, stato emotivo (se stressato è un grosso fattore contribuente ad una postura scorretta), se ha cicatrici o ha subito traumi.

Poi si passa all’OHSA. Il primo step valutativo è quello classico, ovvero:

  • piedi paralleli alla larghezza delle anche

  • braccia diritte sopra la testa

  • “sedersi” ed “alzarsi in piedi”, quindi scendere in squat e ritorno

Qui sotto vediamo le foto del test:

Cosa possiamo notare: i piedi tendono leggermente al valgismo (il destro più del sinistro), che tibia e tronco sono paralleli, che nella discesa in squat si nota uno sbilanciamento verso sinistra e una spalla destra leggermente elevata.

A questo punto devo discriminare se lo spostamento del peso è un problema che deriva dalla caviglia oppure dal bacino. Quindi faccio eseguire il test con modifica, ovvero metto un rialzo sotto la caviglia per diminuire la dorsiflessione e vedere se togliendo la caviglia dalla valutazione il problema rimane.

Da queste foto si vede che il problema rimane, anzi forse addirittura si accentua leggermente.

Voi pero vi chiederete, e per la spalla non trovi accorgimenti per vedere dov’è il problema?

Non ne trovo perché una shoulder gridle elevation è un problema del cingolo scapolare, mentre se fosse stato un arms fall (braccia in caduta), avrei dovuto discriminare tra un problema pelvico e uno a livello di spalla (coinvolgimento del gran dorsale principalmente).

Tutto questo si traduce in quello che in gergo si chiama Asymmetrical Weight Shift (AWS), che è un problema a livello del complesso lombo-pelvico, ma col quale ci dobbiamo approcciare in modo differente tra lato destro e sinistro.

A questo punto cosa posso dire e come procedo:

  • lateral gastroc, soleus e fibularis da sciogliere ed allungare a destra (più evidente che a sinistra)

  • TFL e gluteus minimus, vasto laterale, capo corto del bicipite femorale, adduttori di sinistra da rilasciare

  • piriforme, fibre posteriori del grande adduttore e capo lungo del bicipite femorale da rilasciare a destra

  • allungamento dello psoas sinistro

  • mobilità di anca a sinistra

  • attivazione di tibiale posteriore e anteriore di entrambi gli arti

  • attivazione di gluteus medius e maximus dal lato dello spostamento (sinistra)

A questo test posso aggiungere test di lunghezza e forza muscolare per verificare più nello specifico i vari muscoli, come aggiungere una valutazione goniometrica per avere le escursioni articolari e vedere se sono o meno pari al movimento fisiologico.

La sequenza da seguire nel trattamento è:

  • partire dal rilascio dei muscoli iper-attivi e sinergici di quelli ipo-attivi e prime movers;

  • passare allo stretching dei muscoli iper-attivi;

  • mobilizzare le articolazioni che necessitano;

  • attivare i muscoli ipo-attivi;

  • integrare esercizi per il core;

  • integrare eventualmente delle attivazioni reattive;

  • integrare con i sottosistemi per migliorare la sinergia in catena cinetica.

In questi articoli abbiamo visto più o meno nel dettaglio, anche se in forma concentrata, una valutazione funzionale veloce ed efficace che ci aiuta nel capire come una persona/atleta si muove e come intervenire per creare warm-up o pre warm-up specifici per aiutare a pre-abilitare chi ho di fronte in modo che riesca ad esprimere tutto il proprio potenziale con il minor rischio di infortunarsi possibile.

Se questo argomento vi ha interessato e volete avere informazioni più specifiche, come capire meglio i clusters e magari avere anche esempi di esercizi, scriveteci pure sulla Community PerformanceLab. Per voi stiamo preparando un nuovo Webinar su questo argomento. Aspetto le vostre considerazioni e preferenze!

Preparatore Atletico Professionista (FIGC). Laureatosi in Scienze Motorie (STAS) presso l’Università di Bologna, ha conseguito anche il Master in Preparazione atletica nel calcio con le Università di Pisa e Verona. Nel 2015 ha completato il Master di Coverciano per Preparatori Professionsti di Calcio. Sul campo vanta esperienze con diverse squadre di rilievo: gli Allievi nazionali del Modena Calcio, e col Padova, i Giovanissimi nazionali, gli Allievi regionali, gli Allievi élite, gli Allievi Nazionali (finale scudetto 2016/17) e la Prima squadra (serie B) di mister Pea a Padova. E’ stato responsabile dei Preparatori del Settore Giovanile del Padova nel periodo 2015/17. Oltre ad organizzare eventi con l’AIPAC Veneto, è il referente in Italia di una ditta americana che produce un treadmill subaqueo (HydroWorx) e il referente in Veneto di una ditta iltaliana di propriocezione che lavora stabilmente in NBA (Delos).

Valutazione funzionale: come osservare gli altri segni di disfunzione

Valutazione funzionale: come osservare gli altri segni di disfunzione

Continuiamo nella valutazione degli ultimi 4 segni distintivi che si riscontrano in un OHSA.

  1. Excessive Forward Lean

        

Il quinto segno da considerare è l’eccessivo sbilanciamento avanti del tronco, che corrisponde ad una flessione d’anca (hip flexion) e ad una mancanza di dorsiflessione della caviglia (ovvero excessive plantar flexion). In pratica è l’angolo tibia-torso, poiché normalmente i due segmenti devono essere paralleli.

La prima cosa che si pensa in questo caso è una mancanza di flessione d’anca, quando in realtà il primo problema è la mancanza di dorsiflessione (il ginocchio non va “verso l’avanti” come dovrebbe). Questo risulta in uno sbilanciamento indietro come compenso per mantenere il baricentro tra i piedi e di conseguenza è la soluzione che il corpo adotta per mantenere l’equilibrio.

In questo caso come si interviene:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • gli hip flexor sono, TFL, Psoas/Iliacus, Rectus Femoris, Adductors

  • i plantar flexors sono, Gastroc e Soleus

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

Il quadro qui è un po’ più “tricky” (complicato), ovvero devo pensare ai muscoli sinergici, come agli hip extensors (glute max, semis, biceps femoris, adductor magnus back head). Ma se la raccomandazione vale per i primi due muscoli (glute max, semis), per gli altri due no perché li troviamo si lunghi, ma iper-attivi, quindi andranno rilassati ma non attivati né allungati.

  • gli Hip Extensors sono, Gluteus Maximus, Semis, Biceps Femoris*, Adductor Magnus BH*

  • il dorsiflexor è il Tibialis Anterior (sempre molto importante)

Sbilanciamento tronco avanti = flessione d’anca e mancanza di dorsiflessione

  1. Anterior Pelvic Tilt (Excessive Lordosis)

Il sesto segno da considerare è il tilt anteriore del bacino o lordosi eccessiva, che equivale ad una estensione lombare (lumbar extension) ed a una flessione d’anca (hip flexion). Per avere un aiuto visivo nel riconoscimento di questo segno, posso chiedere al soggetto di sistemarsi il bordo dei pantaloni in allineamento con ASIS e PSIS (spine iliache superiori anteriori e posteriori), per vedere se il bacino è in posizione neutra o già in posizione statica eretta riscontro questo segno. Si noteranno due cose:

  • un’eccessiva lordosi lombare

  • un angolo tra il tronco ed il bacino non perpendicolare (90°)

A questo punto pensiamo a quali muscoli possono essere coinvolti:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • i lumbar extensors sono, Erector Spinae e il Latissimus Dorsi (grande estensore lombare)

  • gli hip flexors sono, Psoas/Iliacus, Rectus Femoris, TFL, Anterior Adductors

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • i lumbar flexors sono, Rectus Abdominis, Obliques e Transversus Abdominis (TVA). Il TVA non attraversa articolazioni, quindi non è un flessore, ma va attivato in quadrupedia per far aumentare la pressione intra-addominale e la stabilità lombare.

  • gli hip extensors sono, Gluteus Maximus, Hamstring* e l’Adductor Magnus* (posterior adductor). Vale qui lo stesso discorso fatto sopra, cioè il Glute Max segue le regole della categoria in cui è inserto, gli Hamstring e l’Adductor Magnus no, perché sono lunghi ma iper-attivi, quindi vanno rilasciati ma non attivati né allungati.

Tilt pelvico anteriore = flessione d’anca ed estensione lombare

  1. Arms Fall

Il settimo segno da considerare sono le braccia in caduta, che equivalgono ad una rotazione interna delle spalle (shoulders internal rotation). Da notare che i muscoli che causano una rotazione interna delle spalle in una postura statica, sono gli stessi che causano estensione-abduzione delle braccia in posizione di overhead (180° di flessione-abduzione). Le braccia devono coprire le orecchie, altrimenti questo è già un segno di arms fall.

Se faccio eseguire lo squat vedrò che sia le braccia che la testa tendono ad andare verso l’avanti. Ma non è solo una caduta avanti, ma anche laterale, nel senso che vedo o posso vedere un gomito piegato come segno di arms fall.

A questo punto pensiamo a quali muscoli possono essere coinvolti:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • gli shoulder internal rotators sono, Pectoralis Major, Latissimus Dorsi, Teres Major, Subscapularis, Anterior Deltoid

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • gli shoulder external rotators sono, Infraspinatus e Teres Minor, come il Posterior deltoid* che però usualmente si trova lungo ed iper-attivo

E’ molto difficile che una disfunzione alla spalla si presenti senza una disfunzione a scapola o spina toracica.

Braccia in caduta avanti = Rotazione interna delle spalle

  1. Shoulders Elevate

L’osservazione dell’elevazione del cingolo scapolare (shoulder gridle) è l’elevazione dell’angolo superiore attorno ad una glenoide fissa (quindi un downward rotation). Lo posso già vedere guardando le braccia alzarsi senza far eseguire lo squat. Se faccio eseguire lo squat, tutto si accentua.

A questo punto pensiamo a quali muscoli possono essere coinvolti:

. corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • gli scapula downward rotators sono, Pectoralis Minor, Levator Scapulae, Rhomboids

  • gli anterior tippers sono, Pectoralis Minor e Levator Scapulae. C’è anche il l’Upper Trapezius, che noi crediamo essere la causa del dolore, ma in realtà e il Levator Scapulae

. lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • gli scapula upward rotators sono, Upper Trapezius, Lower Trapezius, Serratus Anterior

  • gli posterior tippers sono, Serratus Anterior e Lower Trapezius

Elevazione della Scapola = Rotazione inferiore della scapola e ribaltamento anteriore

Dopo aver descritto gli 8 segni distintivi nell’esecuzione dell’OHSA, nel prossimo articolo vedremo un esempio pratico, di modo che si riesca meglio a collegare i vari passaggi.

 

Preparatore Atletico Professionista (FIGC). Laureatosi in Scienze Motorie (STAS) presso l’Università di Bologna, ha conseguito anche il Master in Preparazione atletica nel calcio con le Università di Pisa e Verona. Nel 2015 ha completato il Master di Coverciano per Preparatori Professionsti di Calcio. Sul campo vanta esperienze con diverse squadre di rilievo: gli Allievi nazionali del Modena Calcio, e col Padova, i Giovanissimi nazionali, gli Allievi regionali, gli Allievi élite, gli Allievi Nazionali (finale scudetto 2016/17) e la Prima squadra (serie B) di mister Pea a Padova. E’ stato responsabile dei Preparatori del Settore Giovanile del Padova nel periodo 2015/17. Oltre ad organizzare eventi con l’AIPAC Veneto, è il referente in Italia di una ditta americana che produce un treadmill subaqueo (HydroWorx) e il referente in Veneto di una ditta iltaliana di propriocezione che lavora stabilmente in NBA (Delos).

Valutazione funzionale: analisi dei singoli segni di disfunzione

Valutazione funzionale: analisi dei singoli segni di disfunzione

Valutazione funzionale: analisi dei singoli segni di disfunzione

Nei due articoli precedenti abbiamo parlato in modo esaustivo di cos’è un OHSA, come si esegue e introdotto i segni che si evidenziano durante il suo svolgimento. In questo terzo articolo della serie analizziamo in modo più dettagliato gli 8 segni identificabili di questa valutazione funzionale.

  1. Feet Flatten

Il primo segno da considerare è il piede piatto. Equivale ad un’eccessiva eversione, e questo segno di compensazione è spesso guidato da una mancanza di dorsiflessione (dovrebbe esserci un allineamento corretto tra il tendine d’Achille ed il calcagno, dove quest’ultimo tende al valgo).

La domanda da porsi sempre è: perché?

Analizzando nella nostra valutazione funzionale la biomeccanica, se pensiamo ad un’eversione sappiamo che ci sono dei muscoli corti ed iper-attivi e altri allungati e ipo-attivi. In questo caso, se il piede everte (va verso l’esterno) abbiamo che il comparto esterno è corto ed iper-attivo (lateral gastrocnemius e peroneals) mentre il comparto interno degli inversori è lungo ed ipo-attivo (tibialis anterior e tibialis posterior). Si è però detto che questo è un compenso legato al deficit di dorsiflessione. Quindi anche in questo caso, chi sono i flessori plantari corti ed iper-attivi? Soleus e gastrocnemius, mentre il dorsiflessore lungo ed ipo-attivo è il tibialis posterior.

Dopo aver delineato questo quadro sappiamo che: per gli Eversors ed i Plantar Flexors ® release, lenghtening, mobilization (caviglia), per gli Inversors ed i Dorsiflexors ® activation

Piede piatto = eccessiva eversione

corti / iper-attivi

lunghi / ipo-attivi

 

 

Eversori:

Inversori:

 

Fibularis

Tibialis Anterior

 

Lateral Gastrocnemius

Tibialis Posterior

 

Flessori Plantari:

Dorsiflessori:

 

Soleus

Tibialis Anterior

 

Gastrocnemius

 

  1. Feet Turn Out

Il secondo segno è il piede ruotato all’infuori, che equivale ad una rotazione esterna della tibia, perché a livello di caviglia non ho rotazione esterna.

La domanda da porsi sempre è: perché?

Si pensi a quali sono i rotatori esterni di tibia: il TFL (tensor fascia latae), VL (vastus lateralis) e l’ITB (ileotibial band). Questi muscoli costituiscono un gruppo, tenendo conto che l’ITB è una banda di tessuto connettivo alla quale gli altri due muscoli sono collegati e che, essendo appunto un tessuto/fascia, non va usato il foam roll. Oltre a questi ci sono anche il BP (biceps femoris) ed il LG (lateral gastrocnemius).

Ed i nostri rotatori interni?

Nella nostra valutazione funzionale sono lunghi e ipo-attivi. E sono: gracilis, semis, popliteus, medial gastrocnemius (MG). I primi tre sono un gruppo, e c’è un esercizio specifico per attivarli assieme. Il medial gastrocnemius non ha un vero e proprio esercizio di attivazione, ma c’è un esercizio per il tibiale posteriore che comprende anche il Medial Gastrocnemius, perché non contribuisce alla rotazione interna di tibia, ma agisce come stabilizzatore mediale di ginocchio ed è quindi colpito da questa disfunzione.

Piede ruotato fuori = eccessiva rotazione tibiale

corti / iper-attivi

lunghi / ipo-attivi

 

 

Rotatori Tibiali Esterni:

Rotatori Tibiali Interni

 

TFL

Gracilis

 

Biceps Femoris

Semis

 

Lateral Gastrocnemius

Sartorius

 

 

Medial Gastrocnemius

 

 

Vastus Medialis Obliquus

 

Flessori Plantari:

Dorsiflessori:

 

Soleus

Tibialis Anterior

 

Gastrocnemius

 

 

  1. Knee Bow In

Il terzo segno da considerare è il valgo funzionale, che equivale ad un tibial external rotation che comporta di conseguenza un femoral internal rotation. La rotula deve essere allineata con il secondo dito del piede. Se il ginocchio “trema” è comunque un segno di knee bow in, come riscontrare che nel ritorno eccentrico il ginocchio tende a cedere verso l’interno.

A questo punto il quadro è già chiaro:

Corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • i Tibial External Rotator sono, TFL/VL/ITB, Biceps Fempris short head (perché non attraversa l’articolazione dell’anca), lateral gastroc

  • i Femoral Internal Rotator sono, TFL, Gluteus Minimus e Anterior Adductors

Lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • i Tibial Internal Rotator sono, Gracilis, Semis, Popliteus (attivati come un gruppo), Sartorius, Medial Gastroc (stabilizzatore)

  • i Femoral External Rotator sono, Gluteus Maximus e Gluteus Medius

Knee bow in = Rotazione Tibiale Esterna  e Rotazione Femorale interna

corti / iper-attivi

lunghi / ipo-attivi

 

 

Rotatori Tibiali Esterni:

Rotatori Tibiali Interni

 

TFL

Gracilis

 

Biceps Femoris

Semis

 

Lateral Gastrocnemius

Sartorius

 

 

Medial Gastrocnemius

 

 

Vastus Medialis Obliquus

 

Rotatori Femorali interni:

Dorsiflessori:

 

TFL

Gluteus Maximus

 

Gluteus Minimus

Gluteus Medius

 

Adductors

 

 

  1. Knee Bow Out

Il quarto segno da considerare è il varo funzionale, che equivale ad un Femoral External Rotation e ad una ankle eversion. Non è molto comune: se si riscontra, non è molto evidente ed è quasi sempre asimmetrico. Se pensiamo ai rotatori esterni d’anca che agiscono sul ginocchio, pensiamo subito al Glute Max e Mid (agonisti). Ma come in ogni situazione, ci sono dei sinergici a contribuire, e in questa disfunzione troviamo:

Corti/iper-attivi (release and lengthening)

  • i Tibial External Rotator sono, Piriformis, Biceps Femoris, Adductor Magnus back head

  • gli Eversors sono, Peroneals, Lateral Gastroc (se penso al movimento di eversione, il piede ruota esternamente e la tibia piega verso l’interno, ma se riporto tutto ad una situazione in cui il piede non collassa all’interno ma ho il ginocchio che va verso l’esterno, la situazione è la stessa)

Lunghi/ipo-attivi (activate and integrate)

  • i Tibial Internal Rotator sono, Gluteus Maximus e Medius (mai iper-attivi)

  • gli Inversors sono, Tibialis Anterior e Posterior

Se si corregge il Bow Out, molto spesso si toglie questa dominanza sinergica e mi ritrovo in una condizione di Bow In.

Knee Bow Out = Rotazione Femorale Esterna ed Eversione

corti / iper-attivi

lunghi / ipo-attivi

 

 

Sinergici dei rotatori esterni:

Agonisti dei rotatori esterni:

 

Piriformis

Gluteus Maximus

 

Biceps Femoris

Gluteus Medius

 

Adductor Magnus

 

 

Eversori:

Inversori:

 

Fibularis

Tibialis Anterior

 

Lateral Gastrocnemius

Tibialis Posterior

 

Questi sono i primi 4 segni che abbiamo deciso di analizzare in questa parte di valutazione funzionale, nel prossimo articolo prenderemo in esame gli altri 4 per poi proseguire la disamina anche con esempi pratici. Sperando che la serie vi appassioni e piaccia, vi chiedo di scrivermi commenti, idee e opinioni su questo argomento e di continuare a seguirci.

Preparatore Atletico Professionista (FIGC). Laureatosi in Scienze Motorie (STAS) presso l’Università di Bologna, ha conseguito anche il Master in Preparazione atletica nel calcio con le Università di Pisa e Verona. Nel 2015 ha completato il Master di Coverciano per Preparatori Professionsti di Calcio. Sul campo vanta esperienze con diverse squadre di rilievo: gli Allievi nazionali del Modena Calcio, e col Padova, i Giovanissimi nazionali, gli Allievi regionali, gli Allievi élite, gli Allievi Nazionali (finale scudetto 2016/17) e la Prima squadra (serie B) di mister Pea a Padova. E’ stato responsabile dei Preparatori del Settore Giovanile del Padova nel periodo 2015/17. Oltre ad organizzare eventi con l’AIPAC Veneto, è il referente in Italia di una ditta americana che produce un treadmill subaqueo (HydroWorx) e il referente in Veneto di una ditta iltaliana di propriocezione che lavora stabilmente in NBA (Delos).

Overhead Squat Assessment – Parte 2

Overhead Squat Assessment – Parte 2

Overhead Squat Assessement: analisi dei segni e dei movimenti

Ogni segno visivamente osservabile è correlato con un’azione articolare (ad esempio Feet Flatten = Ankle Eversion).

Una nota sull’osservazione: nessuno può vedere l’attività o la lunghezza muscolare, ma tutti possono vedere il movimento, cioè le azioni delle articolazioni. Le azioni articolari possono quindi essere utilizzate per inferire lunghezza e attività muscolare e potenzialmente evidenziare il comportamento di altre strutture (articolazione, fascia, nervi). Esempio, non si possono vedere “flessori dell’anca corti”, ma si può vedere un’eccessiva flessione dell’anca.overhead-squat-assessment

La comprensione dei problemi del movimento inizia con l’analisi del modello di compensazione più comunemente visto per ciascun segmento corporeo. Iniziamo esaminando la posizione articolare alterata e l’effetto che ha sulla lunghezza muscolare relativa:

  • Sapere che aspetto ha una buona postura (“Modello ideale” contro “Segnali comuni”);

  • Identificare l’azione articolare eccessiva correlata al segno di disfunzione;

  • Elencare i muscoli responsabili di quell’azione articolare (muscoli “corti”);

  • Identificare l’azione dell’articolazione opposta;

  • Elencare i muscoli responsabili dell’azione articolare opposta (muscoli “lunghi”).

 

È importante creare un metodo organizzato per determinare quali muscoli sono lunghi e quali sono corti. Inizialmente, potrebbe essere necessario rivedere l’anatomia funzionale durante la costruzione delle tabelle. La ripetizione porterà alla memorizzazione dei muscoli responsabili di ogni azione articolare, una valutazione più rapida, e con più tempo e pratica, si potranno notare anche dei pattern.

Generalmente, i muscoli associati all’azione articolare osservata sono brevi e iper-attivi e i muscoli opposti sono lunghi e ipo-attivi. Inizialmente possiamo usare le tabelle per costruire interventi correttivi usando il National Academy of Sports Medicine – Corrective Exercise Training Model (10):

  • Rilasciare i muscoli iper-attivi

  • Allungare i muscoli corti

  • Attivare i muscoli ipo-attivi

  • Integrare i muscoli lunghi

 

Un’analisi più completa e forse più accurata può essere costruita utilizzando risorse aggiuntive; tuttavia, questo aggiunge anche complessità all’analisi e all’intervento. L’Istituto Brookbush ha continuato a perfezionare l’analisi attraverso anni di test in una pratica guidata dai risultati e l’esame di tutte le ricerche di terze parti che possono essere acquisite. Ti suggeriamo di migliorare la tua comprensione leggendo quanto segue nell’ordine raccomandato:

  1. Analisi di segni e modelli:

  • Valutazione dell’Overhead Squat: segni di disfunzione

  • Valutazione dell’Overhead Squat: segni cluster e modelli di compensazione

  1. Disfunzione posturale/compromissione del movimento

  2. Singoli studi di ricerca (molti di questi sono riassunti di seguito in “Validità e affidabilità”)

 

Come usare l’Overhead Squat Assessement

Il Brookbush Institute utilizza l’OHSA come una valutazione “top level”. Cioè, dopo una valutazione soggettiva e test speciali (se necessario), l’OHSA è la prima valutazione del movimento che stabilisce il modello che verrà affrontato, e quale ulteriore valutazione del movimento sarà necessaria. Generalmente, l’OHSA serve per 3 funzioni:

  • Identificare il “segmento” disfunzionale – esempio, un cliente si lamenta di “lombalgia” e mostra un excessive forward lean sull’OHSA; un’ulteriore valutazione viene utilizzata per identificare se la disfunzione della caviglia e/o dell’anca stanno contribuendo ai dolori del soggetto.

  • Identificazione dei modelli di compensazione – Esempio, un cliente si sente debole durante il push-off, e una valutazione preventiva da parte di un medico ha notato una diminuzione del range di movimento della rotazione interna dell’anca. Durante l’OHSA si nota che questo può essere parte di un modello di compensazione, in quanto il paziente esibisce il segno “Knees Bow Out”.

  • Sviluppare una lista di priorità e/o una sequenza per l’intervento – Esempio, un atleta del college continua ad essere afflitto da fastidiosi problemi alla caviglia sinistra, al ginocchio destro, all’anca destra, alla zona lombare e al collo. Sebbene nessuno di questi problemi sembri degno di particolare attenzione, il soggetto si lamenta di non riuscire a recuperare abbastanza in fretta dopo essersi “allenato duramente”. Durante l’OHSA, si nota che l’individuo presenta uno spostamento del peso asimmetrico, un’eccessiva inclinazione in avanti e una caduta delle braccia. Si Inizia con lo spostamento del peso asimmetrico basato sul filtro sottostante.

Priorità a più disfunzioni:

  • Disfunzione ostruttiva – Il segno più evidente che si manifesta.

  • Disfunzione asimmetrica – Asimmetria da destra a sinistra.

  • La disfunzione peggiore – Molto spesso questo è difficile da determinare, ma a volte un cliente presenta un evidente segno “peggiore”.

  • Dal basso verso l’alto: se si presentano disfunzioni bilaterali multiple, è generalmente meglio iniziare a lavorare dal complesso piede/caviglia e progredire lungo la catena cinetica.

 

Validità ed affidabilità

L’OHSA viene utilizzato per identificare le deviazioni da una postura ideale che può derivare da cambiamenti nell’attività e nella lunghezza miofasciale, da alterazioni del movimento osteocinematico e artrocinematico, e/o da un controllo motorio anormale. Idealmente, queste deviazioni aiutano a predire la migliore strategia possibile per correggere i problemi riscontrati. Questa valutazione si è evoluta dalle strutture concettuali della disfunzione posturale, del movimento e del controllo motorio, e dal lavoro di grandi menti come Kendall, Janda, Lewit, Sahrman, Richardson et al., Leibenson et al., Vleeming et al., Clark et al., ecc. (1-10). Sebbene la ricerca che esamina in modo specifico l’OHSA sia limitata, se la valutazione è vista come un insieme di segni comunemente osservati, la loro presenza è una prova sufficiente a sostegno della sua validità ed uso.

 

Feet Flatten (Appiattimento dei piedi) – L’appiattimento dei piedi è stato correlato con la disfunzione del tibiale posteriore (14-18), e l’attivazione/esercizio selettivo del tibiale posteriore ha dimostrato di avere un effetto positivo sulla cinematica del piede/caviglia e delle estremità inferiori (19-20). Sebbene questi studi non abbiano utilizzato l’OHSA come test, la descrizione del segno “eversione/pronazione” è simile alla descrizione del segno “piedi appiattiti” usato per l’OHSA. La maggior parte di questi studi si riferisce al “Navicular Drop Test”, che può essere utilizzato come misura oggettiva in collaborazione con l’OHSA per monitorare i progressi. In uno studio di Trimble et al. questo segno, valutato con un test di postura delle estremità inferiori, è risultato essere un indicatore migliore della traslazione tibiale rispetto all’angolo del recurvatum o della coscia (84).

 

Feet Turn Out (i piedi ruotano in fuori) – Solo due studi hanno correlato i piedi “in fuori” con la disfunzione. In uno studio di Winslow et al., i piedi sono risultati essere correlati ad un positivo “Ober’s Test” (tensor fascia latae corto/iper-attivo) e con il dolore al ginocchio (21), e in uno studio di Andrew et al., i feet turn out sono stati correlati con un varismo funzionale e all’osteoartrite del ginocchio (40). Tuttavia, altri studi hanno dimostrato una correlazione tra un aumento dell’attività del bicipite femorale (un forte rotatore esterno tibiale) e la disfunzione/dolore del ginocchio (22, 23). In uno studio interessante di Hasegawa et al., lo stretching del bicipite femorale ha determinato un aumento relativo dell’attività del vasto mediale (23); questo può essere la prova che il trattamento conservativo (esercizio/terapia manuale) può migliorare questo problema. Vale la pena notare che la rotazione esterna della tibia può anche essere una componente di “Knees Bow In” (valgo funzionale), poiché la rotazione interna femorale può essere vista come relativa rotazione esterna tibiale.

 

Knees Bow In (valgo funzionale) – La ricerca ha correlato un valgo funzionale con una diminuzione dell’attività del grande e medio gluteo, con la disfunzione dell’articolazione sacro-iliaca, l’eccessiva rotazione e adduzione interna dell’anca, la perdita di dorsiflessione e un’eccessiva pronazione (20, 24-33, 87-88). Altri studi hanno anche correlato questo segno di disfunzione con un aumento del rischio di lesione del legamento crociato anteriore (ACL) e al dolore patello-femorale (24, 27, 28). Diversi studi hanno anche rilevato l’efficacia di specifici interventi di esercizio per correggere questa disfunzione (20, 35-36). Sebbene l’OHSA non sia stato utilizzato in nessuno di questi studi, in molti di essi è stato utilizzato uno squat o un depth jump (test LESS) per valutare la presenza di ginocchia valghe “funzionali”. (20, 24, 28 – 34).

 

Knees Bow Out (varo funzionale) – In uno studio di Noda et al., questo segno si correla con una ridotta dorsiflessione della caviglia e la rotazione interna dell’anca mediante valutazione goniometrica (86). Inoltre, ci sono diversi studi che mostrano una correlazione tra il varo funzionale (misurata con la gait analysis o l’imaging) e artrosi del ginocchio (37-39). Inoltre, uno studio ha correlato un aumento dei carichi in varo sul ginocchio con un aumento dei feet turn out e dei feet flatten durante il cammino (40). Uno studio ha dimostrato che la rieducazione alla deambulazione (un approccio conservativo basato sull’esercizio) è risultata efficace per ridurre un varismo funzionale (41).

 

Anterior Pelvic Tilt (Inclinazione pelvica anteriore – eccessiva lordosi) – Questo è un segno interessante relativo alla ricerca disponibile. Sebbene non sia possibile trovare un singolo studio che correli tutti i fattori legati a questo segno, come ad esempio appunto un aumento della lordosi lombare, con una perdita di movimento dell’anca, con un’inclinazione pelvica anteriore, con controllo motorio alterato e un dolore alla lombare, esistono numerosi studi che correlano 2 o più di questi segni/sintomi (42-50). Le correlazioni più forti probabilmente esistono tra un’inclinazione pelvica anteriore, la lombalgia e una perdita dell’estensione e della rotazione interna dell’anca, oltre che ad una relativa riduzione dell’attività del trasverso dell’addome, del multifido, del medio e del grande gluteo (42 – 50, 82). In uno studio di Cholewicki et al., è stata fatta una correlazione tra il controllo motorio alterato ed una futura lombalgia (42), uno raro studio in cui la disfunzione precede il dolore. Diversi studi hanno dimostrato che l’esercizio è efficace nel trattamento della lombalgia (e presumibilmente anche di un’inclinazione pelvica anteriore) (51-55), soprattutto a lungo termine (55).

 

Excessive Freward Lean (busto inclinato avanti) – Due studi hanno mostrato una relazione tra la restrizione della dorsiflessione e l’eccessiva flessione del tronco durante lo squat (e ulteriori cambiamenti nella cinematica) (32, 56). Due ulteriori studi hanno dimostrato una diminuzione della forza del grande gluteo e dell’attività correlata alla disfunzione della caviglia (34, 57), che può parzialmente spiegare l’incapacità di mantenere la postura eretta. Dal punto di vista clinico, lavorare sul ROM della dorsiflessione e sull’attività e la forza del medio e del grande gluteo hanno prodotto risultati positivi.

 

Arms Fall (Caduta delle braccia) – Anche se questo segno sembra indicare un’iper-attività (o una perdita di estensibilità) degli estensori della spalla, è importante che l’analisi di questo segno consideri gli estensori solo da 180° di flessione della spalla in su, come succede durante l’OHSA. Con l’analisi e la review dell’anatomia, l’elenco dei muscoli risultante potrebbe essere riassunto come “tutti i rotatori interni della spalla” e il “deltoide posteriore”. Questo elenco di muscoli ha il vantaggio aggiuntivo di concordare con vari testi che hanno evidenziato una “eccessiva rotazione interna” della postura statica nei soggetti che presentano disfunzioni posturali della parte superiore del corpo (1-4, 9-10). La ricerca ha confermato una parte di questa lista, in quanto è stato osservato un aumento dell’attività del deltoide posteriore e del sottoscapolare in coloro che hanno avuto dolore alla spalla (58, 59). Tuttavia, potrebbe esserci un metodo più semplice per convalidare questo segno rispetto all’OHSA. La “caduta delle braccia” non è altro che un’incapacità di mantenere la flessione della spalla di 180°, e la goniometria della flessione della spalla si è dimostrata una valutazione molto affidabile (60-64). Sebbene l’OHSA potrebbe non essere una buona misura dei progressi a causa della natura binaria dei risultati della valutazione, la goniometria della flessione della spalla può essere utilizzata in congiunzione con l’OHSA come misura dell’intervallo obiettivo per monitorare i progressi. C’è una lacuna nella ricerca di questo segno: non esiste un singolo studio che correli il segno “Arms Fall” con patologie comuni della spalla (come la sindrome da conflitto di spalla (SIS)), e inoltre, nessuno studio che correli il modo in cui specifici interventi possono migliorarlo. Tuttavia, il dolore durante la flessione della spalla a fine ROM (come eseguito nell’OHSA) è forse il disturbo più comune tra quelli che presentano sintomi di SIS, e vi è una significativa quantità di ricerca sull’attivazione dei rotatori esterni (un intervento comunemente usato per trattare il SIS), e vari studi hanno dimostrato che l’esercizio è efficace per il trattamento del SIS (70 – 72).

overhead-squat-assessment

Scapulae Elevate (elevazione delle scapole) – Questo segno, come il segno sopra (Arms Fall), deve essere considerato relativo all’anatomia funzionale. Sebbene si possa presumere che si osservi “l’elevazione” della scapola, un esame più attento rivelerà che questo movimento è in realtà l’elevazione dell’angolo superiore della scapola attorno alla fossa glenoidea relativamente fissa, in congiunzione con il movimento sul piano sagittale della scapola sopra la porzione più alta della gabbia toracica. Le conseguenti azioni articolari risultanti sono relative alla rotazione verso il basso e al ribaltamento anteriore (anterior tipping) della scapola. Una volta risolta questa discrepanza tra osservazione ed analisi, questo segno è presumibilmente valido sulla base di un accordo con la ricerca relativa alla disfunzione della spalla. La ricerca di Lawrence et al. dimostrò una relativa rotazione verso il basso e un aumento dell’anterior tipping della scapola in soggetti con dolore alla spalla (65). Inoltre, la ricerca di Scavozzo et al ha trovato che i nuotatori con sintomi di impingement della spalla esibivano meno della metà della normale attività del dentato anteriore (un rotatore verso l’alto e un posterior tipper della scapola) durante la fase di spinta della bracciata (58). Può anche sussistere una relazione indiretta tra questo segno e una cifosi toracica, poiché la cifosi toracica è stata correlata con la sindrome da impingement della spalla (66) e la sindrome da impingement con la discinesia scapolare (58, 65, 67 – 69). Esiste una notevole quantità di ricerche per perfezionare e supportare l’uso delle tecniche di mobilità scapolare, l’attivazione del serratus anterior (dentato anteriore) e l’attivazione del trapezio, e come detto sopra, l’esercizio ha dimostrato di essere efficace per il trattamento del SIS (70 – 72).

 

Discinesia: Movimento difettoso o anormale; un’alterazione della normale cinematica.

 

Ad esempio, rigidità articolare o una riduzione del movimento artrocinematico che si traduce in un limitato range osteocinematico del movimento.

 

Validità, modelli di compensazione ed interdipendenza regionale

 

Valutazioni dinamiche come l’OHSA hanno il vantaggio di essere in grado di evidenziare schemi di compensazione che si estendono su più articolazioni, e questi pattern possono essere analizzati per implicare strutture miofasciali, neuronali e articolari multiple. Il concetto che i sintomi muscoloscheletrici primari di un soggetto possono essere direttamente o indirettamente correlati o influenzati da problemi di varie regioni corporee e sistemi, indipendentemente dalla prossimità al/i sintomo/i principale/i viene definita interdipendenza regionale (12-13). Vari studi evidenziano questo concetto, aumentando la validità di questo presunto vantaggio dell’OHSA. Ecco alcuni esempi di interdipendenza regionale basati su evidenze:

 

  • Diversi studi hanno rilevato una relazione tra caviglia e anca, tra cui una correlazione tra la diminuzione dell’attività del medio e del grande gluteo e la disfunzione della caviglia (32-34, 73, 83).

  • Quasi tutti gli studi relativi al “valgo funzionale” correlano la disfunzione del ginocchio con i cambiamenti nel movimento articolare della caviglia e/o dell’anca (24-34, 83, 87-88).

  • La disfunzione del gomito e dell’avambraccio può alterare l’attività e la resistenza dei muscoli scapolari (74, 75).

  • La postura della testa in avanti e la disfunzione cervicale possono alterare l’attività muscolare e il movimento della scapola (76-78)

  • Dolore e disfunzione dell’articolazione sacro-iliaca (SIJ) o della colonna vertebrale lombare possono alterare l’attività di alcuni o tutti i muscoli del tronco e dell’anca (42 – 50, 82)

  • Diversi studi hanno indicato una relazione tra la discinesia scapolare e la disfunzione della spalla (58, 65, 67-69)

    • Certo, gli ultimi due esempi non sono relazioni particolarmente distali; tuttavia, vale la pena di riflettere ulteriormente, poiché implica che il dentato anteriore possa contribuire alla sindrome da impingement della spalla, o che la patologia lombare destra sia in grado di ridurre l’attività del gluteo medio sinistro.

 

Affidabilità

La ricerca relativa all’affidabilità dell’OHSA è incompleta. I segni degli arti inferiori sembrano avere un’affidabilità intra- ed inter- tester da buona ad eccellente; tuttavia, non ci sono ricerche relative all’affidabilità dei segni della parte superiore del corpo e nessun test simile a cui confrontarli. Nel complesso, la valutazione sembra essere basata su un forte quadro teorico, e la ricerca iniziale è molto promettente per questa valutazione relativamente “nuova”.

  • Evidenza diretta: la ricerca iniziale sull’affidabilità intra- e inter-tester dell’OHSA è stata dimostrata essere da buona ad eccellente in vari studi; tuttavia, questi studi hanno solo esaminato l’affidabilità dei segni della parte inferiore del corpo (24, 80, 81, 83 – 87). Tre punti che possono essere degni di nota, sono stati l’affidabilità nell’identificare un modello associato ad un più alto rischio di lesioni di ACL (24), correlazione tra pronazione e traslazione tibiale (84), e due studi che hanno dimostrato una relazione tra la valutazione di overhead squat e le restrizioni annotate tramite goniometria (86, 87)

  • Evidenza indiretta: il numero di studi di vari ricercatori che utilizzano lo squat come una valutazione per indicare la presenza di un valgo funzionale, insieme a molti studi che producono esiti sovrapposti, simili o congruenti, può essere una prova indiretta dell’elevata affidabilità del OHSA (24, 28, 31, 32, 80, 81, 84 – 88)

  • Necessità di ulteriori ricerche: deve essere effettuata una ricerca per determinare l’affidabilità del complesso lombo-pelvico dell’anca e dei segni della parte superiore del corpo (eccessiva inclinazione in avanti, inclinazione pelvica anteriore, caduta delle braccia, elevazione della scapola)

 

Per analisi e gli esercizi correttivi raccomandati:

 

  • Overhead Squat Assessment: Signs of Dysfunction

  • Overhead Squat Assessment: Sign Clusters and Compensation Patterns

Per scoprire di più, vedere tanti video e sapere la mia idea ancora più nel dettaglio, segui questo webinar (clicca qui). Ti aspetto!

 

 

Preparatore Atletico Professionista (FIGC). Laureatosi in Scienze Motorie (STAS) presso l’Università di Bologna, ha conseguito anche il Master in Preparazione atletica nel calcio con le Università di Pisa e Verona. Nel 2015 ha completato il Master di Coverciano per Preparatori Professionsti di Calcio. Sul campo vanta esperienze con diverse squadre di rilievo: gli Allievi nazionali del Modena Calcio, e col Padova, i Giovanissimi nazionali, gli Allievi regionali, gli Allievi élite, gli Allievi Nazionali (finale scudetto 2016/17) e la Prima squadra (serie B) di mister Pea a Padova. E’ stato responsabile dei Preparatori del Settore Giovanile del Padova nel periodo 2015/17. Oltre ad organizzare eventi con l’AIPAC Veneto, è il referente in Italia di una ditta americana che produce un treadmill subaqueo (HydroWorx) e il referente in Veneto di una ditta iltaliana di propriocezione che lavora stabilmente in NBA (Delos).

Associazioni fra controllo del ginocchio sul piano frontale ed estremità inferiori e infortunio: studio prospettico sugli sport di squadra

Associazioni fra controllo del ginocchio sul piano frontale ed estremità inferiori e infortunio: studio prospettico sugli sport di squadra

Lo scarso controllo sul piano frontale del ginocchio si può manifestare come un aumento del valgismo dinamico durante azioni specifiche.

Lo scopo di questo studio è stato quello di investigre l’associazione fra scarso controllo sul piano frontale nel ginocchio e rischio di infortuni acuti alle estremità inferiori.

Inoltre, è stata osservata la relazione tra Single Leg Squat come screening tool ed eventuale aumento di rischio.

306 giocatori di basket e calcio hanno partecipato ad un test su SLS all’ inizio e al termine dei 12 mesi di osservazione. Sono stati registrati gli infortuni acuti agli arti inferiori da time loss. Video analisi è stata utilizzata per osservare il valgismo dinamico durante il test.

Gli atleti che mostravano un valgismo pronunciato hanno avuto 2.7 volte più probabilità di subire infortunio e 2.4 di subirlo a caviglia. Nessuna associazione statisticamente significativa tra valgismo dinamico e infortunio al ginocchio.

Si può concludere che gli atleti che possedevano un valgismo dinamico pronunciato nel SLS avevano un’alta possibilità di infortunio alle estremità inferiori e in particolare alla caviglia. Tuttavia, il SLS non si può utilizzare come tool specifico per la prevenzione di infortuni, non essendo abbastanza specifico.

Link: http://bmjopensem.bmj.com/content/4/1/e000311

Effetti della Fatica sul Controllo Dinamico Posturale: Y Balance Test

Effetti della Fatica sul Controllo Dinamico Posturale: Y Balance Test

L’Y balance test è uno dei più comuni metodi di valutazione del balance dinamico.

Lo studio ha investigato come la fatica potesse influenzare il controllo posturale dinamico, e di stabilire un tempo di recupero.

20 maschi e femmine che svolgevano sport a livello competitivo hanno partecipato allo studio, completando l’Y balance test a 0, 10 e 20minuti prima di un protocollo di 60s Windgate modificato. La valutazione post esercizio è stata svolta a 0, 10 e 20minuti dallo sforzo.

Tutte le direzioni di movimento si sono dimostrate essere differenti, nelle valutazioni effettuate nel pre e post esercizio; il reach anteriore ritornava ai valori pre esercizio dopo 10minuti, mentre quello posteromediale dopo 20′.

Lo sforzo aerobico ha un effetto perciò negativo sui valori di Y balance test in tutte le direzioni; sussegguentemente al protocollo, il controllo posturale dinamico ritorna ai livelli precedenti all’esercizio circa 20 minuti dopo.

Link: www.jsams.org/article/S1440-2440(17)30454-1/abstract