Lesioni muscolari nel calcio: cosa fare per prevenirle?

Lesioni muscolari nel calcio: cosa fare per prevenirle?

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Le lesioni sono uno degli infortuni più frequenti?

Le lesioni muscolari sono frequenti e rappresentano uno dei problemi medici più importanti nel calcio professionistico.

Possono avere cause sia traumatiche sia di sovraccarico con conseguenze pratiche dirette a causa delle differenze in termini del regime post-primario e della prognosi.

Quanto è importante fare una diagnosi delle lesioni?

Una diagnosi accurata è il primo passo verso un trattamento specifico e solitamente consente di prevedere il ritorno al gioco (RTP). I principi correnti di trattamento non hanno alcuna base scientifica; essi sono praticati in gran parte come medicina empirica a causa della mancanza di studi futuri randomizzati. Il trattamento immediato segue solitamente il principio PRICE (protezione, riposo, ghiaccio, compressione, elevazione).

Come intervenire quando ci sono delle lesioni?

A seconda del tipo delle lesioni muscolari, vengono utilizzate specifiche procedure fisiche e fisioterapeutiche, nonché esercizi riabilitativi e terapia di allenamento graduale per ricostruire la struttura danneggiata, per ripristinare la coordinazione e la propriocezione, e per normalizzare i pattern di movimento.

La terapia con iniezione di varie sostanze viene spesso utilizzata, con risultati positivi empiricamente, ma mancano evidenze in studi randomizzati prospettici. È necessario sviluppare un preciso piano di riabilitazione per ogni lesione muscolare, incluse le raccomandazioni dell’allenamento sport specifico con una maggiore intensità.

Quali sono le linee guida per la ripresa in campo?

Poiché non ci sono linee guida per quanto riguarda il sicuro RTP, gli esami regolari di follow-up sul corrente stato muscolare sono fondamentali per valutare i progressi compiuti in termini di guarigione e per determinare quando il muscolo danneggiato può essere esposto al passo successivo del carico.

Questa narrative review descrive i vari fattori che un team medico dovrebbe prendere in considerazione durante la valutazione, il trattamento e la riabilitazione di un infortunio muscolare con particolare attenzione al calcio professionistico.

Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27849130

Infortuni agli arti inferiori nel calcio: deficit della regione lombo-pelvica

Infortuni agli arti inferiori nel calcio: deficit della regione lombo-pelvica

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Gli infortuni agli arti inferiori nel calcio sono un evento piuttosto comune, in grado di influenzare notevolmente i risultati di una stagione, a causa del numero di partite saltate da uno o più giocatori a causa di questa problematica. 

I deficit nei muscoli della regione lombo-pelvica, come il muscolo multifido relativamente piccolo, sono stati utilizzati per prevedere gli infortuni agli arti inferiori nei calciatori professionisti.

I risultati sono stati meno coerenti per la dimensione del muscolo quadratus lumborum (QL). I cambiamenti nella dimensione dei muscoli multifidus e QL potrebbero essere funzionalmente collegati tra loro e la modellazione di questa relazione potrebbe migliorare la previsione degli infortuni agli arti inferiori.


Sono stati eseguiti esami di imaging ad ultrasuoni su calciatori di elite maschili all’inizio della pre-seas
on e della stagione di gioco della Australian Football League (AFL).
I dati di infortunio sono stati ottenuti da record raccolti da ciascun club. I risultati indicavano che la sezione trasversale del muscolo multifido era correlata al verificarsi di un infortunio nella pre-stagione (il rapporto di dispersione [OR] = 2,08 / cm2 diminuisce al di sotto della media, OR per la misura dicotomizzata = 12,2) e durante la stagione (OR = 2,43 / cm2).


La dimensione del muscolo QL era significativamente correlata ad un infortunio nella pre-stagione (OR = 2,12 / cm2 maggiore rispetto alla media, oppure per misura dicotomizzata = 7,26) ma non nella stagione.

Un collegamento significativo è stato trovato tra il rapporto dei muscoli multifido e QL e l’incidenza di lesioni nel pre-season (OR = 14,71) e durante la stagione(OR = 5,29).
La sensibilità e la specificità del modello nella pre-stagione erano rispettivamente del 75% e dell’85,7%; I valori per la stagione di gioco sono stati 88,4% e 62,5%.


E ‘stato sviluppato un modello per la previsione degli infortuni agli arti inferiori nei giocatori di calcio.
La combinazione delle misure di dimensioni dei muscoli multifidus e QL migliora il potere predittivo.
Queste informazioni possono avere implicazioni cliniche per lo screening e per la prevenzione degli infortuni.

 

Link:https://www.researchgate.net/publication/289586252_Predicting_football_injuries_using_size_and_ratio_of_the_multifidus_and_quadratus_lumborum_muscles

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Infortunio agli hamstring: la stabilità del core è determinante?

Infortunio agli hamstring: la stabilità del core è determinante?

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L’incidenza degli infortuni agli hamstring

L’infortunio agli hamstring è una delle patologie più comuni a carico degli sportivi, e in particolare nei calciatori, a causa delle specifiche di gioco.

Con il loro tasso di frequenza incessantemente elevato e le ripercussioni funzionali dannose, l’infortunio agli hamstring rimane un problema sostanziale.

Quanto è importante il controllo neuromuscolare?

Il controllo neuromuscolare prossimale (“stabilità del core”) è considerato di importanza fondamentale nella prevenzione delle lesioni primarie e secondarie agli hamstring, anche se non esistono attualmente prove scientifiche e approfondimenti sull’esatta natura dell’associazione core-hamstring.

Il pensiero del Dr. Michel D’Hooghe della Fifa


Gli autori ipotizzano che il pattern di attivazione muscolare durante la corsa non sarebbe differente tra i partecipanti in base al verificarsi di lesioni durante il follow-up.


Sessanta giocatori di calcio amatoriali hanno partecipato ad una valutazione con elettromiografia di superficie (sEMG) durante una massima accelerazione ad uno sprint ad alta velocità. Successivamente, è stata registrata l’incidenza di infortunio agli hamstring durante un periodo di follow-up di 1,5 anni.


Le sequenze di attivazione degli hamstring, dei glutei e dei muscoli del tronco sono stati valutati e analizzati statisticamente durante la fase di volo e fase a terra nell’accelerazione per indagare una possibile associazione causale con l’occorrenza di infortunio e l’assenza dallo sport durante il follow-up.


I giocatori che non hanno subito un infortunio durante il follow-up hanno avuto quantità di attività del gluteo significativamente maggiori durante la fase di fron swing (P = .027) e maggiori quantità di attività ai muscoli del tronco durante la fase di back swing nello sprint (P = .042).

Quanto diminuisce il rischio di infortunio?

In particolare, il rischio di incorrere in un infortunio durante il follow-up è diminuito del 20% e del 6%, con un aumento del 10% dell’attività muscolare normalizzata del grande gluteo durante il front swing e dei muscoli del tronco durante il back swing rispettivamente (P <.024).

Quanto incide l’attività del core?

L’attività muscolare del core durante l’esecuzione esplosiva sembrerebbe essere associata ad un’insorgenza di infortunio agli hamstring nei giocatori di calcio maschile.


Una maggiore quantità di attività del gluteo e del tronco durante la fase di volo dello sprint sono state associate ad un minore rischio di lesioni agli hamstring durante il follow-up. Di conseguenza, i risultati attuali forniscono una base per una migliore riabilitazione e prevenzione basata sulle evidenze, in particolare per aumentare il controllo neuromuscolare dei muscoli glutei e del tronco durante le attività specifiche dello sport (ad es.sprint drills, agility drills).

Link:  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28263670

Il BMI è un fattore di rischio per l’infortunio all’ACL?

Il BMI è un fattore di rischio per l’infortunio all’ACL?

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L’infortunio all’ACL è una patologia molto comune nel basket femminile.

Questo studio, della durata di 3 anni, ha valutato i fattori di rischio da non contatto per l’infortunio all’ACL in giocatrici di basket femminile giapponesi.

Chi pesa di più rischia di farsi più male?

Le giocatrici che hanno subito questa tipologia di infortunio, si è ipotizzato possedessero poca forza negli adduttori dell’anca, flessori del ginocchio ed estensori del ginocchio, così come carenza di balance statico, rispetto a coloro che non avevano subito infortunio.

195 giocatrici di bsket di livello high school hanno svolto dei test durante il loro primo anno di scuola; successivamente, sono stati registrati gli infortuni all’ACL nei seguenti 3 anni.

I parametri di valutazione tra infortunio da contatto e non contatto sono stati comparati.

Delle 195 giocatrici, 24 sono state escluse per aver subito precedenti infortuni al crociato anteriore, per aver smesso di giocare durante il periodo di valutazione o per mancanza di dati sufficienti.

Le rimanenti 171 giocatrici sono state osservate per 3 anni, e sono stati registrati un totale di 12 infortuni.

E’ stata osservata una lassità generale legamentosa ed una maggiore forza negli abduttori dell’anca nel gruppo di infortunio all’ACL rispetto al gruppo di controllo.

Quanto incide la forza nel rischio di farsi male?

Il BMI e la forza degli abduttori dell’anca sono risultati significativamente maggiori nel gruppo che aveva subito infortunio. Di conseguenza, questi due fattori possono essere considerati fattori di rischio indipendenti per infortunio da non contatto all’ACL in giocatrici di basket livello high school.

Link: https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00167-018-4888-4

Osgood Schlatter: quali sono i rischi per l’atleta?

Osgood Schlatter: quali sono i rischi per l’atleta?

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Che cos’è l’osgood schlatter?

Tempo nel nostro articolo abbiamo detto che questa sindrome, molto sviluppata nei giovani atleti, si definisce apofisite da trazione della tuberosità tibiale nell’inserzione con il tendine rotuleo. 

Il morbo di Osgood Schlatter, infatti si manifesta frequentemente e principalmente se le articolazioni vengono sottoposte a forze di trazione eccessive. Infatti molto spesso può capitare che il carico di lavoro esterno sia troppo grande e quindi risultando eccessivo da sostenere dalle strutture articolari del nostro giovane sportivo.

Cosa causa l’osgood schlatter?

Molti studi hanno ipotizzato i movimenti in grado di provocare la sindrome di Osgood Schlatter ma nessuno ha valutato quantitativamente il carico sul tubercolo tibiale durante questi movimenti.

Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare quantitativamente il carico sul tubercolo tibiale attraverso un approccio biomeccanico, osservando diversi movimenti che potrebbero essere in grado di causare la sindrome, e di comparare il carico fra i diversi movimenti.

8 soggetti maschi sani hanno partecipato allo studio; hanno svolto 4 tipologie di calcio del pallone, due tipologie di corsa, due versioni di squat, 2 di atterraggio dai salti, due schemi di arresto, corsa all’indietro e un movimento di cut/cdd.

Il movimento con maggior momento angolare sugli estensori del ginocchio è stato l’atterraggio su gamba singola post salto, il secondo il movimento di cut.

Osgood schlatter: qual è la soluzione?

Questi movimenti provocano un carico molto alto sulle articolazioni, e in soggetti a rischio possono essere associati ad un aumento di probabilità di contrarre la sindrome di Osgood Schlatter.

Link: http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0190503

Infortunio all’ACL: prevenzione nel basket femminile

Infortunio all’ACL: prevenzione nel basket femminile

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L’infortunio all’ACL è un evento molto comune nel basket, e risulta essere ancora più frequente in quello femminile, a causa delle specifiche biomeccaniche degli arti inferiori delle donne.

I programmi di preparazione fisica dovrebbero focalizzarsi anche sull’aspetto di prevenzione dell’infortunio all’ACL, per cercare di ridurre la frequenza dell’evento e di conseguenza permettere alle giocatrici di non saltare matches importanti per infortunio.

I programmi di prevenzione per l’infortunio all’ACL nel basket femminile sono scarni. Inoltre, non sono riportati programmi che si focalizzino sull’articolazione dell’anca.

Lo scopo di questo studio è stato quello di determinare l’efficacia di un programma focalizzato sull’anca nella prevenzione per l’ACL.

Lo studio è stato condotto per 12 anni; il tasso di infortunio all’ACL nel college femminile è stato registrato nei primi 4 anni. Successivamente è stato implementato un programma focalizzato sull’anca per 8 anni.

Un totale di 309 giocatori è stato monitorato durante il periodo di osservazione e comparato con 448 giocatori che hanno partecipato all’intervento.

Sono stati registrati16 infortuni durante i 4 anni di osservazione, e 9 nel periodo di intervento.

Si può concludere come il programma abbia dimostrato la sua efficacia nella riduzione di infortuni al legamento crociato anteriore.

Link: http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0363546517749474

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