Il Calcio a 5 e’ uno sport caratterizzato da esecuzioni ad alta intensità ad intermittenza con brevi periodi di recupero. Nell’articolo “Effetti della fatica durante il Match di Caclio a 5 sulla performance di corsa e sulle variabili neuromuscolari, ma non sulla velocita’ e precisione del tiro”, abbiamo già analizzato due fattori chiave. Essi erano la distribuzione dell’intensità durante le varie fasi di gioco in relazione alla velocità, e la distribuzione del tempo durante queste fasi. L’analisi di oggi tiene in considerazione, non solo i classici parametri di velocità e tempo nelle fasi, ma una nuova proposta di analisi che è stata sviluppata qualche anno fa da Zito, Pompa e Colli. ( http://laltrametodologia.com/2015/03/17/calcio-a-5-il-modello-di-prestazione-1-parte/)

Dati

Analizzando la letteratura si è visto come i giocatori spagnoli, uno dei massimi campionati di calcio a 5 del mondo, percorrono circa 121 m/min.  Eseguono scatti ogni 79 s con una frequenza cardiaca media del 90% rispetto alla FCmax.
Inoltre si è visto come uno dei fattori importanti per la buona riuscita della gara e per fare rendere al meglio i calciatori è attuare una rotazione. Dato che i cambi sono illimitati l’analisi ha mostrato che ogni calciatore è stato mediamente sul campo per 7 minuti consecutivamente. Questo dato però può essere ancora diminuito se si pensa ad un roster di Serie A1 di calcio a 5. In esso le rotazioni avvengono anche ogni 4-5 minuti.
A livello neuromuscolare il profilo del giocatore di calcio a 5 mostra un alto impiego accelerativo e decelerativo. Il numero di cambi di direzione/minuto è di circa 20,6. Esso esprime una potenza metabolica media di circa 9,6 W/kg. Questo è un dato basilare perché permette di valutare l’impegno medio del calciatore.

Dettaglio monitoraggio 

Approfondendo l’analisi si è rilevata la distribuzione delle azioni con il sistema della velocità. Esse sono per il 66% a bassa velocità (0-6 Km/h); il 23% a medio-bassa velocità (6-11 Km/h); l’8% a velocità media (11-16 Km/h); il 2% ad alta velocità (16-20 Km/h). Solo per l’1% di esse sono fatte ad altissima velocità (>20 Km/h).

Notando invece la distribuzione nelle zone di potenza si è visto come per il 49,9% del tempo il giocatore stia nella zona a bassa potenza (0-5 W/kg); per il 43,1% nella zona a medio-bassa potenza (5-10 W/kg); il 6,1% a media potenza (10-15 W/kg); lo 0,9 ad medio-alta potenza (15-20 W/Kg).

La distribuzione della durata dell azioni ci mostra come il maggior numero delle azioni ha una durata tra 0-2 secondi (85,1%), il 12,4% tra 3″-4″ secondi, il 2,2% tra  5″-7″ secondi e lo 0,3% >8″ secondi.

Vantaggi sulla Programmazione dell’allenamento del cacio a 5

Questi dati sono ricavati tramite sistema GPS ed elaborati con un software di analisi. Essi permettono al preparatore e all’allenatore di elaborare le loro esercitazioni non solo in funzione dell’obiettivo tattico (a basso regime). Si possono anche sviluppare veri e propri giochi di posizione. Partite a pressione, con le sponde attive, così da poter ottenere un condizionamento fisico importante. In quest’ottica si va nella direzione di esclusione quasi completa del lavoro tradizionale a secco.

Potendo utilizzare questi dispositivi solamente in tensostrutture dove la ricezione del segnale sia buona, è possibile solo ad una parte dei preparatori delle serie minori o di alcune società di serie A di poterli utilizzare.
Data la mancanza di sistemi di monitoraggio spendibili per tutti si è pensato ad uno studio pilota. Esso partirà in queste settimane in una squadra di serie A1. Tutto ciò per permettere di quantificare il carico fisico dei giocatori. Si calcoleranno in modo sempre più preciso, le attività condotte ad alto impatto: accelerazioni, decelerazioni, sprint, salti e colpi al pallone. In questo modo si avrà un quadro più completo del profilo fisico e meccanico dell’atleta.

Auspici

In quest’ottica è ipotizzabile, come avviene già nel calcio, calcolare un training load (carico di allenamento) sia giornaliero che mensile. Il monitoraggio avverrà sia in gara che in allenamento. Questo per creare un modello di confronto, ma anche per tenere sotto controllo la mole di lavoro così da ridurre il rischio di infortunio e di recidiva. L’evoluzione della tecnologia, quindi, ci permetterà di pesare a livello fisico e soprattutto individualmente, una ad una le varie esercitazioni. Queste, in conclusione, avranno non solo valenza tattica ma un chiaro e valutato dispendio fisico, così da essere collocate in modo più adatto durante la settimana di allenamento.

 

Co-fondatore di PerformanceLab, blog sulla preparazione fisica. Attualmente lavora come Peparatore fisico e training load analyst per il Torino F.C., società professionistica di Serie A, nella quale segue la preparazione fisica e il monitoraggio dei carichi di allenamento della Primavera. E’ cultore della materia di Basi del Movimento Umano e Teoria e Storia della Metodologia di Allenamento per l’Università degli Studi di Torino, è appassionato al mondo della ricerca nelle scienze motorie e collabora con alcuni professori per lo sviluppo di progetti di tesi e di ricerca.