Corso GPS

Abbiamo visto nei precedenti articoli sulla football periodization come siano le caratteristiche del nostro morfociclo, nel giorno di recupero attivo e nel giorno di tensione. Dal punto di vista fisico si è partiti dal costruire un primo giorno, o prima seduta,  in modo che il recupero dei giocatori sia completo e un’impostazione della seduta, la seconda settimanale, che sia orientata principalmente agli aspetti neuromuscolari. 

La terza seduta: Durata

Seguendo i concetti sviluppati nella programmazione settimanale, il terzo giorno è quello dedicato all’allenamento di durata. Questo è un giorno di acquisizione, probabilmente il più importante in tutto il morfociclo, nel quale i giocatori che hanno partecipato al match hanno raggiunto un ottimanale recupero dal punto di vista psicologico e fisico.

Il terzo giorno solitamente il Giovedì, per chi gioca la Domenica (o il Mercoledì per chi gioca al Sabato), quindi è una seduta che assomiglierà molto alla gara (Gatti e Vulcano, 2015), dove si svilupperanno i principi di gioco (macro) e sotto principi (figura 1) in una condizione di elevata durata di contrazione . Dal punto di vista metabolico, l’obiettivo sarà ricercare all’interno dell’esercizio, a grandi numeri solitamente, un aumento dei parametri di potenza metabolica, accelerazione e decelerazioni, a potenze gara o superiori (10-15% in più).

Figura 1: Gomes, Odesenvolvimento do jogar, segundo a periodizacao tactica, MC Sport, 2008

L’esercitazione, in questa fase, deve avere continuità di esecuzione e deve durare molto (minimo 10 minuti). Le pause dovranno essere poche e non frequenti per non interrompere troppo l’esercizio e per favorire questa continuità.  La complessità dell’esercizio richiamerà, attraverso queste situazioni di gioco, quello che potrà accadere in gara, con elevate intensità di lavoro, di interazione tra giocatori e di concentrazione (figura 2).

Figura 2: Caratteristiche della seduta di Durata

È importante ricordare che quando si parla di massima intensità e complessità, si utilizza come parametro di riferimento la competizione, nulla è più intenso o complesso della competizione.

Le esercitazioni dovranno coinvolgere un gran numero di giocatori da 8 a 11 per squadra, perché tutti i settori e linee saranno connessi fra loro (Bellini, 2018).  Non bisogna confondere la sessione del giovedì con una semplice partitella 11>11 anche se sono contemplate grandi porzioni del nostro gioco, l’approccio non sarà generalista, ma riguarderà alcune priorità stabilite per quel determinato morfociclo.

Si lavorerà su Princìpi e Sottoprincìpi del modello di gioco, utili a superare la squadra avversaria della seguente giornata di campionato. Si tratta di fare esercizi più generali, manipolati in modo tale che avvenga la Ripetizione Sistematica di ciò che vogliamo lavorare”(Tamarit, 2011). Gli esercizi si baseranno su partite con regole specifiche che provocheranno la ripetizione di alcuni comportamenti Le esercitazioni si svolgeranno normalmente su campo intero e avranno maggiore durata rispetto agli altri giorni del microciclo (di conseguenza con minore tensione e velocità di contrazione).

Il carico di lavoro (figura 3) come possiamo osservare è un 75-80% del carico gara, circa di 48 Kj/kg, con un buon lavoro neuromuscolare e non troppa discontinuità tra le esercitazioni e all’interno degli esercizi.

Che contenuti inserire in questa seduta?

Partendo dall’analisi dell’obiettivo e della definizione di questo allenamento, nella nostra programmazione abbiamo deciso di sviluppare un lavoro di questo tipo; la fase iniziale dopo una breve attivazione a secco o tecnica, inizia con un rondos a numeri ridotti (figura 4).

L’obiettivo di questo rondo è sviluppare giocate a terzo uomo, ricercare l’interscambio posizionale all’interno e giocare dentro per attaccare la zona centrale. A livello difensivo l’idea è di chiudere il centro, evitare il passaggio dentro e l’eventuale scambio e gestire le pressioni individuali con una seguente copertura. L’esercizio ha una durata breve 90-120 secondi seguita da una breve pausa e dal cambio dei giocatori dentro. 

Figura 4: Rondos 4+1 vs.2 con interscambio nella zona centrale.

Dopo aver ricercato un’attivazione tecnica e cognitiva con questa esercitazione, abbiamo deciso di inserire nel nostro morfociclo tipo, un gioco di posizione (figura 5) che si trasforma poi in partita a meta dove l’obiettivo è sviluppare un mantenimento e una gestione del possesso attraverso l’uso dei jolly e favorire questa superiorità numerica. Dopo un numero prestabilito di passaggi, ad esempio 10, la squadra in possesso può cercare l’imbucata diretta e l’attacco della meta con un passaggio rasoterra, o una giocata terzo uomo o una palla improvvisa. Queste differenti giocate hanno anche diverso punteggio in funzione dell’obiettivo prestabilito.

Figura 5: GIoco di posizione con utilizzo di jolly

Abbiamo deciso di sviluppare questo lavoro in un campo abbastanza ampio che permettesse il raggiungimento di elevati valori di potenza metabolica e fosse rappresentativo della distanze di gara. Abbiamo scelto uno spazio di almeno 60 metri di profondità, ad esclusione delle zone di meta di 10 metri, con una larghezza di 50 metri. In questo esercizio abbiamo ottenuto una potenza media di 10,5 W/kg, un carico neuromuscolare di 13, un numero di azioni intense per giocatore di 4,5 e un basso tempo di recupero passivo di 17 secondi ogni minuto.

Dopo questa fase centrale, nella fase finale (figura 6) si è deciso di inserire una partita libera, a tutto campo ad esempio, che abbia come obiettivo lo sviluppo delle idee di gioco che la gara successiva ci porterà a mettere in atto. Attraverso una partita sviluppata nelle dimensioni regolari e con poche regole, esempio falli laterali battuti rapidamente o no calci piazzati o rinvio dal fondo se la palla esce fuori, si possono ottenere diversi risultati. Manipolando queste variabili ci siamo accorti come una partita libera con calci piazzati battuti rapidamente e pochissimi interruzioni di questo genere, possa favorire un raggiungimento di una potenza di gara allenante, 10,5 W/kg con diverse picchi individuali, con un carico neuromuscolare di 10 (o del 10% superiore), con un recupero passivo a modello 14,3 s ogni minuto e molte azioni intense 3,8 meno però della fase centrale.

Figura 6: Partita libera 11vs11 campo regolamentare

Sviluppando questi ragionamenti e alla luce del controllo dei carichi nelle settimane di lavoro (figura 7,8,9) si può concludere che sicuramente il terzo giorno è stato e dovrà essere quello di maggiore carico, dal punto di vista metabolico, tecnico-tattico e psicologico.

 

Figura 7,8,9: Distribuzioni dei carichi settimanali per indice di toschi (carico neuromuscolare), minuti di allenamento e carico espresso in Kj

Si può quindi osservare come alcuni allenamenti abbiamo avuto un carico di EE elevato fino a dicembre, con alcuni allenamenti dove il carico fisico è stato diminuito notevolmente per far spazio a lavori più tattico-didattici che essendo discontinui con molte pause non hanno favorito il raggiungimento di un carico soddisfacente. L’andamento dell’indice di toschi non ha seguito la descrizione dell’EE, mentre i minuti di allenamento hanno seguito l’andamento della spesa energetica indicandoci come il carico di lavoro sia strettamente correlato ai minuti di allenamento.

SI può ipotizzare che sia importante controllare e raggiungere una % del carico gara in questa seduta tenendo sotto controllo il rapporto tra il carico espresso in minuti e la spesa energetica. Però, sono sicuramente convinto che allenamenti troppo brevi, inferiori ad un’ora, ma sviluppati intensamente non siano sufficienti ma si deve tendere a raggiungere a livello fisico almeno 50-60 minuti a potenze gara o poco superiori in un allenamento di almeno 90 minuti per avere un buono stimolo sulle componenti metaboliche specifiche del gioco.

 

Co-fondatore di PerformanceLab, blog sulla preparazione fisica. Attualmente lavora come Peparatore fisico e training load analyst per il Torino F.C., società professionistica di Serie A, nella quale segue la preparazione fisica e il monitoraggio dei carichi di allenamento della Primavera. E’ cultore della materia di Basi del Movimento Umano e Teoria e Storia della Metodologia di Allenamento per l’Università degli Studi di Torino, è appassionato al mondo della ricerca nelle scienze motorie e collabora con alcuni professori per lo sviluppo di progetti di tesi e di ricerca.