Nel corso dei mesi siamo riusciti a descrivere quali siano le caratteristiche del nostro morfociclo (tabella 1). Si è visto come nel giorno di recupero attivo, sia tutto svolto per favorire il recupero muscolare e quello psicologico dell’atleta in modo attivo, con un secondo giorno più dedicato alle componenti neuromuscolari chiamato tensione e il giorno successivo più specifico chiamato durata.

Tabella 1: Andamento del morfociclo settimanale. Dalla partita, alla parte di recupero, alla parte acquisitiva, ad una parte di rifinitura fino ad arrivare alla gara per poi ripetere sempre il giro.

Dopo aver descritto, in modo dettagliato, il giorno di durata che allena in maniera preponderante il modello metabolico di prestazione e a livello tecnico-tattico ricerca lo sviluppo dei principi collegati al modello di gioco, ci troviamo oggi a descrivere la seduta successiva chiamata velocità (tabella 2)

Tabella 2: Caratteristiche della seduta di velocità

La quarta seduta: Velocità

L’ultimo giorno quello di velocità, caratterizzato da alte velocità esecutive e molta discontinuità all’interno dell’esercizio, con azioni di breve durata seguite da recuperi completi, ci mostra come, seppur mantenendo un carico neuromuscolare e una potenza in linea con i primi due giorni, questo allenamento ponga l’enfasi più su azioni veloci (ed alte velocità). Riferendoci all’allenamento dei principi e dei sotto-principi, questa seduta dovrà rispettare, a livello teorico, le seguenti indicazioni:

  • Allenamento di una fase o momento del gioco: la transizione

  • Transizione positiva: comportamenti mantenere in rapidità/velocità

  • Transizione negativa: comportamenti da mantenere in rapidità/velocità

L’approccio utilizzato, di tipo sistemico, ci permette di definire la squadra come un sistema, al cui interno si presenta un’assoluta complessità e inseparabilità tra le relazioni che si sviluppano tra i giocatori. Nella seduta di velocità il processo decisionale e la rapidità di azione vengono stimolati massivamente. A livello psicologico il fattore concentrazione, rapida presa di decisione e intensità caratterizzano questa seduta, conferendogli un potere centrale nel morfociclo pur non avendo caratteristiche fisiche e di movimento molto marcate.

Seguendo i concetti già espressi nella programmazione settimanale, andiamo ad osservare quali esercizi e quali idee debba avere questa seduta.

 

Velocità: Parte 1

La prima parte, o parte iniziale, è composta da esercitazioni quali i rondos di attivazione (figura 1). Ad esempio, si può notare come questo rondos sviluppato in uno spazio molto ridotto e con molti giocatori (7vs.2), richieda ai giocatori in mantenimento del possesso un continuo interscambio posizionale dentro, e ai giocatori in difesa di collaborare insieme a trovare le migliori strategie per recuperare la palla e uscire rapidamente sfidando i giocatori sul perimetro in 1vs.1. La situazione cerca di ricreare uno stimolo cognitivo importante, affaticando mentalmente chi è nella fase difensiva per un tempo di esecuzione molto breve, preparando così il giocatore all’allenamento.

 

Figura 1: Rondos attivazionale 7vs.2 – Ricerca della giocata dentro, riconquista della palla e uscita in 1vs.1

Velocità: parte 2

La seconda parte dell’allenamento è stata strutturata in due fasi: fase iniziale e fase conclusiva.

Nella fase iniziale abbiamo deciso di inserire dopo il riscaldamento con i rondos, alcuni lavori più tattici (figura 3). Come si può osservare abbiamo deciso di sviluppare una partita di costruzione, dove l’azione manovrata dal basso poteva avere uno sviluppo in catena laterale o uno sviluppo centrale per andare a segnare nella porticina opposta. L’obiettivo dei giocatori coinvolti nella fase difensiva era di proteggere le porticine, mentre chi era in possesso della palla dopo aver manovrato (numero di passaggi) poteva andare a concludere nelle porticine sfidando il diretto avversario.

Figura 3: Partita di costruzione con azione manovrata dal basso, sviluppo in catena laterale o cambio gioco per attacco del lato debole. Dopo ogni azione la palla ripartiva dal basso e iniziava una nuova azione.

Nella seconda parte, per cercare di allenare i duelli e le conclusioni in porta, abbiamo strutturato delle esercitazioni che presentassero delle situazioni a rapido sviluppo enfatizzando la velocità motoria e di esecuzione.

Ad esempio, in questa esercitazione, figura 3, si è deciso di lavorare sull’1vs.1 e sul 2vs.1. I giocatori avevano pochissimo tempo (5 secondi) per concludere l’1vs.1 e una decina di secondi per concludere i 2vs.1. Dopo aver attaccato e subito il duello difensivo in inferiorità numerica si usciva e si invertivano i ruoli. In questa esercitazione potete notare come, essendoci tanto recupero, alcuni parametri siano molto bassi vista la densità relativa di lavoro. Si può notare però che il rapporto delle azioni di alta intensità (alta velocità/alta potenza) sia molto elevato. Questo sta a significare che le azioni intense di breve durate hanno stimolato in maniera ottimale la componente accelerativa e di velocità.

Figura 3: Situazione con conclusione in porta – Duelli offensivi 1vs.1 e 2vs.1. Chi concludeva con il secondo tiro in porta si fermava a difendere.

Velocità: parte 3

Nella parte finale, dopo aver lavorato sulla costruzione, sui duelli e sulle conclusioni, abbiamo deciso di inserire una partita 8vs.8 + jolly (figura 4), in campo ridotto, cercando di lavorare su quelle che potevano essere le richieste tattiche in gara. La partita ovviamente viene inframezzata da delle pause che non permettono alla potenza di aumentare così tanto, ma la componente accelerativa e di velocità è ugualmente stimolata. A livello di sotto-principi ci siamo focalizzati sul lavorare sulla velocità e il ritmo della circolazione della palla, sul giocare dentro per giocare fuori, sul manovrare l’azione e sul non cercare verticalizzazioni rapide.

Figura 4: Partita a tema o ‘’tattica’’. Si inseriscono elementi che si ritroveranno in gara e si provano a correggere e ad allenare i sotto-principi legati al nostro modello di gioco.

 

Conclusioni

Finalmente siamo arrivati alla conclusioni di questi articoli sulla Football periodization con il modello di periodizzazione tattica in una squadra giovanile under 17. Questa analisi ci ha permesso di poter vedere nello specifico tutti gli elementi, caratteristiche, esercizi e carichi di ogni seduta del morfociclo. A nostro modo di vedere l’allenamento e a mio modo di credere non c’è modo migliore di sviluppare la settimana tipo di una squadra giovanile, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista tattico-tecnico e cognitivo. Ovviamente la periodizzazione tattica ha il grande pregio di aver riportato il gioco al centro del tutto, ma non basta per costruire un atleta. I lavori nella settimana tipo, come quelli che ho descritto, possono essere solo un esempio pratico della nostra e della mia idea di periodizzazione, ma devono essere inclusi in un modello di lavoro che preveda esercitazioni a ‘’secco’’ (per una parte ridotta del volume totale) per l’allenamento della forza, con obiettivi generali e poi specifici, o per le componenti legate alla sprint agility e quickness, molto più generali ma utili sempre a sviluppare il potenziale motorio e coordinativo del nostro calciatore. Diffidate da chi vi dice che la periodizzazione tattica non produce infortuni, ma allenate, lavorate, raccogliete dati e controllate i carichi di lavoro per mantenere al meglio e incrementare la prestazione dei vostri calciatori.

 

 

Co-fondatore di PerformanceLab, blog sulla preparazione fisica. Attualmente lavora come Peparatore fisico e training load analyst per il Torino F.C., società professionistica di Serie A, nella quale segue la preparazione fisica e il monitoraggio dei carichi di allenamento della Primavera. E’ cultore della materia di Basi del Movimento Umano e Teoria e Storia della Metodologia di Allenamento per l’Università degli Studi di Torino, è appassionato al mondo della ricerca nelle scienze motorie e collabora con alcuni professori per lo sviluppo di progetti di tesi e di ricerca.