Recupero e performance fisica sono strettamente correlate fra loro. 

Lo scopo è stato quelli di valutare l’effettiva efficacia di diverse strategie di recupero e performance fisica durante una tre giorni di torneo di basket.

29 giocatori (mean age 19.1 years, s = 2.1; height 1.84 m, s = 0.34; body mass 88.5 kg, s = 14.7) sono stati assegnati ad uno dei seguenti gruppi: carboidrati+ stretching (7.7 g · kg −1 · day −1, s = 1.7; ‘n = 9), immersione in acqua fredda (11°C, 5 × 1; n = 10) o metodo di compressione sugli arti inferiori (18 mmHg, ∼18 h; n = 10). Gli effetti delle strategie di recupero sono stati osservati attraverso test pre e post torneo ed espressi come media di cambiamento (+/- SD).

I cambiamenti sono stati standardizzati per il minutaggio complessivo accumulato. La fatica cumulata è risultata evidente all’interno del torneo, con imparità da piccole a moderate nei test di performance svolti.

Lo sprint e la performance di agility sono diminuiti dell0 0.7% (s = 1.3) e del 2.0% (s = 1.9).

Il vertical jump è diminuito notevolmente dopo il primo giorno per tutti i trattamenti, ed è rimasto ad un valore inferiore post torneo.

L’immersione in acqua è risultata superiore nel mantenere l’accelerazione sui 20m, con solo una riduzione dello 0.5% (s=1.4) dopo 3 giorni, comparata con il 3,2% (s=1.6) del metodo di compressione.

L’immersione in acqua e la compressione (rispettivamente -1.4%,s=1.7 e ‘1.5%,s=1.7) hanno mostrato benefici sostanzialmente identici per quanto riguarda il mantenimento della performance durante la manifestazione, mentre i carboidrati+stretching hanno mostrato una riduzione dello 0.4%.

La flessibilità del sit&reach è diminuita per tutti i gruppi, con la riduzione minore che è stata riscontrata per il gruppo di immersione.

In conclusione, l’immersione in acqua fredda pare essere il metodo migliore per promuovere recupero e performance fisica. 

Link: http://shapeamerica.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/02640410802104912

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