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Che cos’è lo Yo-Yo test?

La letteratura ci dice che lo Yo-Yo test fornisce un modo semplice e valido per ottenere informazioni importanti della capacità di un individuo di eseguire in modo ripetuto un esercizio intenso e per esaminare i cambiamenti nella prestazione (Bangsbo, 2008). Il test ha una elevata riproducibilità e sensibilità, consentendo un’analisi dettagliata della capacità fisica di atleti in sport intermittenti. In particolare, è una valida misura della performance fisica nel calcio.

Durante il test, il carico aerobico si avvicina ai valori massimi, e il sistema energetico anaerobico è altamente impegnato (Krustrup. 2003). Dai dati di Krustrup et al. è emerso come i giocatori con un VO2max > 60 ml/kg/min sono stati in grado di correre più di 2250 m nel test

L’attendibilità dello Yo-Yo test

Ma sarà davvero così? Siamo davvero sicuri che lo Yo-Yo test sia un test di valutazione efficiente dello stato di forma di un atleta?

Nelle studio di Krustrup si è visto ad esempio che quattro individui con quasi lo stesso VO2max di 48-49 ml/kg/min hanno percorso una diversa distanza nel test, rispettivamente 1560, 1760, 2040, e 2200 m.
In questo studio si è visto inoltre che tre soggetti che hanno percorso la stessa distanza (circa 1800m) hanno avuto ognuno con un VO2max diverso (rispettivamente 44,53,57 ml/kg/min).

L’inutilità delle tabelle di conversione

Grazie agli studi e alle analisi del prof. Colli e del gruppo laltrametodologia si è visto come le tabelle di conversione, che sono state usate per convertire la distanza percorsa in una misura di massimo consumo di ossigeno, non sono valide.

Ragionando ancora su questi dati, sempre grazie agli studi di Colli, si evince come il calcolo del costo energetico rivesta un ruolo chiave nell’analisi da effettuare. I soggetti che hanno un alto VO2max ma percorrono poca distanza hanno un costo energetico più alto rispetto ai soggetti che percorrono meno distanza con un VO2max ridotto.

I miglioramenti ottenuti nei risultati di questo tipo di test derivano da una diminuzione del costo energetico e non da un incremento significativo del VO2max poichè i soggetti erano diventati più economici nell’effettuare la navetta ed il cambio di senso.

E’ stato fatto molto e scritto poco (in letteratura scientifica) per sfatare il ”mito” di questo test per la valutazione dello stato di prestazione fisica.

Meglio i test ”Self made”?

Ma allora la domanda è: perché si continua a proporre un test, che non valuta veramente lo stato di forma dei nostri atleti, anziché un ”Self Made Test-esercitazione” che ricalchi più le richieste del modello prestativo?

A voi la parola!!!
Qualsiasi idea, suggerimento e proposta è consigliata e gradita!

Staff PerformanceLab

Per approfondire:
– Bangsbo, Jens, F. Marcello Iaia, and Peter Krustrup. “The Yo-Yo intermittent recovery test.” Sports medicine 38.1 (2008): 37-51.
– Krustrup, Peter, et al. “The yo-yo intermittent recovery test: physiological response, reliability, and validity.” Medicine and science in sports and exercise 35.4 (2003): 697-705.

Per studiare qualcosa di diverso:
– http://laltrametodologia.com/…/le-bugie-dello-yoyo-enduran…/
– http://laltrametodologia.com/2016/09/12/le-minkiate-del-test-leger-sulla-base-dei-dati-del-gps/
– http://laltrametodologia.com/2015/02/03/il-nuovo-che-avanza-la-valutazione-del-calciatore-dallo-yoyo-al-test-di-allenamento-matteo-basile/
– http://laltrametodologia.com/2012/02/07/navetta-calcio-analisi-del-vo2-fc-durante-la-prova/

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