CHE COS’È IL MORBO DI OSGOOD SCHLATTER?

Si definisce con tale termine l’apofisite da trazione della tuberosità tibiale nel punto di inserzione del tendine rotuleo. Il termine “malattia” è improprio in quanto non si tratta di un problema di natura sistemica o infettiva, bensì esclusivamente di ordine meccanico. Il morbo di Osgood Schlatter si manifesta principalmente perché le articolazioni vengono sottoposte a forze di trazione eccessive. Spesso infatti, i carichi di lavoro previsti nelle sedute di allenamento sono eccessivi e le articolazioni dei nostri giovani atleti non sono ancora predisposte a sopportarli.

Questo provoca uno spostamento o una errata ossificazione dell’ apofisi tibiale.  Il nucleo di accrescimento fuori sede porta ad un organizzazione errata del tessuto cartilagineo prodotto. Quest’ultimo, andando ad ossificarsi fuori sede, andrà a formare quella protuberanza tipica della patologia visibile anche ad occhio nudo. Nei casi più gravi tale patologia può portare al manifestarsi di vere e proprie forme di artrosi dell’ articolazione.Tale disturbo simula la tendinite rotulea o una più generica sindrome dolorosa femororotulea. Esso si può manifestare sotto forma di borsite infrarotulea, necrosi asettica dell’estremità della tuberosità tibiale, oppure epifisite della tuberosità tibiale. Una qualunque delle manifestazioni citate può essere la conseguenza di traumi interessanti la tuberosità tibiale. Essa guarisce con estrema difficoltà venendo costantemente irritata dalla trazione esercitata attraverso il tendine rotuleo dal gruppo muscolare del quadricipite. L’area irritata tende ad estendersi dando origine ad una formazione benigna di tessuto osseo in corrispondenza della tuberosità tibiale.

 Il Morbo di Osgood Schlatter rappresenta il 25-30% delle osteocondriti della crescita e il 50% delle osteocondriti del ginocchio. Esso fa parte della grande e perversa famiglia delle apofisiti extra articolari o osteocondriti. Questo tipo di problematiche colpiscono i punti di inserzione dei legamenti e dei tendini nei giovani atleti. I sintomi sono dolore acuto, spesso improvviso, nella parte anteriore della gamba, appena al di sotto della rotula, sulla tuberosità tibiale. Il fastidio aumenta alla semplice pressione delle dita o facendo fare dei movimenti di estensione della gamba in controresistenza.

POSSIBILI TERAPIE

Il morbo di Osgood Schlatter può essere trattato nei seguenti modi:

  • Ghiaccio e riposo fino a completa disinfiammazione della zona;
  • FANS (come l’ibuprofene) anche se l’utilizzo degli anti-infiammatori deve essere per forza regolato dal medico;
  • Utilizzo di una ginocchiera ortopedica o di un rinforzo sottorotuleo. Nel caso in cui si nota una disimmetria degli arti può essere anche consigliata una suoletta il tutto però come sempre deve essere approvato e diagnosticato da uno specialista;
  • Laser terapia e ultrasuoni;
  • Tecar;
  • Kinesio-Tape. Nella fase infiammatoria con paziente senza carico podalico o carico parziale con stampelle, si realizzerà una tecnica drenante di linfo taping. Si sceglierà la lunghezza del nastro in base alla condizione dell’apparato emo-linfatico del paziente. Nella fase di riabilitazione funzionale, con paziente con carico totale e autonomia quasi completa, si realizza una tecnica decompressiva articolare del ginocchio.  Se dovesse servire potrebbe essere utile un sostegno rotuleo. Nella fase di rientro lavorativo o sportivo sarà realizzata una tecnica stabilizzante multiassiale, per garantire un supporto all’articolazione durante le sollecitazioni date dal carico.

 

IL PROTOCOLLO DI PREVENZIONE

Il protocollo di prevenzione è simile a quello di riabilitazione per le tendiniti del quadricipite femorale. La letteratura presenta come terapia d’allenamento un tipo di lavoro eccentrico come prima strategia. Questo tipo di strategia secondo Stanish deve seguire un programma base ben scandito nel tempo e nelle modalità terapeutiche.  L’esercizio proposto è uno squat. Inizialmente senza carico e poi con un sovraccarico, è effettuato a velocità esecutive crescenti e sempre sotto controllo del dolore. Si è dimostrato una riduzione importante del dolore dopo 8 settimane di training eccentrico. 

 

IL PUNTO DI VISTA OSTEOPATICO

Abbiamo preso in considerazione uno studio sul morbo di Osgood Schlatter degli studenti dell’istituto SOMA di Osteopatia di Milano. Da esso possiamo concludere che la maggior parte degli atleti ha mostrato una diminuzione del numero di disfunzioni nel periodo di valutazione e trattamento. Le regioni che si sono meno adattate alla sindrome sono la colonna dorsale e l’ileo. Questo si può ipotizzare sia dovuto da un carico alterato degli arti che si esprime a livello del bacino e della colonna. L’OMT, nei ragazzi colpiti da osteocondrosi, aiuta a mantenere un quadro generale favorevole alla risoluzione sintomatologica, permettendo ai soggetti di non interrompere l’attività agonistica.

Il morbo di Osgood Schlatter è come descritto inizialmente una problematica di tipo meccanico quindi l’osteopata ha la funzione di capire che tipo di strutture stanno lavorando in maniera non fisiologica eliminando tramite il trattamento i blocchi strutturali/viscerali che portano un’errata biomeccanica dell’arto.

 

Alessandro Viganò