Oggi voglio introdurre un metodo di valutazione basato su evidenze e studi scientifici e che segue la biomeccanica del movimento. E’ un movimento comune e molto utilizzato, lo squat con braccia sopra la testa (overhead squat), considerato uno dei “fondamentali”.overhead squat assessment

La presentazione prevederà un’introduzione per spiegare cos’è l’overhead squat assessment e perché si utilizza. Passeremo poi a trattare i segni comuni che si possono riscontrare e vedere che comportano patterns disfunzionali.

 

Definizione di Overhead Squat Assessment

 

Overhead Squat Assessment (OHSA) – Una valutazione posturale dinamica/transitoria che combina la flessione della spalla nel suo range finale con uno squat (trasferimento sit-to-stand).

 

Perché l’Overhead Squat Assessment (rilevanza)?

 

Questa valutazione è stata progettata per evidenziare le deviazioni dal movimento ideale con l’intento di informare riguardo la selezione dell’intervento. Le valutazioni posturali dinamiche sono particolarmente adatte per evidenziare schemi di movimento alterati che possono incorporare più segmenti corporei, articolazioni, muscoli, fascia e/o strutture neurali. Cioè, questa categoria differisce dalla maggior parte delle valutazioni che tentano di identificare una singola struttura o movimento articolare che potrebbero contribuire ai problemi del cliente. Ad esempio, sebbene un test muscolare manuale per il medio gluteo possa indicare una debolezza dello stesso, l’Overhead Squat Assessment può implicare che questa debolezza sia un fattore contribuente ad un pattern di compensazione degli arti inferiori che include strutture addizionali che attraversano l’anca, il ginocchio e la caviglia – come spesso accade quando un individuo esibisce il segno Knees Bow In (discusso in maggior dettaglio di seguito).

 

Cosa non è l’Overhead Squat Assessment:

 

la valutazione dell’overhead squat non è un test diagnostico. L’overhead squat non è progettato per essere una valida misura di patologia articolare o muscolare, non è stato progettato con l’intento di aiutare nella diagnosi differenziale e non deve essere usato come una valutazione “catch-all” che sostituisce tutte le altre valutazioni. Il Brookbush Institute raccomanda che l’OHSA sia una valutazione utilizzata in un gruppo di test che può includere anche un esame soggettivo, test speciali/ortopedici, la goniometria, test di lunghezza muscolare e test muscolari manuali, a condizione che i test rientrino nell’ambito di applicazione del professionista del movimento umano.

L’Overhead Squat Assessment è uno dei molti strumenti presenti nel nostro insieme di valutazioni. A differenza dei test speciali (ad es. il Lachman Test) che vengono utilizzati per diagnosticare/determinare la probabilità di patologia, l’Overhead Squat Assessment è una valutazione progettata per aiutare nello sviluppo di una routine (sequenza di esercizi e interventi) per migliorare la qualità del movimento umano. Se i risultati di una valutazione soggettiva e/o di test speciali implicano che potrebbero essere necessaria la visita di un medico o l’imaging per confermare o rifiutare la possibilità di patologie articolari, muscolari, fasciali o nervose, l’Overhead Squat Assessment può essere controindicato.

overhead-squat-assessment

Un “sbirciatina” nella mente dei giganti – “La base primaria dell’approccio funzionale alle sindromi dolorose muscoloscheletriche (ortopediche) è l’interdipendenza di tutte le strutture …” – Vladimir Janda (3). Il concetto che il dolore e la disfunzione posturale possono essere correlati sembra essere stato adottato dopo le pubblicazioni di Kendall e Janda negli anni ’50 – ’60 (1-3); una relazione che è supportata da dozzine se non da centinaia di studi (vedi “Validità e affidabilità” di seguito). Il termine “interdipendenza” si è evoluto e viene spesso definito “interdipendenza regionale”, un concetto coniato da Wainer et al. nei primi anni 2000 (12, 13), e di nuovo supportato da dozzine di studi (vedi “Interdipendenza regionale” sotto)

Simile per natura a una valutazione di postura statica (ad esempio il  Plumb Line Assessment, valutazione con filo a piombo), l’Overhead Squat Assessment è progettato per evidenziare le deviazioni da un modello di movimento ideale e/o l’allineamento ideale di ossa e articolazioni. L’Overhead Squat Assessment potrebbe essere visto come una progressione della valutazione del filo a piombo in quanto è dinamico, funzionale (correlata a: trasferimento sit-to-stand, accovacciarsi e saltare) e probabilmente più provocatorio. La natura di questa valutazione consente la costruzione di un protocollo e di una serie di segni affidabili, i modelli di compensazione che sono appena percettibili durante una valutazione di postura statica, ma che sono identificati in modo coerente e facile durante l’Overhead Squat Assessment.

 

Costruire un modello di movimento ideale.

 

Definire il termine “Postura“:

 

La definizione che si trova di questo termine ha portato ad una confusione del suo significato, ad una critica ingiustificata del modello di disfunzione posturale, nonché a domande sulla validità dell’Overhead Squat Assessment. Occasionalmente si trovano articoli che respingono l’idea di “postura” come un contributo alla patologia e alle prestazioni compromesse, solo per trovare nella conclusione del articolo una soluzione valida per correggere la stessa cosa della quale non sono d’accordo. La definizione di postura ideale secondo l’Istituto Brookbush è:

artro- ed osteo-cinematica ideali mantenute da attività mio-fasciale e lunghezza ottimali, come risultato di sensazioni accurate, integrazione ed attivazione da parte del sistema nervoso, sia staticamente che dinamicamente.

Per corollario: “La disfunzione posturale” è l’assenza di una postura ideale a causa del maladattamento da parte di uno o più tessuti all’interno del sistema di movimento umano.

 

Allineamento ideale (punti di controllo della catena cinetica) durante una valutazione di squat overhead.

 

In alcune valutazioni, inclusa l’Overhead Squat Assessment, i risultati vengono confrontati con un insieme di “dati normativi” utilizzati per costruire un “modello ideale”. Tutte le valutazioni sono progettate per definire, confrontare o illustrare le differenze tra un insieme normale e un insieme anormale. L’Overhead Squat Assessment confronta un “modello ideale” con una serie di noti “disturbi del movimento/disfunzioni posturali”. Questi “difetti” sono stati precedentemente descritti da Janda, Sahrmann, Chaitow, Leigenson e Clark et al. (1-4, 9, 10).

 

“Il modello ideale” (vale a dire un insieme di norme):

 

  • Piedi: larghezza delle anche (2° dito direttamente sotto l’ASIS, cioè larghezza dell’articolazione dell’anca), i piedi sono paralleli l’uno all’altro (2° dito rivolto in avanti), l’arco longitudinale mediale del piede viene mantenuto. E’ la stessa cosa che alzare le braccia e guardare qual è il dito che guarda avanti (l’indice, altrimenti la mano sarebbe “storta”).
  • Spazio al dibattito: in base alla ricerca disponibile sulla caviglia, può esistere un ideale meno “rigido”; tuttavia, questo è probabilmente influenzato dalla popolazione trattata e dal repertorio di interventi. La posizione del piede viene comunemente indicata tra la larghezza dei fianchi e delle spalle (leggermente più larghi rispetto ai fianchi), e i piedi paralleli possono riferirsi al primo o al secondo dito parallelo (alluce o secondo dito). Spesso, i professionisti permettono una significativa quantità di “turn out” durante uno squat e difendono la posizione del piede, dicendo che “15° di rotazione esterna alla caviglia sono normali”. 15° di “turn out” del piede/caviglia, usando il centro del piede come posizione di riferimento, è un sufficiente “turn out” per ottenere che il 1° dito sia rivolto in avanti. Dal punto di vista clinico, le linee guida più rigide descritte sopra si sono dimostrate più provocative/sensibili e, di conseguenza, hanno prodotto esiti più coerenti e positivi.
  • Ginocchia: sotto i fianchi, le proiezioni delle ginocchia rivolte in avanti, l’asse della rotula centrato sul secondo e terzo dito (dita dei piedi).
  • Pelvi: normale curva lombare, bacino neutro (spina iliaca antero-superiore (ASIS), entro un pollice del livello della spina iliaca postero-superiore (PSIS)), assenza di asimmetria da destra a sinistra.
    • Durante l’Overhead Squat Assessment, da una visione laterale, la linea tra ASIS e PSIS e la linea medio-ascellare dovrebbero rimanere a circa 90º.
  • Tibia e tronco: la tibia e la linea medio ascellare devono rimanere parallele l’una all’altra in tutto l’OHSA.
  • Cingolo scapolare: scapole verso il basso e indietro (rotazione verso l’alto e ribaltamento posteriore (posterior tipping) senza elevazione eccessiva)

overhead squat assessment

  • Braccia: le braccia rimangono in linea con il busto con i gomiti bloccati, mantenendo all’incirca 180º di flessione e 150º a 170º di abduzione.

 

 

 

Quando si chiede di eseguire l’Overhead Squat Assessment non si danno tutte le istruzioni riportate, altrimenti si farebbe confusione e ci sarebbero troppi bias. Le uniche cose che di dovranno dire saranno piedi paralleli e secondo dito avanti, bacino allineato e alza le braccia.

 

Istruzioni per la configurazione:

 

  • Non indicare l’obiettivo della valutazione, o quali segni stai cercando durante la valutazione, in modo che i clienti non tentino di assumere una “postura ideale” e alterino i risultati dell’Overhead Squat Assessment .
  • Chiedere di stare in piedi con la larghezza dei piedi pari alle anche.
  • Poiché il posizionamento del piede può essere un po’ casuale, e un individuo può assumere una posizione confortevole del piede, regolare manualmente la posizione del piede in modo che l’Overhead Squat Assessment venga fatto con la posizione ideale.
  • Chiedere di raggiungere la posizione “diritta” con le braccia sopra la testa ed i gomiti “bloccati”.
  • Chiedere di “sedersi” e “alzarsi in piedi” il numero di volte necessario per valutare se i segni discussi di seguito sono presenti.
Consigli utili:

Per coloro che non sanno come accovacciarsi o sono a rischio di cadute, questo può essere fatto con una sedia, e pensato come una “valutazione di trasferimento sit-to-stand”.

Per gli esercizi avanzati e gli atleti che possono “sapere che aspetto dovrebbe avere uno squat”, può essere utile farlo fare facendo chiudere gli occhi, riducendo l’input visivo e la capacità di auto-correzione.

Errori comuni:

Attenersi ai “segni”: è allettante iniziare a notare ogni “deviazione” basata su un frame-of-reference personale dello squat. Gli unici segni che sono stati correlati con la disfunzione e l’intervento riuscito sono i segni discussi di seguito. L’aggiunta di ulteriori segni alla valutazione, per quanto ben intenzionata, possono servire a invalidare la valutazione e/o a ridurne l’affidabilità.

 

Segni comuni di disfunzione:

 

È importante attenersi strettamente ai segni di disfunzione elencati per diversi motivi.

  1. L’affidabilità inter- e intra-tester dipende da osservazioni coerenti di tutti i valutatori, ogni volta che viene utilizzata la valutazione.
  2. Alcune osservazioni possono essere correlate in modo non corretto con la disfunzione o la selezione dell’intervento.
  3. Non cercare osservazioni che non possono essere spiegate dalla tua attuale base di conoscenze.
  4. I seguenti segni sono basati su prove provenienti da ricerche e risultati di terze parti.

Sebbene la scoperta e l’innovazione siano sempre benvenute, il metodo scientifico dovrebbe essere la base. Per lo meno, ogni nuovo segno dovrebbe essere aggiunto seguendo un ideale definito e la deviazione dovrebbe quindi essere valutata in ogni individuo. I segni comuni sono:

  • Feet flatten (pieti appiattiti)
  • Feet turn-out (piedi ruotati fuori)
  • Knees bow-in (ginocchio valgo funzionale)
  • Knees bow-out (ginocchio varo funzionale)
  • Excessive lordosis/Anterior pelvic tilt (lordosi eccessiva/tilt pelvico anteriore)
  • Excessive forward lean (busto sbilanciato avanti)
  • Arms fall (braccia cadenti)
  • Shoulder girdle elevation (elevazione delle spalle)
  • Asymmetrical weight shift (spostamento del peso asimmetrico)

Nei prossimi articoli entreremo più nel merito riguardo questi ed altri aspetti importanti della valutazione e della postura.

 

Bibliografia:

  1. Florence Peterson Kendall, Elizabeth Kendall McCreary, Patricia Geise Provance, Mary McIntyre Rodgers, William Anthony Romani, Muscles: Testing and Function with Posture and Pain: Fifth Edition © 2005 Lippincott Williams & Wilkins
  2. Phillip Page, Clare FrankRobert LardnerAssessment and Treatment of Muscle Imbalance: The Janda Approach © 2010 Benchmark Physical Therapy, Inc., Clare C. Frank, and Robert Lardner
  3. Janda V. Evaluation of Muscle Imbalances. In: Leibenson C, Rehabilitation of the Spine: Second Edition © 2007 Williams and Wilkens: Chapter Ten, pg. 204 – 225
  4. Shirley A Sahrmann, Diagnoses and Treatment of Movement Impairment Syndromes, © 2002 Mosby Inc.
  5. David G. Simons, Janet Travell, Lois S. Simons, Travell & Simmons’ Myofascial Pain and Dysfunction, The Trigger Point Manual, Volume 1. Upper Half of Body: Second Edition, © 1999 Williams and Wilkens
  6. Cynthia C. Norkin, D. Joyce White, Measurement of Joint Motion: A Guide to Goniometry – Third Edition. © 2003 by F.A. Davis Company
  7. Carolyn Richardson, Paul Hodges, Julie Hides.  Therapeutic Exercise for Lumbo Pelvic Stabilization – A Motor Control Approach for the Treatment and Prevention of Low Back Pain: 2nd Edition (c) Elsevier Limited, 2004
  8. Vleeming, Mooney, Stoeckart.  Movement, Stability & Lumbopelvic Pain: Integration of Research and Therapy.  (c) 2007 Elsevier, Limited
  9. Craig Leibenson.  Rehabilitation of the Spine: A Practitioner’s Manual – Second Edition (c) 2007 Lippencott Williams & Wilkins
  10. Dr. Mike Clark & Scott Lucette, “NASM Essentials of Corrective Exercise Training” © 2011 Lippincott Williams & Wilkins
  11. Donald A. Neumann, “Kinesiology of the Musculoskeletal System: Foundations of Rehabilitation – 2nd Edition” © 2012 Mosby, Inc.
  12. Sueki, D. G., Cleland, J. A., & Wainner, R. S. (2013). A regional interdependence model of musculoskeletal dysfunction: research, mechanisms, and clinical implications. Journal of Manual & Manipulative Therapy21(2), 90-102.
  13. Wainner RS, Flynn TW, Whitman JM. Spinal and extremity manipulation: the basic skill set for physical therapists. San Antonio (TX): Manipulations, Inc; 2001.

Preparatore Atletico Professionista (FIGC). Laureatosi in Scienze Motorie (STAS) presso l’Università di Bologna, ha conseguito anche il Master in Preparazione atletica nel calcio con le Università di Pisa e Verona. Nel 2015 ha completato il Master di Coverciano per Preparatori Professionsti di Calcio. Sul campo vanta esperienze con diverse squadre di rilievo: gli Allievi nazionali del Modena Calcio, e col Padova, i Giovanissimi nazionali, gli Allievi regionali, gli Allievi élite, gli Allievi Nazionali (finale scudetto 2016/17) e la Prima squadra (serie B) di mister Pea a Padova. E’ stato responsabile dei Preparatori del Settore Giovanile del Padova nel periodo 2015/17. Oltre ad organizzare eventi con l’AIPAC Veneto, è il referente in Italia di una ditta americana che produce un treadmill subaqueo (HydroWorx) e il referente in Veneto di una ditta iltaliana di propriocezione che lavora stabilmente in NBA (Delos).