Nel corso degli anni è stata molto utilizzata la tecnica della match analysis, descritta anche nel nostro Corso Base sui GPS nel calcio per analizzare la prestazione dei calciatori durante le partite.

Gli studi sono partiti nell’osservare e analizzare la gara suddividendo la distanza percorsa del calciatore nelle fasce di velocità, poichè si pensava che fosse il modo più adatto per calcolarne tale impegno.

Nel nostro articolo completo, qui per leggerlo tutto, sul modello di prestazione potete trovare molte informazioni interessanti da conoscere subito ed applicare con i vostri calciatori!

Oggi però vediamo un argomento cruciale e fondamentale per tutti gli sport scientist il mito del calcolo della velocità!

Perchè è stata importante la velocità?

Analizzando e cercando di determinare non solamente la distanza totale percorsa in ciascun ruolo, descritta in questo articolo, alcuni autori hanno cercato di quantificare l’alta intensità. Withers et al. , ha notato che i terzini sprintano più del doppio delle volte rispetto ai difensori centrali, mentre i centrocampisti e gli attaccanti sprintano significativamente più volte rispetto ai difensori centrali.

Che differenze ci sono tra i ruoli per la velocità?

Ci sono differenze individuali maggiori nelle richieste fisiche dei giocatori, in parte correlate al loro ruolo nella squadra. Un gran numero di studi ha comparato la prestazione rispetto ai vari ruoli (Bangsbo, 1994; Bangsbo et al., 1991; Ekblom, 1986; Reilly & Thomas, 1979).

In uno studio sui giocatori di alto livello (Mohr et al 2003) trova che i difensori centrali coprono minori distanze totali di corsa ed effettuano meno corse ad alta intensità rispetto ai giocatori in altre posizioni, la quale cosa è probabilmente è strettamente connesso con il ruolo tattico del difensore centrale (Bangsbo, 1994; Mohr et al, 2003).

Che distanze coprono i terzini?

Anche Mohr (2003) ha riportato che i terzini coprono una distanza considerevole ad alta intensità e sprintando maggiormente, mentre effettuano un minor numero di colpi di testa e di contrasti rispetto ai giocatori delle altre posizioni di gioco. Gli attaccanti coprono distanze ad alte intensità uguali ai terzini e ai centrocampisti, ma sprintano significativamente più a lungo dei difensori centrali e dei centrocampisti.

Ma anche la necessità di sprintare è dettata dalle richieste dell’allenatore. Inoltre Mohr e collaboratori, nello stesso studio del 2003 mostra che gli attaccanti hanno un più marcato declino nella distanza di sprint rispetto ai difensori e ai centrocampisti.

Che distanze coprono i centrocampisti?

Il centrocampista compie molti contrati e copre una distanza totale e una distanza ad alta intensità simile ai terzini e agli attaccanti ma sprintando meno. Studi precedenti hanno mostrato che i centrocampisti coprono una grande distanza di corsa durante una partita rispetto ai terzini e gli attaccanti (Bangsbo, 1994; Bangsbo et al, 1991; Eblom, 1986; Reilly &Thomas, 1979).

Che distanze coprono gli attaccanti?

Queste differenze possono essere spiegate dallo sviluppo delle richieste fisiche dei terzini e attaccanti, poiché, in contrasto con studi recenti (Bangsbo, 1994), Mohr (2003) osserva che i giocatori subiscono un calo significativo nella corsa ad alta intensità verso la fine della partita.

Questo indica che quasi tutti i giocatori d’elite utilizzano la loro completa capacità fisica durante la partita. Le differenze individuali non sono solo relative alla posizione in campo.

All’interno di ogni posizione di gioco vi sono variazioni significative nelle richieste fisiche che deriva dal ruolo tattico e dalla capacità fisica del giocatore.

Le differenze individuali nello stile di gioco e nella prestazione fisica possono essere prese in considerazione quando si deve pianificare l’allenamento o la strategia nutrizionale.

Cosa succede nel nostro studio?

Nel nostro studio da noi condotto, che potresti realizzare anche tu come spiegato qui, la velocità è stata classificata nelle sei classi (i.e., Walking; Jogging; Low Speed Running; Intermediate Speed Running; High Speed Running; Maximum Speed Running) è stata registrata in relazione alla durata trascorsa (rispettivamente di 3068 ± 284, 994 ± 139, 529 ± 151, 133 ± 49, 45 ± 22 e 16 ± 13 s) e alla distanza percorsa (rispettivamente di 2834 ± 255, 2283 ± 335, 1917 ± 552, 654 ± 242, 270 ± 132 e 113 ± 97 m). 

Il tempo trascorso e la distanza percorsa nelle varie classi di velocità sono stati anche esaminati in relazione ai due tempi di gioco ed alla vittoria e sconfitta, come rappresentato di seguito nel grafico 1 e nel grafico 2. 

 

Grafico 1. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita vittoriosa nei due tempi di gioco.

Grafico 2. Distanza (m) e tempo (s) secondo le classi di velocità durante una partita persa nei due tempi di gioco.

Nella tabella 2 i parametri di tempo e distanza sono stati suddivisi per ruoli tattici e classificati anch’essi in funzione del risultato finale.

Tabella 2. Distanza (m) e tempo (s) in relazione alle classi di velocità, occorrenti durante una partita vittoriosa (V) e perdente (S), specificatamente per i difensori (DC), esterni difensivi (ED), centrocampisti (CC) e attaccanti (AT).

Basta tenere in considerazione solo la velocità?

Da qualche anno, perfortuna, alcuni autori sia italiani che internazionali si sono interrogati su questa domanda. Grazie agli studi condotti in letteratura scientifica dal Prof. di Prampero e all’idee del Prof. Colli, si è visto che tutte le apparecchiature di rilevazione elettronica della match analysis e i sistemi GPS (per saperne di più), ormai ampiamente diffuse, che si limitano nell’analisi solamente dei tratti percorsi a diverse velocità, ad esempio > 20 km/h, si dimenticano che per andare a 20 km/h bisogna arrivarci accelerando e soprattutto, dopo, bisogna anche frenare (Colli, 2011). 

Da qui, negli studi condotti negli ultimi 5-6 anni, si è compreso ancora di più che la sola velocità non può considerare il reale impegno del calciatore, bensì è fondamentale conoscere il costo energetico delle fasi di gioco e conoscere la potenza metabolica.

Inoltre, queste corse ad alta intensità/ad alta potenza, cioè con impegni esplosivi di forza, si combinano spesso con cambi di direzione che, a seconda dell’angolo che si stabilisce fra la prima fase di corsa e la successiva, possono anche divenire dei cambi di senso dove la capacità di decelerazione risulta essere di estrema importanza.

Cosa dobbiamo sapere sul modello di prestazione?

Per la corretta conoscenza del modello di prestazione, qui puoi leggere che cos’è, risulta fondamentale conoscere si la velocità raggiunta dai giocatori nelle diverse fasce, eventualmente il picco di velocità massima, ma completare l’analisi, come vedrete nel prossimo articolo, con il modello accelerativo/decelerativo e l’analisi della potenza metabolica nelle diverse fasi di gioco e categorie di potenza metabolica. Ciò forse, però non potrebbe ancora bastare….

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