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Come già detto nell’articolo precedente,  è importante conoscere il modello di prestazione, partendo da una revisione sistematica della letteratura fino a creare un modello personalizzato per la propria categoria.

Inoltre, nella nostra pubblicazione Analisi della prestazione di una squadra giovanile professionista di calcio mediante l’utilizzo di GPS,  potete trovare, in modo dettagliato la descrizione dell’obiettivo dello studio, del materiale e delle procedure utilizzate per la raccolta dati. 

Come utilizzare la potenza metabolica?

Il modello della potenza metabolica, descritto nel dettaglio nel Corso Base GPS nel Calcio, è stato utilizzato e pubblicato per la prima volta nell’articolo di Osgnach et al, nel 2010 (29).  

Da quel momento, oltre al calcolo delle accelerazioni, il calcolo del costo energetico e della potenza metabolica ha rivestito un ruolo chiave nella quantificazione della spesa energetica. 

Questo nuovo approccio ha permesso di poter conoscere il costo energetico delle azioni in accelerazioni partendo dal modello della corsa continua in salita a varie velocità e pendenze pubblicato da Minetti et al, 2002 (27).

Da un punto di vita dei calcoli nel sistema utilizzato dal software LagalaColli è stata modificata l’equazione di Minetti, riadattandola al costo energetico della corsa dei calciatori sull’erba (4.6 j/m/kg).  

Pertanto, è stato verificato un coefficiente di correlazione di 0.9991 tra i valori di questa nuova formula e quelli edotti dalla formula di Minetti, riportando divergenze per il costo energetico (e per la potenza metabolica) con quest’ultima formula non superiori al 3% medio (11).

In quante categorie si suddivide la potenza metabolica?

L’attività dei giocatori durante la gara è stata determinata usando il tempo (s) della prestazione e la distanza (m) percorsa nelle diverse categorie di velocità (i.e., Walking, <6 Km/h; Jogging, 6-11 Km/h; Low Speed Running, 11-16 Km/h; Intermediate Speed Running, 16-20 Km/h; High Speed Running, 20-24 Km/h; Maximum Speed Running, >24 Km/h) e potenza metabolica (i.e., Very Low Metabolic Power, 0-5 W·Kg⁻¹; Low Metabolic Power, 5-10 W·Kg⁻¹; Intermediate Metabolic Power, 10-20 W·Kg⁻¹; High Metabolic Power, 20-35 W·Kg⁻¹; Elevate Metabolic Power, 35-55 W·Kg⁻¹; Max Metabolic Power, >55 W·Kg⁻¹).

Inoltre, la potenza metabolica è calcolata anche come media di ciascun tempo di gioco e in funzione delle fasi di gioco: fase di possesso, fase di non possesso e fase con la palla inattiva.

Quanto è determinante l’accelerazione per la potenza metabolica?

L’accelerazione non è stata classificata in maniera tradizionale, bensì, per tale finalità, si è scelto di utilizzare il modello creato da Colli e colleghi (11) atto a quantificare l’entità sia delle accelerazioni che delle decelerazione, rilevate tramite il GPS.

Tale modello ha permesso di generare una classificazione in funzione di un indice di accelerazione massimale dipendente dalla velocità. In base all’algoritmo utilizzato dal software, sono state selezionate come accelerazioni intense solamente quelle oltre il 50% della massima accelerazione possibile a qualsiasi velocità, mentre tutte le altre azioni sono state classificate come accelerazione moderate (11).

La nuova equazione per calcolare l’intensità delle accelerazioni

A titolo esemplificativo, se l’atleta si sta spostando a velocità estremamente ridotte (0-8 km/h) accelererà in modo elevato anche per arrivare ad una velocità di 5-7 m/s2; diversamente, se l’atleta si sta spostando già ad una velocità di 18-22 km/h, la sua accelerazione sarà solo di 2-3 m/s2, sebbene massimale (figura 1).

Invece, un discorso diverso è stato sviluppato per le decelerazioni, considerate moderate o intense secondo una soglia di demarcazione posta a -2 m·s⁻².

Figura 1. Modello rielaborato nel quale se aumenta la velocità massima raggiunta dal soggetto,
la pendenza della retta tra velocità ed accelerazione non cambia (Colli et al., 2014).

Il tempo e la distanza nelle categorie di velocità e potenza metabolica, la distanza totale, la potenza metabolica media in tutte le fasi, il dispendio energetico totale, le accelerazioni, le decelerazioni, la % dei W>VAM t>=3″, la % della distanza equivalente, la % >20 W/tempo totale, la distribuzione del recupero passivo (0-5 W·Kg⁻¹) nelle varie zone (20-40 s, 40-60 s e >60 s) e i cambi di direzioni maggiori e minori di 30° sono stati divisi registrati separatamente per l’analisi del primo e secondo tempo.

Inoltre, è stata utilizzata un’applicazione per dispositivi Android, denominata App Tattica (Spinitalia SRL, Roma, Italia) per valutare il tempo nelle fasi di possesso e di non possesso di pausa con palla inattiva (i.e., periodo di sospensione del gioco dovuto a infortuni, falli, gol, rimesse laterali, interventi arbitrali o di altra natura in cui il pallone non è giocabile).

Quanto è importante sapere il tempo nelle fasi di gioco?

Nello studio, sono stati analizzati il tempo di possesso, non possesso e di palla inattiva per ogni singolo incontro (Tabella 1).

Tabella 1. Andamento del tempo (s) nelle fasi di possesso, non possesso e palla inattiva durante le partite monitorate. Le fasi di possesso palla sono suddivise per 1° e per 2° e la somma è rappresentata nel gruppo ‘’Partita’’. I dati ‘’Totali’’ sono presentati come media e deviazione standard.

Nel prossimo articolo  vi descriveremo, in modo dettagliato, tutti i risultati del nostro studio sulla categoria giovanile, under 16, per poi confrontarli con i dati under 15, già pubblicati e spiegati nel Corso Online.

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