INTRODUZIONE

Ci troviamo ogni giorno ad affrontare situazioni che impegnano le nostre forze, che ci sottraggono energia. Queste situazioni talvolta ci mettono anche in difficoltà, creano tensioni, nervosismi, lasciandoci in balia dello stress. Ecco quindi che il nostro corpo arriva al punto di crollo. Qui il nostro corpo paga il conto. Una delle strutture che spesso ne risente è la bocca.

La bocca è un complesso di elementi con svariate funzioni. La lingua per esempio. Un muscolo a tutti gli effetti, con un ruolo fra i tanti nella fonazione. Con la parola noi comunichiamo, spieghiamo, urliamo, sussurriamo, viviamo. Inoltre la lingua ha un ruolo anche nella masticazione, nella deglutizione fin nella postura.

Un’altra struttura che concorre alla formazione della bocca sono i denti. Suddivisi in decidui, o da latte, sostituiti poi dalla dentatura definitiva. Ultimi temporalmente i denti del giudizio. Noi con i denti prevalentemente mastichiamo, ma fin dalla preistoria l’essere vivente usava i denti come arma, come avvisaglia per i nemici. Inoltre i denti godono di una propriocettività particolarmente elevata.

Ecco che questi pochi elementi racchiudono quello che noi siamo. Analizzando la bocca nel corso dell’evoluzione dell’uomo, quando stava a 4 zampe la forza di gravità favoriva il posizionamento in occlusione, e in scarico. Via via con il modificarsi della posizione dell’uomo, si è arrivati alla postura eretta. In questo stato la bocca, la mandibola nello specifico, si trova obbligata a combattere contro una gravità che in assenza dei tiranti muscolari ci vedrebbe tutti a bocca aperta, e non per lo stupore.

PROBLEMI STOMATOGNATICI – POSTURA

È chiaro quindi che, intersecando aspetti psico-emotivi, ad aspetti prettamente anotomo-meccanicisti, troviamo la ricetta perfetta per sviluppare problematiche stomatognatiche note come trisma mandibolare, bruxismo e via dicendo.

Bruxismo: Condizione in cui la persona digrigna i denti con sfregamento delle superfici dentali.

Trisma mandibolare: Condizione per la quale il soggetto ha un’apertura della bocca limitata; patologia che può essere secondaria a infezioni da tetano o malattie del sistema nervoso

Parole non dette, discussioni trattenute, rabbia repressa, stress, immaginando che tutto questo debba sfogarsi, uscire dal nostro corpo, la bocca serrando lo trattiene dentro. L’osteopatia preservando la filosofia originale, cerca di porre al centro il corpo come unità, in questo caso lavorare dal punto di vista piscologico, e agendo con farmaci miorilassanti può anche non essere sufficiente. 

Cercando la causa dal punto di vista osteopatico però, si possono scoprire disfunzioni della muscolatura masticatoria che se in spasmo (contrazione mantenuta) veicola alterati scorrimenti dell’articolazione temporo-mandibolare.

A ciò è possibile che il paziente associ dei suoni definiti click mandibolari. Essi si palesano con dolori, fatica a masticare in maniera fluida, ricorrenti mal di testa tensivi, dolori nella zona tra orecchio e occhio. Nei casi più acuti cervicalgie che non rispondo in maniera ottimale all’assunzione di farmaci. Esiste una test che può aiutare la persona a rendersi conto se ‘’stringe i denti’’ o meno. Occorre che il soggetto presti attenzione all’impossibilità di mantenere la bocca aperta e rilassata. A ciò si deve notare il tentativo di interporre lingua, labbra, guance per dare uno scarico a muscoli e articolazioni.

A tal proposito, infatti, è ormai noto come molti professionisti nell’ambito odontoiatrico si affidino all’osteopatia per lavorare in maniera funzionale e sinergica nell’interesse della postura del paziente.

CORRELAZIONI CON LO SPORT

Negli sportivi invece lo stringere i denti deve essere interpretato tenendo in considerazione svariati fattori. Il tipo di sport, il livello della competizione e avendo sempre un quadro chiaro delle condizioni dell’atleta.

Negli sport di contatto è di uso essenziale il paradenti. Esso ha l’obiettivo di proteggere dai colpi. Spesso però questo dispositivo, o varianti dello stesso, vengono usati come un vero e proprio scarico. Tutto ciò col fine di evitare che i denti vengano messi a contatto usurandone corone e cuspidi. Il Bite può davvero essere utile per uno sportivo. Esso interviene nel riequilibrio della postura contribuendo ad un miglior bilanciamento del carico sulle piante dei piedi (Catene muscolari). Inoltre assorbe le vibrazioni durante la performance atletica, prevenendo microtraumi dovuti all’impatto.

Un bite ben calibrato interviene indirettamente nello scarico delle forze che entrano in gioco nell’attività. Questo vuole dire maggiore efficienza nel reclutamento muscolare, fluidità nel gesto, minor sforzo mentale avendo tolto una possibile interferenza afferenziale. (informazioni errate che dalla periferia giungono al nostro cervello).

È importante però ricordare che il bite, come ogni dispositivo ausiliario, è necessario che sia calibrato e confezionato ad hoc per ogni soggetto. Sono sconsigliati i bite fai da te.

I giocatori di basket Nba utilizzano il bite sia come scarico che come protezione, così come molti calciatori. Esso è molto diffuso anche nel golf.  Grazie ad esso i giocatori riescono a scaricare la forza stressogena accumulata nei muscoli soprattutto trapezio, s.c.o.m. e nella muscolatura propria del rachide cervicale.

Jacopo Seveso