La moderna metodologia degli small sided games

Oggi riprendiamo a parlare di small sided games presentando un nuovo studio originale pubblicato su Italian Journal of Sport Rehabilitation and Posturology, in collaborazione con Sergio Roci, autore della tesi, e del Prof. Matteo Romanazzi.

La moderna metodologia dell’allenamento degli small sided games, presentata già nel seguente articolo prevede l’utilizzo di esercitazioni tecniche, con palla, nella forma di partite a ranghi ridotti per lo sviluppo delle capacità fisiche dei calciatori. Queste proposte di allenamento specifico vengono solitamente denominate nella letteratura scientifica come Small-Sided-Games (SSG) [18,29, 30,31,32,35].

Gli Small-Sided-Games sono delle partite su campi ridotti e con numero di giocatori limitato [52]. Questo tipo di allenamento permette ai calciatori di ricreare situazioni di gioco che incontreranno durante la partita. L’impiego di queste situazioni durante l’allenamento aiuta a migliorare la tecnica, la tattica e la condizione fisica [46]. In letteratura è stata sottolineata l’importanza di utilizzare queste esercitazioni specifiche nell’allenamento del calciatore, data l’importanza di riprodurre il pattern delle attività che si svolgono in partita e di utilizzare gli stessi gruppi muscolari che si utilizzano durante la competizione [4,24].

Attualmente numerosi autori [3,28] hanno potuto constatare che le intensità con le quali vengono realizzate alcune partite a tema (small-sided-games) in spazi ridotti rappresentano uno stimolo appropriato per l’allenamento di resistenza. Infatti, gli SSG rappresentano un’ottima metodologia di allenamento che può essere applicata sia negli adulti sia nei giovani calciatori. 

È importante ricordare che gli SSG posseggano un grande potenziale per migliorare le sedute e di conseguenza la qualità dell’allenamento a patto che siano organizzati in maniera specifica in base al contesto in cui ci si trova, al livello dei giocatori e agli obiettivi che si vogliono raggiungere.  Il primo fattore importante per determinare quale sia il formato di small-sided-games più funzionale, è quello di classificare e individuare le dimensioni del campo nei diversi formati.

La natura degli Small-Sided-Games non prevede come base la distinzione per ruoli e selettive sollecitazioni possono essere indotte variando le regole dell’esercitazione, questo imponendo o meno a ciascuno degli attori del gioco una attiva partecipazione alle manovre tecnico-tattiche [32,52]. Questa condizione rende gli SSG un mezzo utile per imporre richieste fisiologiche e biomeccaniche avulse dalle costrizioni tecniche tattiche di comparto solitamente riscontrabili in partita [8,12,41,42,43;].

Promuovendo la partecipazione di gioco gli SSG si propongono come mezzo utile per il condizionamento fisico del giocatore, questo riducendo la variabilità inter-soggetto solitamente rilevata nelle partite e attribuibile in parte al ruolo. I primi a dimostrare l’efficacia dell’uso degli SSG per il condizionamento fisico dei calciatori sono stati scegliendo esercitazioni in grado di indurre un’intensità media di gioco pari al 90-95% della frequenza cardiaca massima individuale [35]. I rilevanti miglioramenti della funzionalità aerobica osservati sono stati ruoli di gioco indipendenti ottenuti in tempi brevi [35].

Small sided games: caratteristiche

Gli SSG pertanto risultano passibili di caratterizzazioni pratiche le cui variazioni dipendono dagli obiettivi programmatici dell’allenatore (strutturazione di costrutto) [34]. Queste solitamente variano nello spettro delle esigenze condizionali e tecnico-tattiche della squadra [32,34,52].

Dal punto di vista pratico questi orientamenti contestuali possono essere perseguiti variando il numero di giocatori coinvolti, le regole di gioco, dalla partecipazione o meno dell’allenatore alle esercitazioni o dalle dimensioni del campo. Quest’ultima variabile riveste una notevole importanza per la definizione del costrutto operativo e si è dimostrata altamente influenzante l’esito globale degli SSG [32,52]. 

Inoltre, i dati sperimentali indicano che, a parità di superficie di gioco, l’intensità sia influenzata negativamente da un maggior numero di giocatori [52]. Queste due risultanze ci portano a considerare il concetto di densità di gioco, definibile come la superficie di gioco relativa al numero dei giocatori, una variabile determinante per l’intensità di gioco [32,52]. Infatti, per aumentare la specificità degli small-sided-games hanno suggerito l’utilizzo di superfici prossime a quelle della partita (300 m² per giocatore) definendole come proprie del gioco reale e potenzialmente in grado di stimolare il movimento dei calciatori durante lo svolgimento dell’esercitazione [15].

Proprio per la loro ridotta densità queste esercitazioni sono state denominate Super Small-Sided-Games (S-SSG). Gli S-SSG, nelle loro varie, sono stati valutati per la ripetibilità dimostrandosi in possesso di una eccellente costanza nelle sollecitazioni di gioco sia relativamente al carico esterno che interno e questo particolarmente per le variabili descriventi l’alta intensità di gioco [15]. Una recente sperimentazione ha evidenziato come gli S-SSG siano di fatto in grado, anche quando giocati spontaneamente, di indurre sollecitazioni di gioco superiori a quelle riscontrate in partita e comunque nel novero di quelle indicate per lo sviluppo delle caratteristiche aerobiche e neuromuscolari dei giocatori. [32,35,52]

Small sided games e tecnologia

Applicando agli small sided games, anche i mezzi più tecnologici quali sistemi GPS o accelerometri, alcuni autori [26] hanno dimostrato come le richieste ad alta intensità nell’allenamento del calcio siano state sottostimate precedentemente. Infatti, analizzando la stima della potenza metabolica espressa, durante alcuni SSG, è risultato utile per informare l’allenatore sulle reali esigenze di una sessione d’allenamento. L’uso del sistema di monitoraggio tramite GPS [6,7] con un campionamento adeguato, può essere utile per la conoscenza approfondita dell’attività che svolge il calciatore, ma può contribuire anche allo sviluppo di programmi di allenamento per migliorare ulteriormente le prestazioni e ridurre l’insorgenza di infortuni.

Con le opportune modifiche apportate al regolamento di gioco, sono stati utilizzati per proporre ai giocatori situazioni di gioco similari alla competizione vera e propria, così da prepararli sia sul piano fisico che su quello cognitivo [32]. Grazie agli SSG si è riusciti a dimostrare che giocatori esposti costantemente a queste situazioni di gioco migliorano il loro processo decisionale, il condizionamento fisico, le competenze tecniche e le conoscenze tattiche tramite esercizi funzionali [46,49,53]

L’obiettivo dello studio e l’influenza delle diverse aree di gioco

L’obiettivo del nostro progetto di ricerca è stato quello di verificare, tramite analisi con un sistema GPS, come differenti aree per giocatore influenzino i parametri metabolici e neuromuscolari negli Small-Sided-Games con un gruppo di giovani calciatori. Nel prossimo articolo scenderemo nel dettaglio del disegno di studio, delle caratteristiche delle esercitazioni e della statistica utilizzata nell’analisi. Per saperne di più sugli SSG iscriviti al nostro Webinar, clicca qui.

 

 

 

Co-fondatore di PerformanceLab, blog sulla preparazione fisica. Attualmente lavora come Peparatore fisico e training load analyst per il Torino F.C., società professionistica di Serie A, nella quale segue la preparazione fisica e il monitoraggio dei carichi di allenamento della Primavera. E’ cultore della materia di Basi del Movimento Umano e Teoria e Storia della Metodologia di Allenamento per l’Università degli Studi di Torino, è appassionato al mondo della ricerca nelle scienze motorie e collabora con alcuni professori per lo sviluppo di progetti di tesi e di ricerca.

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