Heart rate variability nel calcio

Abbiamo visto nel corso dei mesi sulla football periodization l’importanza di misurare, monitorare e conoscere il carico esterno nella programmazione settimanale nel calcio. Nell’articolo scorso sul carico interno, e sulle misure come RPE e frequenza cardiaca. 

Una stagione di calcio dura tra 9 e 11 mesi, con i giocatore professionisti che sono impegnati mediamente in uno o due match a settimana per un totale di 50-80 partite all’anno (Mohr et al., 2016). Cercare di mantenere elevate prestazioni e proteggere la loro saluta in tutto ila stagione è quindi una sfida per il club, per l’area fisica e quella sanitaria.

A fianco alle classiche rilevazioni GPS, lattato e HR, negli ultimi anni si sono cercati nuovi indicatori affidabili e validi dell’adattamento dei giocatori all’allenamento e al carico.

Per conoscere meglio il carico soggettivo (ad esempio valutazione dello sforzo percepito tramite RPE) si sono usate scale psicometriche abbinate a questionari sullo stress di recupero (ad esempio REST-Q), o sulla qualita del recupero TQR, del dolore (VAS o NRS). Questi vengono spesso utilizzati per monitorare la reazione al carico di allenamento (Halson, 2014).

Al fine, però,  di studiare il sistema nervoso autonomo (SNA), che regola le principali funzioni del corpo attraverso le sue influenze parasimpatiche e simpatiche (Wehrwein, Orer, & Barman, 2016) si è pensato di vedere che effetti potesse avere sulla HR.

Alcuni studi hanno mostrato che praticare attività fisica regolare ha un impatto sull’attività del SNA (Aubert, Seps, &
Beckers, 2003) e che la funzione cardiaca è influenzata dal SNA.

Infatti il parasimpatico agisce riducendo la frequenza cardiaca (HR), mentre il simpatico la aumenta (Dong, 2016). Negli ultimi anni, due strumenti hanno reso possibile caratterizzare l’attività del SNA attraverso il monitoraggio del tasso di recupero del cuore (HRR) e della variabilità della frequenza cardiaca (HRV). 

Ma che cos’è la HRV?

L’HRR è la differenza tra frequenza cardiaca a riposo (HRrest) e frequenza cardiaca massima (HRmax), ed è caratterizzata dalla riattivazione parasimpatica. L’HRV, invece, viene monitorata dalla registrazione degli intervalli battito-battito, ed è caratterizzata dalle influenze parasimpatiche e simpatetiche del SNA

Come e quando avviene il monitoraggio?

Il monitoraggio può essere effettuato prima, durante e dopo gli allenamenti, di notte mentre si è addormentati o al mattino al risveglio. Si può mantenere una posizione del corpo supina, seduta o in piedi (Abad et al., 2017; Boullosa et al., 2014; Perini et al., 1993).

La lunghezza delle registrazioni può variare da pochi minuti (registrazione a breve termine – quick recovery test) a diverse ore (registrazione a lungo termine) (Boullosa, Abreu, Tuimil e Leicht, 2012; Boullosa et al., 2013; Nakamura et al., 2015).

Le misure di HRR e HRV sono ampiamente utilizzate nello sport perché possono essere facilmente eseguitae dal preparatore sul campo, durante l’allenamento o prima del training, o possono essere eseguite autonomamente dall’atleta al mattino appena sveglio.

Alcuni studi, in precedenza, hanno analizzato HRR e HRV negli sport aerobici, dove hanno mostrato la loro capacità di monitorare il livello di adattamento degli atleti all’allenamento, e quindi prevedere le future prestazioni (Plews et al., 2013; Schmitt et al., 2006; Vesterinen et al., 2015).

In seguito, passo dopo passo, il loro uso è stato esteso ad altre discipline, comprese quelle intermittenti come il calcio. Infatti, nonostante l’uso intensivo del monitoraggio nel calcio, si sa ancora poco su questo metodo di valutazione del carico interno e ci sono pochi studi in  squadre di calcio professionistiche.

Molti autori credono che la conoscenza scientifica dovrebbe aiutare i professionisti a identificare i diversi modi per misurare e analizzare questi parametri e scegliere il più appropriato e attendibile. 

Noi vi porteremo nei prossimi articoli alla scoperta della variabilità cardiaca e della sua applicazione per capire e vedere com’è la risposta ai carichi di lavoro, con dati alla mano, in atleti professionisti di calcio. 

 

 

Co-fondatore di PerformanceLab, blog sulla preparazione fisica. Attualmente lavora come Peparatore fisico e training load analyst per il Torino F.C., società professionistica di Serie A, nella quale segue la preparazione fisica e il monitoraggio dei carichi di allenamento della Primavera. E’ cultore della materia di Basi del Movimento Umano e Teoria e Storia della Metodologia di Allenamento per l’Università degli Studi di Torino, è appassionato al mondo della ricerca nelle scienze motorie e collabora con alcuni professori per lo sviluppo di progetti di tesi e di ricerca.