Nel suo primo articolo Luca Bellini, allenatore che utilizza i GPS per valutare l’allenamento e la sua squadra durante il campionato, ha raccolto diversi dati nella categoria Juniores e poiché spesso questi argomenti sono poco discussi in letteratura ha provato ad analizzarli secondo il suo punto di vista.

Luca ha delineato cos’è per lui il modello di riferimento, un sistema di gioco dove l’aspetto fisico è integrato all’aspetto tattico e l’allenamento sicuramente dovrà richiamare questa integrazione considerando non solo il tempo di lavoro ma anche il tempo di recupero.

L’analisi di oggi partendo dalle richieste del modello prestativo ha come obiettivo di focalizzarsi sulla conoscenza delle varie fasi di recupero durante il gioco.

Il focus sulle pause attive o passive che siano ha delineato in modo ancora più approfondito il modello di riferimento e come queste influenzino la performance.

Osservando la tabella 1 con la distribuzione delle pause possiamo considerare che questo aspetto mostri alcune differenze significative tra primo e secondo tempo.

Tabella 1: Distribuzione delle pause attive e passive durante il gioco

Nel confronto tra i due parziali, sono emerse delle differenze per il Trpass 20-40’’, per passivo si intende con una potenza tra 0 e 5 W/kg, che è risultato essere del -18%, per il Trpass 40-60’’ che è stato del +28% e del Trpass >60’’ che è stato del +17% superiore rispetto alla prima frazione.

Alla luce di questi dati si può notare come nel secondo tempo si siano effettuate meno pause di recupero (tra 20 e 40 secondi) ma si sia recuperato passivamente molto di più tra 41 e 60 secondi e per un tempo superiore a 60 secondi. Queste pause dovute alla stanchezza o alle frequenti interruzioni arbitrali hanno influenzato molto la prestazione.

Analizzando ancora più nel dettaglio il recupero, si può notare come nella distribuzione al minuto (in 60’’) il tempo di recupero tra 0-5 W/kg, con spostamenti molto vicini alla camminata,  è stato del 20% superiore nel secondo tempo e questo si riflette sulle azioni aerobiche tra 5 e 10 W/kg del -1%, sul tempo di recupero aerobico tra 10 e 20 W/kg che è calato fino ad un -14%, piuttosto che sulle azioni intense che anch’esse sono calate tra i 20-35 W/kg del -12% e del -13% >35 W/kg (tempo di azioni ad alta intensità).

L’analisi del numero dei recuperi attivi (tabella 2), tra 5 e 10 W/kg, ci mostra come nel secondo tempo ci sia stato un calo marcato per tutti le classi di recupero, partendo dal recupero inferiore ai 10 secondi il calo è stato del -35%, tra i 10 e i 20 secondi è stato del -37%, tra i 20 e i 30 secondi del -36%, tra 30 e 40 secondi del -30% e >40 secondi del -27%. Questo dimostra che nel primo tempo i giocatori comunque si sono mossi di più nel campo rispetto al secondo tempo.

Tabella 2: Analisi del numero di recuperi attivi durante la gara

Essendo le qualità tecniche inferiori in senso generale, e sopravvenendo la stanchezza  le pause più frequenti e più lunghe sono dovute anche al fatto che la palla è stata per meno tempo in campo. Da questa analisi, quindi, si può concludere che tra 1° tempo e 2° tempo si è assistito ad una variazione generale dei parametri presi in considerazione, in questo caso i recuperi, che hanno portato ad un decadimento della prestazione, ad un frazionamento maggiore del gioco e ad un aumento del recupero passivo a discapito di quello attivo. 

Luca Bellini

Per l’audiovideo completo visitate il link: http://laltrametodologia.com/2017/04/18/10041/